L’albero della conoscenza. Imparare ad imparare

di Maria Famiglietti

Dopo aver esaminato gli schemi che la nostra mente si costruisce per consentirci di agire in situazioni conosciute o nuove e di prendere decisioni (cfr. L’albero della conoscenza. Gli schemi mentali), è opportuno analizzare ora con maggiore attenzione i molteplici strumenti logici che in ambito scolastico possono essere utilizzati per facilitare l’apprendimento e potenziare la capacità di “imparare ad imparare”.

Immaginealbero conoscenza

Nel corso di una lunga attività di sperimentazione e di ricerca con alunni ed insegnanti di moltissime realtà scolastiche differenti, la scrivente ha sviluppato la convinzione che l’impostazione metodologica in una scuola di taglio laboratoriale deve, da un lato, affondare le sue radici sugli studi scientifici della scienza cognitiva e, dall’altro, sul confronto continuo con la realtà didattica della nostra scuola.
Se la mente umana elabora degli schemi, sulla base dell’esperienza e della cultura in cui viviamo, al fine di guidarci sia nelle azioni quotidiane, sia nell’affrontare situazioni diverse, esistono altri schemi connessi ugualmente a differenti operazioni della nostra mente che, una volta che ne abbiamo preso coscienza e ne abbiamo chiarito le funzioni specifiche, la grammatica e la sintassi, ci consentono di accedere ai saperi organizzandoli al fine di sistemare i dati e le informazioni e produrre nuova conoscenza. Si tratta, quindi, di strumenti che hanno origine dalle operazioni mentali e presentano una formalizzazione grafica che visualizza tali operazioni quando la mente accede ad uno specifico tipo di problema che intende affrontare e delineare nei suoi elementi costitutivi.
Nell’operare a contatto con la realtà e nel riflettere sul significato della propria esperienza, l’individuo visualizza, dunque, i propri schemi mediante strumenti logici che possiamo definire operativi o formativi. Tali strumenti operativi in ambiente educativo si possono anche definire mediatori didattici, in quanto è attraverso questi mediatori che i soggetti dell’apprendimento vengono messi in contatto con rappresentazioni della realtà e delle conoscenze.
Quando parliamo di strumenti formativi o operativi escludiamo qualsiasi tipo di strumento fisico (libri, computer, audiovisivi, …) e intendiamo riferirci, come si è appena accennato, alla visualizzazione grafica della rappresentazione mentale di operazioni logiche. Come si è chiarito, il contributo della scienza cognitiva ha reso evidente che le nostre conoscenze sono contenute tutte in schemi mentali, sia di carattere cognitivo comportamentale, sia di tipo cognitivo operativo. Questi ultimi rappresentano le operazioni mentali che la mente compie quando sistema e costruisce conoscenze di:

oggetti in relazione allo spazio e alle funzioni;
eventi nel tempo attraverso sequenze di azioni (procedure);
situazioni di tipo problematico e/o organizzativo.

Data questa attività di funzionamento della mente di un soggetto in apprendimento, il compito della scuola risulta, dunque, quello di operare in modo da rendere consapevoli i giovani delle loro operazioni mentali, guidandoli a visualizzarle mediante la rappresentazione con strumenti formativi.

In altre parole: se gli schemi cognitivo-comportamentali sono il modo di mettere in azione le conoscenze già possedute, secondo strategie consolidate o nuove, invece gli strumenti formativi sono la visualizzazione grafico-cartacea delle operazioni che la nostra mente progetta di fronte a un problema o a un contesto per conoscerlo, vale a dire per individuarne i dati, gli elementi, le parti, le relazioni, le procedure che sono alla base del problema o del contesto e che permettono quindi di costruire conoscenza su di esso.

Immaginiamo per un attimo di poter tirare fuori materialmente dalla nostra mente uno di questi schemi in attività produttiva e poterlo appoggiare su un foglio di carta al fine di esaminarlo come un qualsiasi pezzo meccanico. Bene: questa operazione di estrazione, visualizzazione e di intervento rappresenta per analogia il passaggio dallo schema immateriale allo strumento graficamente materializzato.

Nella mia ricerca ho definito tali strumenti come strumenti formativi in quanto, da un lato, la scuola che stiamo faticosamente costruendo è una scuola formativa e, dall’altro, tale formazione non proviene dai contenuti disciplinari, ma proprio da come  questi vengono organizzati in conoscenze significative attraverso l’uso consapevole degli strumenti.

Nella Tabella 1 e nella Tabella 2 sono raccolti i principali strumenti formativi mediante i quali, entrando in rapporto con le conoscenze, è possibile stabilire criteri per sistemare i dati e produrre conoscenza organizzando tali dati. Come si può notare osservando le visualizzazioni grafiche riportate nella tabella, si tratta di rappresentazioni normalmente usate in diversi ambiti conoscitivi e linguaggi scientifici. Il mio lavoro specifico si è focalizzato nella riflessione e nello studio di quali fossero per ciascuna di esse, le funzioni peculiari in termini di operazioni mentali prevalentemente attivate e di specificità di codifica, che attribuiscono alle diverse visualizzazioni un criterio di lettura privilegiato. Ecco perché nella tabella gli strumenti formativi da me utilizzati ed elaborati sono classificati in funzione delle diverse operazioni mentali delle quali essi sono la visualizzazione “vuota”. Nel senso che assumono significato e funzione di strumenti logico-formativi solo quando sono applicati per produrre, organizzare, sistemare conoscenza.

Dal quadro di sintesi emerge la grande varietà degli strumenti formativi a disposizione; compito dell’insegnante è scegliere quali utilizzare come mediatori didattici per intervenire in una scuola oggi centrata sul soggetto che apprende assumendo coscienza  delle proprie operazioni mentali.

Verso una nuova professionalità degli insegnanti

Tornando al problema da cui abbiamo preso le mosse (cfr. L’albero della conoscenza. Modelli didattici) per questa panoramica esemplificativa e solo parziale (per motivi di spazio) sugli strumenti formativi, vale a dire la risposta che la scuola può e deve dare alla nuova e più elevata domanda di istruzione e formazione che le proviene dalla società, appare del tutto chiaro che tale risposta non può che scaturire da una profonda riqualificazione della professionalità dell’insegnante. A questo fine la conoscenza epistemologica e la sicurezza nella individuazione e nell’applicazione dei diversi strumenti formativi  risulta una competenza professionale oggi irrinunciabile nell’ottica di una dinamica insegnamento-apprendimento di tipo problematico, in cui il docente è sempre in grado di creare in classe una situazione problematica guidando gli alunni in un fare che sia sostenuto dalla capacità di individuare il problema, ricercarne i dati, metterli in relazione, classificarli e sistemarli utilizzando di volta in volta gli strumenti formativi più idonei per organizzare la propria conoscenza e produrre nuova conoscenza.

Il tutto andrà sempre unito ad una azione didattica che favorisca la consapevolezza e la riflessione dei ragazzi sul proprio operato ai fini dello sviluppo della capacità di autovalutazione con conseguente crescita dell’autostima e dell’entusiasmo per la conoscenza.

 

Per una descrizione più dettagliata di alcuni strumenti formativi si rimanda al sito www.mariafamiglietti.eu e per il loro utilizzo come mediatori didattici si suggerisce la lettura di alcune Unità di apprendimento presenti sul sito:

Produrre un testo scientifico dall’analisi di un oggetto – Giuliano Cerè – Tecnologia Classe I
La grande truffa degli “assegnati”. Comprendere la finanza creativa nella Francia del 1789 Giacomo Giustolisi – Storia Classe II
Analizzare il concetto di materiale e scoprire a quali operazioni può essere sottoposto per diventare “oggetto”Alessandro Lanza – Tecnologia Classe I
Identificare l’argomentazione di regime Elisabetta Conti – Cittadinanza e Costituzione Classe III
Analizzare un oggetto attraverso l’utilizzo di un modello procedurale – Giuliano Cerè Tecnologia Classe II

 

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