Raccontare la propria autobiografia con le carte da gioco

Unità di apprendimento del Laboratorio linguistico-artistico-espressivo per la classe prima
di Maria Famiglietti1 e Caterina Colella 

Compito unitario. Dopo aver attribuito dei significati ad alcune carte da gioco napoletane scelte dal mazzo, costruire in base a questa scelta un testo autobiografico e socializzarlo con i compagni per conoscersi.

 

Competenza. Scrivere testi di forma diversa servendosi di strumenti concordati.

Obiettivi di apprendimento. Ascoltare e produrre testi applicando tecniche di supporto alla comprensione; realizzare forme diverse di scrittura creativa.

Obiettivi formativi. L’alunno:

  • ascolta e racconta oralmente una storia personale, rispettando l’ordine logico e cronologico;
  • produce testi legati al proprio vissuto attraverso le metafore suggerite dalla carte napoletane.

Attività laboratoriali. Nella formazione delle classi prime della scuola secondaria di primo grado, accade sovente che vadano a costituire il gruppo classe alunni provenienti da diverse scuole primarie, di modo che, accanto alle attività di accoglienza programmate dalla scuola, tutti i docenti nelle prime settimane iniziali dell’anno scolastico guidino i ragazzi alla conoscenza reciproca. Mentre in alcune discipline i docenti procedono invitando a questo scopo gli alunni a raccontare le proprie esperienze, nell’ambito linguistico-letterario in genere si ricorre alla classica autopresentazione che ciascun alunno fa di se stesso, oralmente o per scritto, raccontando la propria storia. Di solito queste presentazioni autobiografiche risultano molto piatte e ripetitive e offrono informazioni generali di tipo statistico, che i docenti raccolgono per delineare un quadro d’insieme della classe e che servono agli alunni per riconoscersi come componenti di quella cultura giovanile espressa a livello locale da abitudini, interessi, passatempi comuni. Nell’attività laboratoriale che ora presentiamo, l’autobiografia viene costruita attraverso un particolare meccanismo narrativo che consente di superare la piattezza espositiva, determinando una attivazione della creatività degli alunni grazie all’utilizzo delle carte da gioco, nel nostro caso quelle napoletane. Lo spunto è stato suggerito dal testo Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino2, nella cui presentazione l’autore rivela che “L’idea di adoperare i tarocchi come una macchina narrativa combinatoria mi è venuta da Paolo Fabbri che, in un seminario internazionale sulle strutture del racconto tenuto a Urbino nel luglio del 1968, tenne una relazione su Il racconto della cartomanzia e il linguaggio degli emblemi”. Come è noto infatti, le storie che compongono questo libro nascono proprio dalla fantasia di Calvino, stimolata dalla successione casuale di volta in volta determinata dai tarocchi.

Fase 1. Prima produzione del testo autobiografico. Prima di introdurre le carte, l’insegnante invita i ragazzi a scrivere un testo di autopresentazione basato sul racconto della propria vita, finalizzato a far verificare come questo tipo di produzione scritta risulti generalmente molto piatta e uniforme.
Gli alunni eseguono la consegna e socializzano i vari testi. Riportiamo sotto un paio di esempi di tali produzioni, che sono rappresentativi di tutte le risposte fornite dai ragazzi.

Testo 1.  Mi chiamo Luigi, ho due sorelle una più grande che frequenta la terza media e una più piccola che frequenta la quarta primaria. Mio padre fa il camionista, mia madre è casalinga e tutte le mattine ci accompagna a scuola. Nell’appartamento sopra al nostro ci sono i miei nonni che vivono sempre con noi, vanno nella loro casa solo per dormire. Ho un cane che si chiama Boby, è buonissimo e quando torniamo a casa ci fa le feste. Tutte le domeniche arrivano i miei zii e mangiamo tutti assieme.

Testo 2. Mi chiamo Assunta, abito in una casa immersa nel verde, ho una sorella più piccola che è una peste, mi fa sempre arrabbiare, mio padre e mia madre mi dicono sempre che devo essere gentile con lei perché è piccola e devo avere molta pazienza. Mi piace venire a scuola perché mi piace stare con le mie compagne e con le professoresse.

Fase 2. Presentazione del mazzo di carte napoletane e lettura simbolica delle carte. A questo punto l’insegnante estrae un mazzo da quaranta carte napoletane e, dopo essersi sincerata che tutti gli alunni le conoscano, comincia a mostrarne alcune alla classe chiedendo ai ragazzi, non in riferimento ai giochi di carte del tipo briscola, scopa, ecc, che cosa quella carta può suggerire o ricordare. Ad esempio, mostra l’asso di denari e alcuni alunni affermano che ricorda una ruota, mentre altri dicono che è il simbolo della ricchezza, del potere, del benessere, dello spreco. Analogamente osservando il due di spade alcuni affermano che ricorda un duello, una sfida, gli scontri, le discussioni. Di fronte al cavallo di spade i ragazzi colgono invece un protettore, una difesa, la sicurezza. Riguardo poi al seme di bastoni, in genere gli alunni vi colgono dei riferimenti molto particolari: nell’asso alcuni vedono la casa, nel sette un bosco, e in linea di massima per loro i bastoni rappresentano delle risorse. Le coppe richiamano il senso della vittoria e della convivialità: l’asso  viene visto come la coppa del vincitore, mentre altre carte di coppe ricordano loro il banchetto, il brindisi, lo stare insieme.
carte

Fase 3. Attribuzione di significati alle carte per costruire il racconto di se stessi. I ragazzi vengono invitati a portare a scuola un mazzo di carte napoletane ciascuno, le distribuiscono sul ripiano del loro banco e in base a ciò che vogliono raccontare di se stessi ne scelgono un massimo di sei, attribuendo ad ogni carta un particolare significato o riferimento a vicende del proprio vissuto.
Per costruire materialmente il testo sono guidati a operare nel seguente modo:
– una volta scelte le carte le fotocopiano in formato ridotto e le ritagliano;
– incollano poi le carte in colonna secondo l’ordine da loro stabilito sul margine sinistro di un foglio formato UNI A4;
– accanto a ciascuna carta scrivono il significato attribuito ad essa;
– nella colonna di destra a margine del foglio scrivono il testo relativo a quella carta e a quel significato.

Come si vedrà dagli esempi di produzione dei ragazzi, non tutti hanno seguito la struttura formale qui indicata, ma tutti hanno considerato i tre elementi di fondo, vale a dire le carte, il significato attribuito e la comunicazione scritta ad esse riferito.

Fase 4. Produzione dei testi autobiografici su una sequenza di carte da gioco allo scopo di manifestare la propria personalità. Operando in modo libero, ma attenendosi ai criteri sostanziali che abbiamo sopra indicato, i ragazzi hanno così prodotto dei testi scrittografici fortemente rappresentativi della percezione che essi hanno di se stessi e degli elementi più rilevanti del proprio vissuto, giungendo a esprimere un racconto estremamente significativo e, come si può notare confrontando queste produzioni con quelle effettuate a seguito della prima consegna, assai più vivaci, personali e molto più centrate sulla loro storia, dove il contesto famigliare, prima dominante, assume invece un ruolo di sfondo integratore.

Nel Testo 3  vediamo il primo di questi esempi, realizzato da Assunta.

carte e significato

Comunicazione

Il due di coppe mi fa pensare a quando inizia la mia storia e cioè dal brindisi tra i miei genitori di quando sono nata in ospedale. Mi raccontano spesso questo evento ancora con tanta emozione.
L’asso di bastoni mi fa ricordare di quando dovevo fare la mia prima gara di ballo, ero emozionatissima e la sfida tra la mia squadra e l’altra si faceva sempre più dura, ma poi finì tutto per il meglio e cioè con un bel primo posto.
Il dieci di spade, invece, mi fa riflettere di quanto sto crescendo e diventando una persona seria e autorevole. Poi ho scelto l’otto di denari poiché mi fa immaginare di quando avrò una famiglia benestante, ma soprattutto felice.
Il sette di bastoni, invece, mi fa ricordare dove vivo, con un giardino stupendo e con quei fiori che sembra che ti parlano, e fuori dalla finestra la vista di una montagna con alberi verdi dove ti vorresti immergere.

Nel Testo 4  proponiamo invece la produzione di Luigi.

carte on significato 2

                                                              Comunicazione
La mia vita è legata con l’avventura, ogni giorno vado in cerca di nuove avventure.
Le persone più importanti nella vita sono i miei genitori. Nella mia famiglia oltre a loro ci sono le mie sorelle. Per me la vittoria significa la fortuna di essere capitato nella mia famiglia, che fa sacrifici per fare di me e delle mie sorelle dei ragazzi a cui non manca niente. Una cosa molto importante nella mia vita è la montagna, specialmente quella dedicata a San Michele, perché noi del paese quasi ogni festa paesana la andiamo a festeggiare lì. Nella mia famiglia il capofamiglia è mio padre e un giorno desidero diventarlo anch’io.

Nel Testo 5 riproduciamo un racconto autobiografico, notevolmente più ricco dei primi due, nel quale l’alunna che si racconta dimostra una elevata capacità di autoanalisi e stima di sé, simboleggiata dalla scelta dell’asso di denari vista non come segno di ricchezza, ma come esempio di unicità della propria persona.

La mia autobiografia con le carte da gioco
3 di spade

Significato: Il tre di spade rappresenta la mia famiglia.
Comunicazione: La mia storia inizia dalla mia famiglia che è piccola e felice, la carta che più la rappresenta è il tre di spade, infatti ogni volta che vedo questa carta mi vengono in mente ricordi legati ad essa. Ho già detto che la mia famiglia è molto piccola, è composta da me, mio padre, mia madre. Io ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia dove tutti si tutti si preoccupano per me e tutto ruota intorno a me.

asso di spade

Significato: l’asso di spade rappresenta la gioia.
Comunicazione: La mia vita è sempre piena di gioia che è da me collegata all’asso di spade, forse essa è collegata a questa carta perché tutti mi hanno messa sopra un piedistallo, al primo posto, cosa che mi è sempre piaciuta.

2 di coppe

Significato: il due di coppe rappresenta per me una vincita, cioè le persone che sono più importanti per me.
Comunicazione: Le persone a cui sono legata di più sono i miei genitori, che per me rappresentano anche una vincita perché mi hanno creata, messa al mondo e fatto tanti sacrifici per me. Di questo sono grata a loro, ma soprattutto a Dio che ha deciso di affidarmi a delle persone che mi amano più di ogni altra cosa al Mondo.

9 di denari

Significato: il nove di denari rappresenta le passioni che ci sono nella mia vita.
Comunicazione: Nella vita delle persone, come nella mia, ci sono sempre delle passioni. Le mie sono molteplici, e sono rappresentate dal nove di denari poiché, come ho già detto, sono molte come il numero che la carta rappresenta. La mia passione principale è quella per gli animali, in particolare i gatti, infatti le mie caratteristiche sono legate alle loro.

asso denari

Significato: la carta che più mi rappresenta è l’asso di denari
Comunicazione: Io credo che l’asso di denari sia la carta che mi rappresenti meglio, perché in certi sensi è come me: unica. Io infatti sono una ragazza abbastanza difficile da capire: in alcune situazioni sono allegra, estroversa, simpatica, mentre in altre posso cambiare e diventare più emotiva, dolce e comprensiva, seria. Insomma io cambio sentendo il tipo di clima emotivo che c’è nell’aria tra me e un’altra persona.

Nel Testo 6 riproduciamo il lavoro realizzato da un alunno pachistano in Italia da due anni e che ha due anni più dei suoi compagni di classe.
carta

Fase 5. Raccolta delle autobiografie, produzione di un book di classe e autopresentazione ai compagni. Si passa ora alla digitazione a computer dei testi autobiografici prodotti da tutti gli alunni, che vengono poi stampati a colori al fine di realizzare tanti book quanti sono i componenti della classe più il docente di lettere. Tenendo di fronte il proprio book, i ragazzi si presentano ora a turno a tutti i compagni e rispondono alle loro domande di chiarimento o di approfondimento. Il clima di queste presentazioni è molto effervescente: l’alunno che si presenta si comporta proprio come un attore o una attrice e alla fine riceve dai compagni un applauso convinto. In tal modo, in un tempo relativamente breve, ognuno riesce a cogliere di ciascun compagno non solo dei dati biografici, ma anche aspetti importanti della personalità, esperienze significative, interessi, passioni, inclinazioni e così nel gruppo classe si determina una circolazione positiva di taglio affettivo, che è una premessa indispensabile per quella cooperazione umana e operativa che sta alla base della convivenza di personalità differenti e di sensibilità diverse. Dopo questa esperienza laboratoriale si è creato un gruppo i cui membri non solo hanno cominciato a conoscersi in profondità ma hanno iniziato anche ad accettarsi sulla base di un rispetto reciproco delle diversità.

Verifica, valutazione, monitoraggio. I ragazzi vengono invitati a organizzarsi in tre gruppi eterogenei e ad ogni gruppo viene data la seguente consegna:
– al primo gruppo viene chiesto di analizzare i singoli testi e di ricavare il vissuto dei giovani che hanno 11/12 anni (solo uno, il ragazzo pachistano, ha 13 anni);
– al secondo gruppo viene data la consegna di leggere le autobiografie e di confrontarle con la prima stesura al fine di ricavarne una critica;
– al terzo gruppo viene chiesto di stendere un articolo di giornale che presenti al lettore come sono i preadolescenti oggi in un paese di una provincia del sud.
Durante la verifica gli alunni rivolgono molte domande all’insegnante e si consultano spesso tra loro all’interno dei tre gruppi, a dimostrazione della forte dimensione cooperativa che si è instaurata.
Valutazione. I criteri che entrano in gioco sono la quantità, la qualità e la significatività delle informazioni inserite nei tre distinti lavori richiesti agli alunni, di modo che la soglia di accettabilità si determina quando almeno due dei tre criteri sono sufficientemente soddisfatti, mentre l’eccellenza è data dalla presenza di informazioni significative rispetto alle consegne poste.

Monitoraggio. Una attività laboratoriale di questo tipo ha evidentemente delle ricadute che si protraggono lungo tutto l’arco dell’anno scolastico e del triennio: sul versante relazionale-affettivo nell’area della conoscenza reciproca e della maturazione del rispetto dell’altro in quanto persona; dal punto di vista cognitivo e operativo nell’area della comunicazione scritta e della comprensione progressiva della struttura e dei meccanismi della narrazione.

Autovalutazione. In sede di debriefing sono emersi dei convincimenti comuni, relativi soprattutto al fatto che gli alunni dichiarano di aver appreso a conoscersi meglio per doversi descrivere agli altri e che tale apprendimento è stato gioioso e divertente in quanto legato all’analisi delle carte da gioco. Inoltre il lavoro svolto è stato di grandissima soddisfazione, perché ha permesso a ciascuno di farsi conoscere dagli altri come è veramente e al tempo stesso di conoscere i compagni nei loro gusti, nei loro sentimenti, scoprendoli a volte simili e a volte anche molto diversi.

                                                                  Maria Famiglietti, Caterina Colella

 

 

 


  1. Il presente contributo è la rielaborazione dell’UA realizzata dall’autrice in un’attività di formazione didattica con la prof.ssa Colella, docente di lettere presso l’Istituto Comprensivo di Frasso Telesino (BN), e pubblicata sulla rivista Scuola e Didattica, ed. La Scuola, Brescia, a.s. 2010-11.
    Per ulteriori notizie sulla vita e sull’attività di Maria Famiglietti: www.mariafamiglietti.eu  

  2. Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati, Mondadori, 1994