Mettiamo l’acqua in rete: prime fasi del percorso laboratoriale

di Rosella Tirico, Simone Mercanti

Dopo aver evidenziato le molteplici problematiche connesse alla questione della disponibilità della risorsa acqua nelle varie parti del mondo e degli interventi da attuare per la sua salvaguardia, si è progettato un percorso di lavoro da svolgere in ambito scolastico, in continuità tra scuola primaria e secondaria di I grado, per favorire nei ragazzi la presa di coscienza del problema e della necessità di assumere comportamenti responsabili. Nel precedente articolo Mettiamo l’acqua in rete: un progetto interdisciplinare, sono stati anche individuati i riferimenti normativi ai quali fare riferimento nella fase di progettazione delle attività laboratoriali.

Iniziamo a sviluppare il percorso, i cui punti salienti sono stati riportati nello schema Il viaggio dell’acqua del precedente articolo.

Attività laboratoriali

Fase 1. Per lo sviluppo delle competenze direttamente riferibili a Cittadinanza e Costituzione, tra cui l’agire in modo autonomo e responsabile comprendendo il sistema di regole comuni, è importante che gli alunni acquisiscano il concetto che l’acqua è un bene pubblico da preservare e da gestire.
Si può procedere formulando alcune domande stimolo:
– A chi appartiene l’acqua?
– È da considerarsi una merce libera di cui solo alcuni possono avvalersi o è un bene dell’umanità?
– Nel corso della storia come hanno gestito l’acqua le diverse società?

Un altro valido approccio iniziale può essere quello visivo, attraverso la lettura di una immagine che riporta l’uso dell’acqua nel mondo, tratta dal sito www.worldmapper.org. Le rappresentazioni grafiche del mondo presenti su questo sito si basano sulla distorsione dei vari paesi rielaborata sulla base dei dati statistici riguardanti un dato fenomeno, in questo caso l’uso dell’acqua.
Il sito mette a disposizione anche schede statistiche e poster scaricabili in formato pdf. L’obiettivo è quello di consentire di “vedere” un Paese non solo nel suo contesto globale ma anche di considerare un singolo elemento della vita in relazione ad altri Paesi.
Si possono invitare gli alunni ad elaborare un testo informativo utilizzando i dati riportati nel poster.

 

Fase 1 – Abilità da osservare per le verifiche:
– lettura delle immagini;
– comprensione quantitativa dei dati;
– individuazione di relazioni tra dati numerici/località/spazi/elementi sociali;
– scrittura di un testo connotativo.

 

Fase 2. Le attività della seconda fase saranno prettamente di carattere storico. Se il gruppo classe è già ben orientato nella definizione delle periodizzazioni, si potranno direttamente sviluppare i Quadri di Civiltà sulle civiltà dei mari e dei fiumi dell’epoca antica.
Diversamente, si potrà far elaborare per gruppi una cronologia comparativa delle antiche civiltà, utilizzando il manuale.
Inizialmente si chiederà ai ragazzi di individuare nel testo di storia i capitoli relativi alle civiltà selezionate. Le pagine ed i titoli dei paragrafi si potranno segnare sul quaderno di ognuno.
Successivamente si potrà definire la struttura di una tabella con alcuni indicatori, individuati dopo una discussione con la classe.
Ogni ragazzo realizzerà, poi, sul proprio quaderno la tabella con gli indicatori stabiliti e cercherà sul manuale le notizie, leggendo capitoli e paragrafi liberamente, soffermandosi, se lo desidera, anche sulle pagine di approfondimento che spesso trattano argomenti di cultura materiale.
L’individuazione delle durate e delle contemporaneità può essere realizzata utilizzando uno schema grafico a colonnine, in cui ogni quadretto corrisponde ad un secolo (30 quadretti = 3000 anni a.C.). Ogni colonnina corrisponde alla durata di un popolo.
Successivamente si invitano i ragazzi alla verbalizzazione del grafico facendo alcune riflessioni sulla durata dei diversi popoli.
È importante far riflettere la classe sull’importanza delle antiche civiltà anche per lo sviluppo della nostra cultura, chiedendo di evidenziare gli elementi che le hanno caratterizzate e che ne hanno determinato il valore culturale rendendole attuali anche nella nostra epoca. La realizzazione libera, infine, di un disegno simbolico (icona rappresentativa) sull’uso dell’acqua e sulle opere ad essa relative, avvierà alla riflessione sulle abitudini sociali legate all’acqua, consentendo il confronto con il presente.
Le immagini simbolo, per esempio sui giardini babilonesi o sugli acquedotti romani, potranno essere oggetto anche di osservazioni artistiche.
In questa fase, infine, il docente di storia e geografia potrà parallelamente condurre all’apprendimento del lessico specifico riguardante i fiumi ed i mari d’Italia e del bacino del Mediterraneo.

Fase 2 – Abilità da osservare per le verifiche:
– localizzazioni;
– comprensione cronologia essenziale ed uso di fonti;
– sviluppo di confronti;  

 

Fase 3. Nella penultima fase si cercherà di far comprendere agli alunni il ciclo dell’acqua e la sua importanza per lo sviluppo della vita sul pianeta, rielaborando delle riflessioni sulla situazione in alcuni paesi dell’Africa e sulla geografia dei consumi idrici nel pianeta (mappa delle nazioni che hanno scarsità di acqua, condizioni in cui vivono i bambini, malattie causate dall’inquinamento dell’acqua…).
Si potranno realizzare approfondimenti in connessione all’alimentazione, leggendo l’articolo di Stefano Landi, Quel mare d’acqua che mangiamo (pubblicato sul «Corriere della Sera» del 22 marzo 2013), esaminando i dati relativi all’impronta idrica degli alimenti (si veda anche il sito www.barillacfn.com) e riflettendo su una dieta eco-sostenibile.
Dalla mappa sulla “scarsità idrica”, riguardante la presenza di acqua nelle diverse zone del mondo, si potranno ricavare delle considerazioni sui rapporti economici tra i Paesi ricchi e i Paesi poveri nel pianeta.
Partendo da queste osservazioni sulle mappe citate con conseguente individuazione e localizzazione di mari, fiumi, zone aride…, gli alunni potranno elaborare delle ricerche sull’argomento.
Si suggerisce di dividere i ragazzi in gruppi di interesse. Un gruppo potrà, per esempio, ricercare informazioni ed elaborare la mappa del ciclo dell’acqua, un altro gruppo cercherà informazioni su documenti europei e nazionali sull’acqua.
Possono essere raccolti alcuni tra i documenti maggiormente significativi:
Carta europea dell’acqua promulgata a Strasburgo il 6 maggio 1968 dal Consiglio d’Europa;
Il manifesto dell’acqua 1998 a cura del comitato internazionale per il contratto mondiale sull’acqua;
Manifesto italiano del 24 giugno 2005: l’acqua è un diritto non è una merce!
Acqua come diritto umano. Dichiarazione della Giornata Speciale dell’Acqua – Roma, 10 Dicembre 2003;
Manifesto italiano per un governo pubblico dell’acqua, gennaio 2005;
Dichiarazioni sull’acqua 2006. Da Bamako a Caracas, dal Parlamento europeo a Città del Messico;
AMECE Assemblea mondiale degli eletti e dei cittadini per l’acqua. Bruxelles 18-20 marzo 2007, Parlamento europeo.
– …

Si possono invitare, infine, i ragazzi a commentare gli articoli dei documenti, accompagnandoli con un’immagine significativa in riferimento al proprio territorio o alle proprie esperienze di vita.
Per rilevare il patrimonio di acqua disponibile nella propria regione, per gruppo, possono essere sviluppate alcune osservazioni su:
– medie mensili ed annue delle precipitazioni;
– portata d’acqua dei fiumi presenti nella propria regione;
– chilometri di coste disponibili e caratteristiche;
– localizzazioni di acque sorgive;
– alimenti maggiormente prodotti nella propria regione e relativa impronta idrica.

La conclusione del percorso prevede due tipi di elaborazioni di sintesi:
• la mappa degli argomenti trattati in cui evidenziare i collegamenti interdisciplinari;
• un elenco di comportamenti da condividere quotidianamente all’interno della scuola e della famiglia per preservare l’acqua patrimonio comune.

 

Fase 3 – Abilità da osservare per le verifiche:
– comprendere documenti e regole;
– attivare comportamenti di cittadinanza;
– individuare alcuni problemi e relative risoluzioni.

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Un Commento:

  1. Davvero un ottimo articolo finalmente qualcuno che spieghi con chiarezza la didattica laboratoriale con semplicità ed efficacia, credo fermamente in questo tipo di intervento pedagogico e didattico ed è per questo che propongo la massima diffusione. Partecipo a questo dibattito con un mio articolo sull’argomento sperando di fare cosa gradito. Un saluto colleghi.

    http://didatticapersuasiva.com/wp-admin/post.php?post=36452&action=edit&message=1

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