Produrre un ipertesto/ipermedia come forma di comunicazione complessa

Unità di apprendimento di Tecnologia per la classe seconda
di Giuliano Cerè

Compito unitario. Analizzare alcune possibili forme comunicative e produrre un ipertesto/ipermedia per mostrare, con l’ausilio della Lim, l’elaborazione delle informazioni.

Obiettivi formativi. L’alunno:

  • analizza e scompone una situazione problematica secondo una organizzazione non sequenziale;
  • utilizza strumenti informatici per acquisire e elaborare dati;
  • mette in relazione i mezzi di comunicazione con le caratteristiche di mono/bi direzionalità, monomedialità e multimedialità.

Attività laboratoriali. Chi di noi, almeno una volta, non si è trovato nella necessità di compiere una ricerca sul web per organizzare un viaggio, esplorare preventivamente un museo lontano o semplicemente per consultare la prima pagina degli ormai innumerevoli quotidiani della rete nazionale?

Fase 1. Il primo passo sulla carta. Dividiamo la classe in tre gruppi omogenei e, dovendo dapprima riconoscere un ipertesto per comprenderne la struttura e il significato, forniamo a ciascun gruppo un breve testo. Partiamo da uno scritto che non appartiene all’area tecnologica: questo ci offre stimolo, riflessione e opportunità di analizzare con attenzione un documento con approccio interdisciplinare, pensando alla tecnologia come elemento interattivo e trasversale al sapere!
Utilizziamo il Web 2.0 (Wikipedia) per scaricare i testi di partenza e stamparli. In questo modo avremo lo stesso documento in formato virtuale che ci permetterà facilmente ed in maniera intuitiva di verificare alcune ipotesi “comunicative” costruite dagli alunni.
I testi sono Il Jazz, La fisica nucleare, Giacomo Leopardi.
Stimoliamo ogni gruppo a sottolineare nel documento eventuali riferimenti ad altre discipline od aree ed a pensare, parallelamente, alla relazione tra il concetto di pluridisciplinarità ed il concetto di multimedialità. Un’altra importante indicazione riguarda il modo di affrontare la lettura: l’individuazione di parole chiave e di parole che sottendono ulteriori concetti da approfondire. Nella Tabella 1 è mostrato il percorso parallelo docente/gruppi.

Cosa fa il docente Cosa fa l’alunno (o gruppo di alunni)
1 – Favorisce il recupero di competenze in merito ai concetti generali introduttivi. 1 – Prende in considerazione un elenco di mezzi di comunicazione e determina per ciascuno le caratteristiche di mono/bi direzionalità, mono/multimedialità. Discussione, confronto nella classe.
2 – Stimola l’osservazione – analisi di semplici testi per portare gli alunni alla individuazione di parole chiave per la comprensione epistemologica del testo.2 – Legge un semplice testo scelto, osserva, analizza e lo scompone cercando di evidenziare le parole fondamentali per la sua comprensione.
3 – Stimola l’osservazione – analisi dei testi al fine di condurre gli alunni alla individuazione di parole di “collegamento”. 3 – Legge il testo assegnato o scelto ed individua le parole (sostantivi) che consentono di aprire note o riflessioni di carattere “tecnico – scientifico” cioè su dati oggettivi, e consentono di effettuare approfondimenti paralleli, sullo stesso nucleo tematico oppure su nucleo tematico diverso.
4 – Coinvolge gli alunni nella discussione confronto sulla nuova possibilità di procedere nella organizzazione di un nuovo tipo di testo, sottolineando il tipo di lettura delle informazioni (sequenziale, non sequenziale). 4 – Riporta le parole individuate in una tabella: le definisce per ora come “parole espandibili”. Discute e si confronta con i compagni (o gruppi) e comprende il significato di lettura sequenziale dei dati.
Si rende conto dell’impossibilità di una lettura che non sia sequenziale per la comprensione semantica ed epistemologica corretta del testo.
5 – Propone un momento di confronto – verifica e di autovalutazione. 5 – Si confronta con gli altri (singoli o gruppi) sul lavoro svolto, motivando le scelte effettuate.

 Tabella 1. Sintesi dell’attività iniziale sui gruppi per l’analisi di un testo.

Uno dei punti fondamentali del percorso didattico è l’assunzione di competenze in merito alla individuazione di “parole espandibili” (vedremo infatti che queste parole non saranno altro che le hotword nell’ipertesto).
Ciascun gruppo ha individuato una seria di parole (sostantivi) che riporta in una tabella; si procede quindi con una attività di ricerca dei sostantivi su alcuni libri scolastici che fa comprendere agli alunni come i differenti autori siano giunti ad un certo tipo di impostazione strutturale del libro proprio per dare agli utenti spunti di riflessione, approfondimento, curiosità, collegamento con aspetti collaterali al tema trattato. Si comincia ad intravedere la necessità di potere effettuare una lettura non vincolata alla successione delle righe, una lettura quindi più personalizzata.

Fase 2. Il confronto sul web. Accendiamo la Lim e a turno ciascun gruppo procede alla ricerca del proprio testo su Wiki. Sulla base del lavoro fin qui svolto gli alunni rilevano come in queste “pagine” siano presenti delle parole scritte con un colore diverso (blu in questo caso): parole che in larga parte sono riconducibili a quelle definite di “espansione” in quanto, al passaggio del mouse che diviene una “manina”, esse propongono ulteriori approfondimenti.
Appare subito evidente che la lettura può anche non essere sequenziale: infatti gli alunni dello stesso gruppo hanno mostrato interessi diversi così che ciascuno (libero di osservare la pagina in maniera del tutto arbitraria) ha proceduto nella lettura in modo casuale, oppure sulla base di curiosità od interesse assolutamente soggettivi ha “aperto” una parola piuttosto che un’altra.
Gli alunni sono così in grado di individuare facilmente un ipertesto e di “aprire” le parole di espansione; non sono ancora in grado però di muoversi sfruttando tutti gli strumenti di navigazione che un ipertesto ed il software adeguato permettono.
Prima di affrontare l’aspetto tecnico dell’ipertesto vogliamo stimolare nel gruppo classe una riflessione sugli aspetti cognitivi e logici che sottendono la nascita, costruzione e sviluppo di una struttura ipertestuale. Sfruttando sempre l’immensa risorsa del web digitiamo la parola Ipertesto: su Wikipedia con una operazione di copia/incolla riportiamo la pagina della definizione sulla lavagna interattiva e tutti insieme analizziamo con attenzione alcuni passaggi. Sintetizziamo nella Tabella 2 la relazione “inventori-concetto”. Per semplificarne la lettura vi proponiamo gli studiosi come “parole calde”.

Vannevar Bush (1945)
Convinto della inadeguatezza del supporto cartaceo di fronte all’incremento esponenziale delle informazioni presenta un progetto denominato Memex nel quale si avvale del sistema elettronico per elaborare ed inviare grandi quantità di informazioni. Pubblica l’articolo “As we may think” in cui immagina l’organizzazione ipertestuale della conoscenza, cioè i metodi associativi della mente umana nell’elaborazione delle informazioni.
Ted Nelson (1965)
Introduce per primo il termine “Ipertesto” in un progetto nel quale intendeva raccogliere tutte le informazioni (articoli e volumi) per pubblicarle in rete.
Ted Nelson (1965)
Informatico, fautore dell’uso del computer per la manipolazioni di simboli di qualunque natura. Nel 1968 realizza il sistema NLS (On Line System) per la gestione contemporanea di documenti.

Tabella 2. Lo sviluppo concettuale dell’ipertesto

Gli alunni sviluppano alcune considerazioni sulla sua struttura logica, molto simile a quella della mente umana soprattutto nelle operazioni di relazione e di associazione dei dati da osservare e classificare. Se è vero che la lettura di un testo cartaceo è rigorosamente di tipo sequenziale per la sua corretta comprensione è altrettanto vero che a livello cognitivo esistono continui rimandi e collegamenti a concetti, conoscenze e informazioni (sonore, visive, letterarie …) che appartengono al nostro background culturale.

Fase 3. Gli elementi strutturali. Prendiamo in considerazione, esclusivamente come punto di riferimento, il portale del Ministero della Pubblica Istruzione: appena viene digitato il nome del sito in questione nella barra degli indirizzi del browser o strumento di navigazione compare la pagina iniziale, caratterizzata da uno sfondo bianco ed una sorta di bottoni.
Come si può notare ogni pulsante rappresenta un punto di apertura, del tutto simile alla parole colorate di blu su Wikipedia. Cliccando con il tasto sinistro del mouse si apre una nuova pagina esplicativa e non è necessario aprire i quattro bottoni simultaneamente.
Cominciamo così ad analizzare gli elementi strutturali dell’ipertesto:

Immagine1

 

Sul web recuperiamo alcune importanti informazioni relative all’ipertesto, dalle sue possibili strutture, agli elementi di criticità, agli aspetti che ne sottendono la costruzione. Questo link rimanda ad un semplice file in pdf, da mostrare alla classe sulla Lim, che costituisce il punto di partenza per l’esecuzione del compito della UA.

Fase 4. La costruzione dell’ipertesto/ipermedia. Le fasi in cui si realizza il prodotto si possono dunque individuare nelle seguenti:

  • Progetto
  • Ricerca dei contenuti
  • Implementazione

La prima cosa importante è definire quale tipo di struttura fornire all’ipermedia perché da ciò dipenderà il tipo di implementazione e l’organizzazione dei contenuti (come si evince dal file in pdf precedentemente linkato).

La ricerca dei contenuti. Dopo avere definito in sostanza il come, vediamo di stabilire il che cosa, cioè le singole unità di informazione autosufficienti che devono essere messe in relazione tra di loro; possono essere ovviamente sotto forma di testo, immagine, filmato e sonoro. La caratteristica di un ipermedia è la possibilità di avere le informazioni in maniera sintetica e non sequenziale (come abbiamo già avuto modo di stabilire). Le fonti della nostra ricerca sono molteplici: biblioteca se cerchiamo cartaceo da trasformare in file (con uso appropriato di scanner), il web se cerchiamo materiale già presente in formato mediale, il microfono se vogliamo registrare commenti personalizzati (ricordo che il sistema operativo Windows è dotato della possibilità di accogliere materiale audio in maniera semplice).

La fase di implementazione. Consiste nell’assemblaggio di tutte le parti ricercate precedentemente e messe “assieme” secondo lo schema definito nel progetto. È in questa fase che vanno inseriti alcuni elementi definiti strumenti di navigazione come bottoni e, soprattutto le parole calde.
I bottoni sono strumenti estremamente funzionali che consentono di sfogliare le pagine (nodi) in maniera sequenziale, come nella lettura tradizionale. Infatti essi sono inseriti generalmente in basso, nella stessa posizione in tutti i nodi per consentire questa veloce escursione dell’insieme.
Una volta recuperati i dati e definito il progetto si passa alla sua realizzazione ossia all’apprendimento delle procedure necessarie a realizzare il collegamento o link tra i nodi, attraverso le parole calde. Ci serviamo di “Word” che può essere considerato un semplice sistema autore. Apriamo Word sulla Lim e mostriamo alla classe la “barra multifunzione” nella “linguetta” inserisci: appare una piccola icona “mondo con la catena” a cui corrisponde l’azione “inserisci collegamento ipertestuale” ; questacollega una o più parole o un’immagine ad un’altra zona del documento, di un altro documento o ad un URL (Uniform Resource Locator = indirizzo di una risorsa Internet). Una volta effettuato il collegamento facendo clic su di esso si salterà nel punto stabilito. Questo passaggio viene effettuato con gli alunni direttamente in maniera tale da comprendere con esattezza le fasi della creazione del collegamento. Successivamente ogni gruppo realizzerà l’ipertesto/ipermedia progettato. A titolo esemplificativo viene eseguita la seguente semplice procedura:

  1. Ogni alunno compone un brevissimo testo contenete una sintetica descrizione di sé stesso. Si salva tale documento nella cartella desiderata. Il file avrà allora denominazione Guido.doc
  2. Si carica una propria immagine. Si salva il file ottenuto nella stessa o in altra cartella. Il file avrà, ad esempio, denominazione Immagine Guido.jpg
  3. Si determina la parola calda sul documento di testo (scelto come nodo di ingresso), ad esempio si sceglie la parola “Guido” a cui si assocerà l’immagine successivamente caricata. La si evidenzia facendo doppio click con il pulsante sinistro del mouse. Ora si punta il cursore del mouse sul bottone “crea collegamento ipertestuale” presente nella barra multifunzione. Si apre la finestra di dialogo relativa a tale bottone che ho come titolo “inserisci collegamento ipertestuale”.
  4. In questa finestra la casella “testo da visualizzare” mostra la parola evidenziata (cioè il Nome Guido), la finestra sottostante “digitare il nome del file o della pagina web” contiene il percorso che si vuole compiere per arrivare al nuovo nodo da collegare; per semplificare la procedura conviene spostarsi sulla parte sinistra della finestra e premere il pulsante “File recenti”.Lo spazio immediatamente sotto alla barra del titolo ci consente di selezionare l’unità o la cartella all’interno del computer, che contiene il file di destinazione (quello da collegare al nodo origine).Con un doppio click sul file scelto, o selezionando e premendo apri, determiniamo il “contatto”. Premendo il pulsante Ok – in basso a destra – della finestra principale (inserisci collegamento ipertestuale) confermiamo il contatto.
  5. La parola Guido, sul file o nodo origine appare ora sottolineata e di colore diverso dal nero (generalmente blu). Il cursore del mouse, passandoci sopra, si trasforma in una “manina”. Abbiamo creato il link tra due nodi, definito la parola calda. Cliccando su tale parola si aprirà immediatamente l’immagine associata e la parola cambia colore (violetto) indicando così all’utente lettore che il nodo corrispondente è stato visitato.

Verifica, valutazione, monitoraggio. Il monitoraggio è eseguito fin dall’inizio dell’unità di apprendimento mediante l’uso di schede e dalla realizzazione del consueto “diario di bordo” su cui gli alunni riportano gli obiettivi da raggiungere e il percorso effettuato. L’attività di ricerca su Web 2.0 (Wikipedia) è monitorata e valutata attraverso la somministrazione di brevi questionari di gradimento, di acquisita comprensione del tema trattato, di chiarezza e semplicità dei contenuti proposti. L’accettabilità è raggiunta per un’attività (lavoro on line – test) che complessivamente dimostri una sufficiente autonomia sia operativa sia concettuale, mentre l’eccellenza è raggiunta quando l’alunno è in grado di comprendere in maniera pienamente autonoma la complessità dell’evento, rilevarne il concetto e trasferirlo su di un oggetto (competenze). L’obiettivo finale è verificato dalla produzione di file ipertestuali presentati alla Lim contenenti collegamento di file di immagini, filmati, pagine web. La valutazione della stessa inizia con l’analisi del progetto e del percorso, che sarà più o meno articolato a secondo del livello raggiunto. Il lavoro è prodotto in piccoli gruppi in maniera tale da valutare per ciascuno la capacità di relazione e di collaborazione costruttiva. L’assegnazione di un punteggio valutativo concernente l’accettabilità o all’eccellenza è stabilito da alcuni criteri: completezza progettuale, linearità del percorso, corrispondenza tra ipotesi e risposte sul campo, aspetto grafico, correttezza nei linguaggi utilizzati.

Giuliano Cerè

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