Narrare il cammino per Santiago

Unità di apprendimento di Storia per la classe prima
di Adelaide Zanardelli

 Compito unitario. Gli alunni, in piccoli gruppi, dovranno stendere un diario di bordo nei panni di un pellegrino verso Santiago, cercando di riportare le maggiori informazioni sulle caratteristiche del viaggio facendo riferimento ai contenuti del percorso di studio.

Competenza. Analizzare documenti storici.

Obiettivi di apprendimento.  Analizzare fonti di diverso tipo e ricavarne informazioni sull’argomento trattato; riutilizzare le informazioni per realizzare prodotti originali.

Obiettivi formativi. L’alunno:
* analizza fonti di diverso tipo e ne ricava informazioni sull’argomento trattato;
* riutilizza delle informazioni realizzando prodotti originali;
* ricerca ed evidenzia rapporti con la contemporaneità.

Attività laboratoriali. Il pellegrinaggio è una pratica che accomuna le grandi religioni del mondo, dall’estremo Oriente fino al Mediterraneo; i luoghi di miracoli e sepoltura di Cristo, apostoli e santi rendono accessibile e tangibile la santità. Raggiungere il luogo del pellegrinaggio è un percorso, oltre che spirituale, anche di sforzo e mortificazione del corpo che solo al raggiungimento della meta si può mondare dalla lordura del peccato; la fine del viaggio rappresenta la vera salvezza del corpo e dell’anima del viandante sacro.

Fase 1 . Il senso del pellegrinaggio nel Medioevo. Nella fase iniziale dell’attività si svolgerà una breve attività di brainstorming sulla classe per evidenziare, annotando sulla lavagna, le informazioni già in possesso dagli alunni sul significato della parola pellegrinaggio.
La veloce attività porterà i ragazzi a riflettere come il termine possa assumere il significato di un percorso difficoltoso per il raggiungimento di uno scopo, a memoria di come i pellegrinaggi dei secoli passati compiessero, oltre che un percorso di forte valenza spirituale, un prova fisica di notevole peso e carica di rischi per l’incolumità di chi ne era protagonista. Molteplici sono le motivazioni che spingono i viandanti religiosi del Medioevo e varia è la loro estrazione sociale.
Sarà cura dell’insegnante fornire o portare gli alunni a scoprire le cause dei vari pellegrinaggi (devozione, espiazione dei peccati, pro voto, per delega, raccolta delle reliquie o per il semplice piacere di girare il mondo); le informazioni raccolte potranno essere schematizzate. La riflessione si soffermerà sulla raccolta delle reliquie analizzando una fonte scritta (la testimonianza di un pellegrino di Firenze).
In Terrasanta la vendita delle reliquie spesso approfittava dell’ingenuità dei pellegrini e la narrazione  di questi ultimi era spesso condita da particolari fantasiosi che amplificavano l’effetto di queste presunte sostanze miracolose.
Alla lettura della fonte seguirà la somministrazione di un questionario.

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  1. Di che tipo di fonte si tratta?
  2. Chi ne è l’autore?
  3. A chi è destinato?
  4. Quali sono le caratteristiche della narrazione?
  5. Quale spiegazione viene data alla formazione del liquido miracoloso?
  6. Quali sono gli effetti della sostanza?
  7. Ti sembra credibile ciò che è narrato nella fonte?
  8. Quali sono i passaggi della narrazione che rivelano l’ingenuità del pellegrino?

Il percorso può essere completato dalla lettura della novella di G. Boccaccio Le reliquie di Frate Cipolla, Decameron, VI, 10  (tradotta in italiano moderno da Aldo Busi).

Fase 2La figura del pellegrino e i pericoli del viaggio. La presentazione della figura del pellegrino medioevale parte dall’analisi di due fonti iconografiche1:

  • frontespizio della Guida del Pellegrino di Santiago, edizione di Lipsia del 1521
  • rappresentazione di un episodio della vita di Saint Amand.L’analisi della fonte dovrà seguire due tempi:
  • Analisi dei personaggi presenti, del loro abbigliamento e degli oggetti presenti
    Il primo momento di osservazione servirà ad isolare i simboli di un particolare “viandante sacro”, sostanzialmente diverso dagli altri, ma con esigenze, particolarità, conoscenze tali da poter definire una particolare tipologia.

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  • l’ampio mantello con il cappuccio chiamato pellegrina;
  • il bondone, il bastone del pellegrino dalle innumerevoli funzioni (dall’appoggio nel cammino a mezzo di difesa);
  • la scarsella, la sacca per il povero bagaglio, sempre aperta per dare e per ricevere;
  • la conchiglia, il signum peregrinationis per eccellenza, a gloria e ricordo del percorso verso Santiago.
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    • Analisi dell’ambiente in cui si svolge la scena e del ruolo dei personaggi

    Gli itinerari verso i luoghi di culto diventano percorsi che necessitano di strutture assistenziali e devozionali che sorreggano i viandanti e la chiesa sullo sfondo della prima fonte ne è il simbolo e La Guida del pellegrino di cui ne è frontespizio è uno strumento che assolve a una finalità pratica e fornisce le necessarie informazioni per il viaggio.
    Il pellegrino nel suo percorso era esposto a notevoli rischi e pericoli, i racconti di questi avventure spesso trovavano un lieto fine grazie all’intervento di un santo; la miniatura rappresenta proprio un episodio della vita di Saint Amand (la prima figura a destra) che, pellegrino con due compagni, riesce ad ammansire un orso che li accompagnerà nel viaggio trasportando i loro averi.
    Gli alunni saranno quindi invitati a delineare e trascrivere, oltre alle peculiarità dell’abbigliamento, le caratteristiche dell’ambiente rappresentato per ricavarne ulteriori informazioni.

    Fase 3. I luoghi dei pellegrinaggi e La guida del pellegrino di Santiago
    «… “peregrini” si possono intendere in due modi, in uno largo e in uno stretto: in largo, in quanto è peregrino chiunque è fuori de la sua patria; in modo stretto non s’intende peregrino se non chi va verso la casa di Sa’Iacopo o riede. E’ però è da sapere che in tre modi si chiamano propiamente le genti che vanno al servigio de l’Altissimo: chiamansi palmieri in quanto vanno oltremare, là onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno alla casa di Galizia, però che la sepultura di Sa’Iacopo fue più lontana de la sua patria che d’alcuno altro apostolo; chiamansi romei in quanto vanno a Roma..» è Dante, nella Vita Nova, che ci dà la fonte scritta da cui partirà la definizione dei luoghi dei pellegrinaggi, completata da una cartina storica sull’argomento.
    Ai ragazzi verrà fornito l’indice dei capitoli della Guida del Pellegrino di Santiago Libro quinto Codex Calixtinus secolo XII.
    La sola analisi dell’indice e alcune indicazioni sui contenuti delle sezioni permette agli studenti di capire come le indicazioni fornite dal testo siano legate alla necessità pratiche del viaggio: le vie di accesso e i tempi per l’arrivo a Santiago, gli alloggi presenti sul tragitto e i tre grandi ospedali del mondo. Ugualmente la guida si occupa delle necessità dell’anima fornendo indicazioni sulle visite ai luoghi sacri e alle sepolture dei santi posti lungo il cammino.
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    Le principali vie di terra che convergevano verso Santiago erano e sono ancora:

     I ragazzi saranno invitati ad evidenziare i percorsi sulla cartina storica fornita in precedenza dall’insegnante e ad elencare i luoghi attraversati dai percorsi.
    Successivamente seguirà l’analisi dell’inizio dell’ultimo capitolo della Guida Di come i pellegrini di Santiago devono essere ricevuti.

     Fase 4. Narrare il cammino per Santiago. Gli alunni saranno divisi in quattro gruppi, ad ognuno verrà assegnato il compito di stendere un diario di bordo calandosi nei panni di un pellegrino verso Santiago, cercando di riportare le maggiori informazioni sulle caratteristiche del viaggio facendo riferimento ai contenuti del percorso di studio. La narrazione dovrà essere in prima persona e dovrà organizzarsi nei seguenti paragrafi:

    • Il pellegrino si presenta
    • I motivi della partenza
    • La vestizione del pellegrino
    • La via da percorrere
    • I luoghi, gli incontri, le avventure e i pericoli scampati nel viaggio
    • Le reliquie
    • L’arrivo a Santiago

    Gli alunni dovranno riutilizzare le informazioni raccolte, ma potranno arricchire la narrazione con fatti verosimili o fantasiosi, ma fedeli alle caratteristiche del pellegrinaggio.

    Fase 4. Il pellegrino nel web. La fase conclusiva del percorso vede i ragazzi impegnati in una ricerca in internet. Agli alunni sarà fornito il seguente indirizzo http://www.pellegrinando.it/; sul sito si potranno reperire, nella sezione dedicata alla partenza, informazioni sulla: preparazione, equipaggiamento e modalità di viaggio verso Santiago. I ragazzi potranno delineare un profilo del pellegrinaggio contemporaneo da raffrontare con il percorso storico ultimato.
    Saranno evidenti le divergenze tra il passato e la contemporaneità, ma sarà interessante sottolineare come le vie di cammino verso il luogo sacro esistano ancora, sebbene le modalità di assistenza dei pellegrini abbiano assunto forme diverse.

    Verifica, valutazione, monitoraggio. I livelli di acquisizione delle competenze saranno verificati attraverso la valutazione della narrazione realizzata dai ragazzi.
    La valutazione seguirà inoltre i seguenti parametri.
    L’alunno:

    • analizza fonti di diverso tipo e ricava le informazioni essenziali sull’argomento trattato (accettabilità).
    • analizza fonti di diverso tipo, le confronta e ricava tutte le informazioni sull’argomento trattato (eccellenza).
    • riutilizza delle informazioni realizzando prodotti originali e conformi alle indicazioni date (accettabilità).
    • riutilizza delle informazioni realizzando prodotti originali, del tutto conformi alle indicazioni date contribuendo con creatività ad una rilettura del percorso di studio proposto (eccellenza).
    • mette in luce semplici rapporti con la contemporaneità (accettabilità)
    • ricerca ed evidenzia in modo autonomo rapporti con la contemporaneità (eccellenza).

    Al termine della quarta fase del percorso il docente si accerterà dell’acquisizione delle sufficienti competenze attraverso prove di verifica strutturate.
    Nella fase di realizzazione del compito unitario si osserverà inoltre il grado di collaborazione nella realizzazione del prodotto e di iniziativa personale nell’arricchirlo.

        Adelaide Zanardelli

     


  1. Le immagini (ad esclusione del frontespizio) sono tratte da Alberto Canova Investigatori del tempo vol. 1 Medio Evo, La Nuova Italia, 2004 (rispettivamente pag. 212, 213, 211. 

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