Leggere con espressività prose d’autore

Unità di apprendimento di Italiano per la classe terza
di Maria Luisa Necchi

Compito unitario. L’alunno segue con attenzione la lettura dell’insegnante di testi di difficoltà crescente, poi legge a sua volta, registrando. Riascolta e si corregge. Legge altri testi letterari in modo da evidenziarne chiaramente il messaggio.

Competenza. L’alunno legge testi letterari di vario tipo e comincia a costruirne un’interpretazione collaborando con compagni e insegnanti.

Obiettivi di apprendimento. L’alunno legge ad alta voce e in modo espressivo testi noti raggruppando le parole legate dal significato e usando pause e intonazioni per seguire lo sviluppo del testo e permettere a chi ascolta di capire.

Obiettivi formativi. L’alunno:
– si esercita a leggere ad alta voce testi diversi, con intonazioni diverse;
– legge prose d’autore in modo chiaro ed espressivo.

Attività laboratoriale. Il percorso proposto potrebbe essere oggetto di attività di continuità con la scuola secondaria di II grado.

Fase 1. Imparare a leggere. Gli alunni si preparano a imparare a leggere bene ogni tipo di testo, in modo da comunicare correttamente il messaggio dello scrittore. L’insegnante sceglie i brani, partendo da quelli di contenuto semplice, per esempio i diari, per passare poi ai testi narrativi di autori italiani contemporanei1 scritti con parole di uso comune e senza la presenza di termini stranieri.
Attività 1. L’insegnante legge lentamente, con la giusta espressività e quindi fa leggere al registratore gli alunni uno per volta, ma, perché il brano non sia memorizzato e letto in modo automatico, ne presenta ad ogni alunno un pezzo nuovo; dalla lettura pretende che i ragazzi pronuncino le parole correttamente (con esatta decodifica delle lettere, rispetto delle doppie e pronuncia degli accenti tonici)  e che leggano, con la stessa espressione e la stessa emissione di fiato, quelle che compongono il significato d’insieme ((Si consulti: Maria Luisa Necchi, I nostri ragazzi non sanno leggere, Scuola e Didattica, La Scuola Brescia, n° 11 del 15 Febbraio 2009)). Il rispetto della punteggiatura aiuterà a riconoscere i vari nuclei del discorso. L’insegnante dovrà porre molta attenzione nei riguardi degli alunni stranieri: questa attività offre un’ottima didattica per l’alfabetizzazione.
Gli alunni ascoltano le loro registrazioni e si rendono conto degli errori.
La stessa lettura viene ripetuta, per fare in modo che gli alunni si rendano conto che possono migliorare. Questa tappa del lavoro può comportare l’impegno di qualche ora di lezione, in giorni diversi. Le letture che seguiranno dovranno evidenziare difficoltà linguistiche crescenti, per esempio il brano può essere una buona traduzione e contenere qualche parola straniera, il significato della quale è capito dal contesto della frase o del periodo2.
Gli alunni incominciano ad avere coscienza della loro capacità di leggere.
Attività 2. Il momento successivo riguarda la comprensione del contenuto, perché la lettura non è tale se non si coglie quello che lo scrittore vuole dirci. L’insegnante presenta agli alunni un questionario sul brano letto, a titolo di esempio: qual è il protagonista del racconto? Quali sono gli altri personaggi? Quello che hai letto è un testo soggettivo (l’autore descrive dal suo punto di vista) oppure oggettivo ( l’autore non esprime giudizi personali)? In quale ambiente si svolge l’azione? Che cosa pensi che lo scrittore abbia voluto dirti con questa storia?
L’ultima parte di questa fase di lavoro comporta la lettura espressiva relativa al testo narrativo: i ragazzi dovranno leggere in modo differente secondo i momenti della narrazione: lento nella descrizione, con afflato pacato e con voce piuttosto bassa nei momenti di riflessione o di lieve timore; più marcato e deciso nelle decisioni e nei momenti di paura.
Un secondo questionario chiede agli alunni un giudizio sul gradimento dell’attività e sulle eventuali difficoltà incontrate (monitoraggio con l’autovalutazione).
Con il metodo usato dal tuo insegnante, hai avuto maggiore consapevolezza della tua capacità di leggere? Pensi di avere migliorato il tuo grado di abilità nella lettura? Hai capito meglio il contenuto? Vorresti ripetere questa esperienza di lavoro in classe?

Riflettere sulle sue capacità e i suoi limiti è utile per l’alunno perché abbia consapevolezza di come e quanto sa apprendere.

Fase 2. Letture più complesse e ascolto. L’insegnante legge altri testi: informativi, argomentativi e regolativi: nelle forme della relazione, dell’esposizione, della trattazione e della ricetta. Il testo espositivo descrive un oggetto o una questione e non vi è partecipazione emotiva dello scrittore. Il testo argomentativo spiega dettagliatamente un argomento di studio in tutti i suoi risvolti e comprende un giudizio conclusivo.
Questi testi comportano impegno di osservazione, memoria e capacità critica: la lettura è più impegnativa nello scandire chiaramente le parole e deve essere lenta; la voce pulita, e le parole devono essere pronunciate distintamente fino in fondo al lemma, con particolare cura agli accenti e alla pronuncia delle doppie. Le eventuali parole straniere, devono essere accuratamente capite e quindi lette in modo corretto. Questa lettura permette di conoscere termini nuovi e specifici all’argomento ed è una lettura matura, che esige consapevolezza dei significati; l’insegnante aiuta a capirli e il vocabolario è un sussidio che deve essere presente per una piena comprensione: per questo la lettura di un testo argomentativo necessita di più tempo. In allegato si propone un esempio di testo argomentativo (All. 1).

L’insegnante sceglie dunque dei testi letterari per fare imparare a leggere secondo il contenuto e l’impegno dell’opera: può essere scelto Manzoni o Pirandello, Pavese o Svevo e così via. Gli alunni cercano sulla rete dei video per ascoltare letture eseguite dalle più belle voci italiane. Si invita ad ascoltare:

A) Il principe felice di Oscar Wilde letto da Nando Gazzolo

https://www.youtube.com/watch?v=ebh48mNSogQ

Il racconto è letto all’inizio con linearità: In cima al suo altissimo piedistallo la splendida statua del Principe Felice dominava la città… poi scandisce la descrizione seguente con un tono di voce più modulato, chiaro e lento: Il suo corpo era ricoperto da sottilissime lamine d’oro… Il sottilissime – ad esempio – è letto con una pronuncia delle doppie che intende dare la sensazione di una qualità materiale del rivestimento della statua.

Interpreta la sensazione degli abitanti della città come un dialogo e sottolinea con la voce l’esclamazione: Che aspetto felice ha il Principe!

Ritorna al tono di narrazione in: Una notte una rondine passò nella piazza…
Le pause tra una informazione e l’altra sono inserite con sapienza: 1’’ tra i pezzi della descrizione iniziale, 5’’ sette volte nel proseguo della narrazione, a identificare i nuclei del discorso. 3’’ prima del periodo conclusivo.
Tutta la lettura è recitata piano, rispettando la caratteristica del racconto in genere e il contenuto di questo in particolare, quasi a comunicare un senso di mistero e di riflessione. Diventa più lenta nei momenti drammatici: … ma sentiva che stava per morire.
[…]
Non posso più andare in Egitto, Principe,  sussurrò la rondine. Lo baciò sulla bocca e cadde a terra morta. In quel momento si udì uno schianto secco: il cuore del Principe si era spezzato per il dolore.
Ritorna più spedita quando è di nuovo narrativa:
Il mattino dopo capitarono sulla piazza il sindaco e i consiglieri: Ma cosa è successo alla statua del Principe Felice – esclamò sorpreso il sindaco – non ha più le sue pietre preziose…
Torna lenta e intensa nel finale e conclude:
Così la statua del Principe Felice fu tirata giù e fatta fondere per modellare un’altra statua, quella del sindaco, ma il cuore di piombo del Principe non si voleva sciogliere. Che strano – disse l’operaio – e senza pensarci oltre lo buttò nella spazzatura insieme alla rondine.
Gli alunni capiscono dalle puntuali spiegazioni dell’insegnante che si dà vita a una buona lettura quando si capisce il testo e si partecipa emotivamente alla narrazione.

B) Il Canto di Natale di Charles Dickens letto da Marco Messeri

La partecipazione di Marco Messeri alla narrazione crea una singolare atmosfera, che fa vivere l’azione come su un palcoscenico. L’attore interpreta le parti con voce e tono così vari e vivaci che sembrano dette da persone diverse. La voce diventa rauca e grave nell’interpretazione dell’avaro Scrooge; nasale per i fantasmi. Lenta e risoluta nel narrativo che intercala i dialoghi.
Gli ascoltatori vivono il racconto.

C) Il ragazzo calabrese da Cuore di Edmondo De Amicis letto da Carmelo Bene

https://www.youtube.com/watch?v=xdausn7O1pg

imm x Necchi(foto da: https://www.youtube.com/watch?v=9-BHrj1GSnU).

La lettura è fatta a voce alta, precisa e scandita con solennità: es. “fategli vedere che un ragazzo italiano in qualunque scuola italiana metta il piede ci trova dei fratelli.” […]
“Dà l’abbraccio del benvenuto in nome di tutta la classe al nuovo compagno: l’abbraccio del figliuolo del Piemonte al figliuolo della Calabria”  per evidenziare l’aggregazione dei popoli d’Italia nella sua unificazione.

D) I Promessi Sposi letti da Toni Servillo

https://www.youtube.com/watch?v=mnpRkLNzZUE

L’inizio è discorsivo, per passare al dialogo solo un poco più colorito e che scandisce alcune parole per risaltarle: “è il vostro vescovo che…” e legge più piano il pensiero, sottolineando un concetto:
anche questi santi sono curiosi, pensava intanto don Abbondio”.

E) La Divina Commedia, Purgatorio Canto XXVII letta da Romolo Valli

La lettura è solenne e molto cadenzata, segue il ritmo della terzina ed è poco differenziata nelle sue parti; rispetta l’intensità del contenuto: il fuoco che non consuma, il sogno di Dante e il congedo di Virgilio.

F) Particolarmente grave e pomposa, ma ricca di sfumature è la lettura di:

Il discorso di Antonio del Giulio Cesare di Shakespeare letto da Vittorio Gassman

https://www.youtube.com/watch?v=dF1MZP1Z2OY
dove la frase è un uomo d’onore risuona con timbro variato ogni volta che è pronunciata, per assecondare i toni del monologo; e la voce si alza là dove il messaggio si fa più pregnante:
“Guardate qui, Cesare stesso lacerato dai traditori… No… no, amici no, dolci amici… Buoni amici… Nooo… non fate che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione.
Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato Cesare e io non sono l’oratore che è Bruto ma un uomo che amava il suo amico…”

G) La casa del fantasma di Ambrose Gwinett Bierce letto da Giancarlo Giannini

La voce, quasi stanca, pronuncia con lentezza e mistero le parole dell’inizio di questo racconto nero e nei momenti che seguono avanza più veloce – dove c’è suspense – e si muove nella narrazione a seconda dei nuclei narrativi, più monotona qui: “Il buio e il silenzio più irreale vi regnavano. Dalle finestre non si diffondeva nessun bagliore di lampi e neanche un sussurro dei tuoni tremendi che c’erano là fuori e ci raggiungevano, come se fossimo diventati ciechi e sordi”  e lenta e quasi sillabata qui: “Gli unici oggetti dentro quelle mura erano cadaveri” (dove la parola “cadaveri” è appena sussurrata, quasi per cercare di evitarla nel suo terrore) o frettolosa e sussurrante nell’unico dialogo riferito nel monologo: ”Non entrare, per l’amor di Dio, urlai. Andiamocene da qui!” Il lettore intercala molto spesso con respiro affannoso, per comunicare l’angoscia ed interpretare le reazioni degli ascoltatori.

La lettura è lentissima nel finale: “Del mio amico il giudice Veigh, nessuno sapeva niente e mai più niente si seppe di lui, in seguito”.

H) Pinocchio  di Carlo Collodi – finale di “Babbino caro…” letto da Carmelo Bene

https://www.youtube.com/watch?v=0wdT9OtxUPw

La lettura evidenzia molto i dialoghi e il lettore si immedesima talmente che, nel racconto di Pinocchio al padre sulle avventure patite, comunica mirabilmente la foga del burattino che si affanna a dare notizia di tutto a Geppetto, con il risultato che il discorso diventa disordinato e poco comprensibile.
Infine, per un momento di distensione, consiglio di ascoltare:

I) Gassman che legge il menu, dove l’attore fa ironia del proprio stile declamatorio.

Fase 3. Lettura degli alunni. L’insegnante fa leggere agli alunni brani di varia difficoltà. Comincia con un testo narrativo di autore italiano e segue con passi letterari di diverso tipo, dallo storico al drammatico passando per il romanzo, fino a giungere all’articolo di giornale di cronaca e scientifico. La lettura dovrà essere corretta, scorrevole, espressiva secondo il testo, vivace nei dialoghi, rispettosa della punteggiatura e delle pause; l’emissione di voce deve accompagnare i significati e sorreggere più parole.
Esempi di testi (All. 2). Gli alunni dovranno dimostrare di leggere con modalità differenziate i vari tipi di testo proposti, secondo quanto hanno acquisito.
Gli alunni in difficoltà leggeranno testi di uso comune: diari, racconti, lettere, ricette, cronache, rispettando la giusta dizione delle parole e la punteggiatura.
Un esempio di brano semplice.

Il diario
                                                          Diario di Chiara

Durante il mese di Maggio mi sono recata con la mia famiglia e la mia amica Margherita, assieme ai suoi genitori, nella magnifica capitale d’Italia Roma.
Siamo partiti dalla nostra piccola città il 30 Aprile di quest’anno e con molta ansia ci siamo svegliati prestissimo, dopo avere passato una notte senza dormire. Ero inoltre felice, perché avrei saltato un  giorno di scuola e pensavo ai miei compagni che invece avrebbero dovuto passare ben cinque ore seduti a studiare.
Il viaggio è stato lunghissimo di ben quattro ore e mezzo, ma nello stesso tempo magnifico ed emozionante.
Dopo circa quattro ore abbiamo attraversato le colline dell’Umbria che, dopo ci hanno salutato, dandoci appuntamento al ritorno. Finalmente ci siamo inoltrati nel Lazio, alla volta della città imperiale sede di molte opere storiche.
Stanchi, siamo arrivati nel nostro piccolo alloggio vicino al centro della città, la sera abbiamo preso l’autobus e ci siamo recati a Trastevere, un quartiere popolare di Roma nei pressi del fiume Tevere.
Dopo avere mangiato piatti tipici in un ottimo ristorante, abbiamo passeggiato in molte viuzze affollate di turisti di ogni nazionalità. Verso le undici gli autobus ci aspettavano in piazza Venezia e, appena arrivati in hotel  ci siamo ridate appuntamento al giorno seguente che non vedevamo l’ora arrivasse. Verso le sette, la chiara luce del mattino non ancora inoltrata penetrava dalle finestre del balcone penetrava dalla finestra della mia camera e il canticchiare degli uccelli diede origine alla mia nuova giornata.
Ansiosi e contenti, ci siamo recati nelle sale dell’albergo dove ci aspettava una magnifica colazione.
La giornata è passata in fretta, alla mattina ci siamo recati ai Musei Vaticani con l’imponente Cappella Sistina che vi invito a visitare perché bellissima; poi ho finito il cammino tra le antiche statue, in seguito ci siamo recati a San Pietro, il piccolo Stato dove abita il Papa; abbiamo inoltre visitato la basilica, famosa in tutto il mondo.
Il pomeriggio l’abbiamo trascorso tra le piazze della città, abbiamo visitato piazza Navona, piazza Venezia e piazza di Spagna e poi ci siamo recati alla magnifica Fontana di Trevi. La mattina successiva,  abbiamo visitato Castel Sant’Angelo che mi ha fatto ricordare una storia magnifica ed emozionante, che ho letto durante il corso delle scuole elementari.
Durante il pomeriggio, abbiamo visitato il Pantheon, monumento romano famoso in tutto il mondo spesso fatto vedere anche in televisione. Alla sera abbiamo voluto festeggiare e ci siamo recati ad una festa vicino al nostro albergo. Schioccata mezzanotte e tutti noi tristi ci siamo recati in albergo. Durante il rientro, abbiamo fatto una sosta anche all’Argentario e infine siamo tornati a casa nella nostra Pontremoli, che ci accoglie per tutto l’anno.
È stata un’esperienza indimenticabile che spero io possa ripetere prestissimo3.

 Fase 4. Verifica e valutazione. L’insegnante valuta le prestazioni degli alunni con la seguente tabella:

tabella valutativa Necchi

Ora gli alunni, in un progetto di continuità, presentano ad una classe di Scuola Primaria alcune piacevoli letture.
L’insegnante valuta la competenza acquisita di ogni alunno per quanto riguarda la lettura ad alta voce: egli deve scandire bene le parole, leggerle in modo corretto, chiaro e deve comunicare comprensione ed emozioni. Una lettura da preparare per questa occasione potrebbe essere, per esempio, Il Piccolo Principe, che sarà letto in diversi incontri.

                                                                                            Maria Luisa Necchi

 

 


  1. Per esempio: G. Burbatti – I. Castoldi, Parlano i ragazzi, da Il pianeta degli adolescenti, Mondadori, in Ambrosio – Barbieri – Moschitta, Scritture in gioco 3, E. Bulgarini Firenze, 2005 

  2. Es.: N. Hornby, Una crescita difficile, da Un ragazzo, Guanda, in Ambrosio – Barbieri – Moschitta, Scritture in gioco 3, E. Bulgarini Firenze, 2005 

  3. da: https://icferrari.wordpress.com/2010/11/18/pagina-di-diario/ 

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