Mettiamo l’acqua in rete: un progetto interdisciplinare

di Rosella Tirico, Simone Mercanti

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2005-2015 Decennio Internazionale dell’Acqua. In  questo periodo ci si impegnerà in modo particolare per garantire a tutti gli esseri umani e alle generazioni future l’accesso all’acqua. In ambito scolastico, l’importanza e l’attualità di questa problematica ambientale può suggerire la progettazione di attività laboratoriali che, coinvolgendo varie discipline, favoriscano la conoscenza dei diversi aspetti in gioco e si propongano di educare i ragazzi a divenire cittadini attivi e consapevoli.

 

ImmagineAcqua in rete


Educare alla Cittadinanza attiva non significa solo celebrare il 22 marzo di ogni anno la Giornata mondiale dell’acqua, ma divenire consapevoli delle questioni connesse a questo bene prezioso; si dovrà cercare di contrastare gli sprechi, di far comprendere le dinamiche sociali e politiche per cui l’acqua diviene risorsa e motivo di conflitto, di analizzare dei dati per individuare una geografia dei consumi e rendersi conto del fatto  che l’acqua non è solo quella che si beve o quella con cui ci si lava ma è anche quella “invisibile” necessaria per la produzione di materie prime e di cibo.
Numerosi  aspetti connessi alla disponibilità dell’acqua vengono evidenziati nell’articolo di Roberta Scorranese: 2015, dimezzare la sete nel mondo, pubblicato il 22 marzo 2013 sul Corriere della Sera; in particolare, è opportuno rivolgere l’attenzione  su queste due passaggi del testo:

«… stando alle ricerche dell’ONU, servirebbero tre pianeti e mezzo per soddisfare le nostre attuali esigenze (se tutti, nel mondo, vivessimo come i Nordamericani e gli Europei)…»

«… L’Unesco ha calcolato che esistono circa 500 bacini acquiferi transfrontalieri nel mondo. Dalla gestione condivisa e pacifica di queste risorse dipenderà la sicurezza idrica e alimentare di molti di noi nei prossimi anni. … »

Analizzando tali aspetti, fondamentali per la stessa sopravvivenza umana, si accresce la conoscenza del valore dell’acqua e della complessità dei problemi connessi ad un bene così prezioso. In ambito scolastico, la tematica si presta ad approcci trasversali ed in continuità, perché favorisce la valorizzazione di processi aperti all’acquisizione di competenze e alle interconnessioni tra diverse discipline. Si presta, quindi, ad un’articolazione didattica di tipo laboratoriale. Il tema dell’acqua si propone con efficacia per la ricchezza di contenuti che offre a livello storico-geografico e scientifico-tecnologico, oltre che per le opportune considerazioni che possono scaturire per quanto riguarda i comportamenti di cittadinanza. Gli alunni possono procedere ad una costruzione del  proprio sapere attraverso momenti di scoperta, di analisi e di riflessione, sulla base di continui accomodamenti delle conoscenze per analogia e per contiguità. Se forniamo ai ragazzi degli agganci universali (lessico di base, abilità di studio, organizzatori cognitivi, …) essi saranno messi in condizione di tessere la propria rete mentale, per poterla rivedere e riformulare in modo coerente in relazione ai contesti ed alle situazioni della vita.

Mettiamo l’acqua in rete si propone, quindi, come percorso di apprendimento naturalmente aperto all’interdisciplinare e con gli scopi formativi di:
rappresentare e comunicare in modo efficace eventi, fenomeni e concetti, riguardanti l’ambiente ed i principi per preservarlo, con l’uso di linguaggi disciplinari diversi e con soluzioni comunicative anche creative;
riconoscere, inventariare, selezionare fenomeni socio-culturali presenti nel proprio contesto vitale per individuarne le cause e prospettare risposte per la soluzione dei problemi a loro connessi;
sviluppare un’etica della responsabilità.

L’insegnamento della lingua italiana, inteso nel suo valore di trasversalità, favorisce  lo sviluppo del processo di comprensione testuale e della competenza della comunicazione.
Tali obiettivi di riferimento possono essere assunti dai consigli di classe per la scuola secondaria o dai team di interclasse per la scuola primaria per condividere in modo didatticamente coerente  lo sviluppo delle attività e per individuare connessioni con i Traguardi di competenza e/o con le Competenze Chiave. Il percorso sviluppa didatticamente un rinforzo circolare tra:

• la sistemazione/organizzazione delle conoscenze;

lo sviluppo del senso e della motivazione nell’apprendere;

la risistemazione/riorganizzazione delle conoscenze.

L’uso della prima persona plurale nel titolo del percorso laboratoriale intende  evidenziare i processi della cooperazione e dell’interazione nello sviluppo delle attività, la valorizzazione del “fare” per il recupero della motivazione e per il pieno coinvolgimento degli alunni. L’attività si può proporre in continuità e/o per gruppi di livello tra una classe quinta primaria e  prima secondaria di I grado e può costituire anche un momento di verifica finale dello sviluppo annuale degli apprendimenti.

Mappa delle interconnessioni. La comunicazione tra le discipline è finalizzata allo sviluppo del nuovo umanesimo inteso come possibilità di crescita delle interconnessioni tra i saperi. Forme di pensiero plurale ci consentono di affrontare meglio la complessità del nostro mondo e di avere maggiore consapevolezza sul significato delle conoscenze. Questo facilita il permanere delle informazioni e la possibilità di transfert per riutilizzare ciò che si è appreso anche in contesti differenti.

Operazioni di problematizzazione, facendo convergere attività di differenti discipline per la soluzione di problemi concreti, ed operazioni su grandi organizzazioni concettuali (per esempio sull’eco-sistema dell’acqua) consentono una apertura disciplinare e la realizzazione di nuovi schemi cognitivi, aiutano l’alunno nell’apprendere ad apprendere e facilitano la riflessione sui comportamenti.

Si suggerisce uno schema di lavoro dell’attività laboratoriale che, partendo dagli apprendimenti da favorire (posti al centro nell’ovale), evidenzia le interconnessioni  ed il compito unitario finale.

Riferimenti normativi. Uno dei problemi maggiori nella progettazione di una Unità di apprendimento è quello di rendere coerente con la normativa vigente il percorso, stabilito in base ai bisogni ed ai contesti individuati. Il principio della responsabilità collegiale è fondamentale. I docenti, nella autonomia delle scelte effettuate, sviluppano i percorsi formativi tenendo, però, sempre conto delle Indicazioni  nazionali ed europee.

Nella Tabella 1 vengono riportati sia i Traguardi al termine della classe quinta primaria che quelli al termine della secondaria di I grado, tenendo conto per ogni disciplina del percorso progettuale previsto nello schema Il Viaggio dell’acqua                                            

3 Comments:

  1. Essenziale ed efficace, l’organizzazione dell’articolo risulta di facile consultazione. Utili e pertinenti i link di collegamento, possono consentire di muoversi liberamente per approfondire l’argomento.

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