La voce dei docenti. E quindi ri-uscimmo a riveder le stelle…

di Rosella Tirico

Proponiamo le riflessioni di una Dirigente scolastica che, di fronte alle sempre nuove incombenze burocratiche da svolgere, ribadisce l’importanza di dedicare del tempo alla condivisione con i docenti delle scelte didattiche e valutative e delle strategie più efficaci per favorire il successo formativo di ciascun allievo e alla illustrazione alle famiglie dei punti salienti delle Indicazioni Nazionali che sono a fondamento dei percorsi didattici e delle scelte formative operate nella propria scuola.

 

Il periodo è quello delle valutazioni ma ormai ogni anno che passa ci si dedica sempre con meno energie alla pianificazione di strategie per garantire il successo formativo dei ragazzi. Forse in questa professione di Dirigente scolastico, come nel viaggio metaforico dantesco1, riusciremo alla fine a comprendere il senso di ciò che ci circonda e, attraverso sofferenze, ripensamenti e nuovi apprendimenti, a trovare la strada della salvezza… Ho intrapreso la nuova funzione di Dirigente scolastico carica di idee pedagogiche da attuare e di sollecitazioni che potessero costituire quel valore aggiunto di cui tanto si parla nella scuola italiana e che dovrebbe fare la differenza in termini di riscatto sociale e di realizzazione di una vera cittadinanza attiva. La Scuola, come comunità educante per l’esercizio della democrazia, procede per i fatti suoi guardata a vista da un Dirigente scolastico sempre più assorbito dall’esercizio dell’ampia e globale cittadinanza europea, che si deve attivare: – per garantire nelle Istituzioni scolastiche una sicurezza continuamente messa a repentaglio da interventi strutturali rimandati, parzialmente assolti o dimenticati; – per assicurare il rispetto di una privacy sempre più puntuale a livello burocratico ma in completa contraddizione rispetto ai comportamenti di una larga fascia di utenti (studenti e genitori) disposti a tutto pur di apparire nello scatto di un breve momento di gloria; – per distribuire i centesimi di euro rimasti a denominare le risorse dei fondi di istituto ed arrovellarsi per interi pomeriggi con le RSU in una biblica divisione dei pani e dei pesci; – per essere in qualche modo garante dell’anti-corruzione e quindi fiondarsi sulla CONSIP per l’acquisto di ogni foglio di carta ed ogni singola matita, comparando nel frattempo marchi di candeggina e differenze tra sgrassatori; – infine per garantire il diritto all’accesso civico e della trasparenza della Pubblica Amministrazione di cui è il rappresentante legale. Così accade che quando ci si può dedicare, finalmente, ai settori per cui ci si è formati per una vita intera e si può parlare di continuità, di curricolo verticale, di competenze e di riflessione didattica sembra quasi di essere in un centro benessere in cui tutti i sensi insieme alla mente ritornano in armonia. Ma questi sono attimi fuggenti perché nella scuola le sanzioni sono previste esclusivamente per aspetti che poco hanno a che vedere con la didattica o con il successo formativo. Certamente le variabili che determinano la formazione ed il suo successo non costituiscono scienza esatta e le risposte all’apprendimento sono soggettive; per il momento l’unica sanzione prevista per un rendimento basso in una scuola è un deplorevole titolo giornalistico in prima pagina, con inserimento indistinto della propria scuola (che è in Puglia) nella fascia dei risultati che riguardano Sud ed Isole, tanto che quando qualche volta ci si distingue in meglio allontanandosi dalla ridente Campania e dalla scintillante Sicilia ci assale quasi un senso di malinconia. Questo non significa, però, che l’utilizzazione di tali prove ai fini della valutazione dei Dirigenti scolastici sia un bene, considerando il fatto che assunzioni, pagamenti e licenziamenti del personale scolastico non dipendono da colui che anni fa e con ragione veniva chiamato Preside, in quanto fondamentalmente presiedeva ed ancora oggi presiede le diverse collegialità scolastiche controllandone coerenza, rispetto per la normativa e trasparenza. Appunto Trasparenza, quella per cui nel sito web delle scuole, non basterà mettere le informazioni sulla didattica e sulle uscite e sugli eventi della scuola ma si dovranno inserire tutte le informazioni che ne regolano la vita stessa. Dovranno essere pubblicati tutti gli atti con effetto legale nell’Albo Pretorio e tutti gli atti di diritto privato nella sezione Amministrazione Trasparente. Riorganizzati i siti delle scuole, così come recita l’Allegato A del D.Lvo 33/20132, inserendo tutti i dati di contratti, acquisti, regolamenti, contrattazioni, bilancio, individuazione di fornitori, delibere, graduatorie e decreti di nomina. Si dovranno realizzare link con tutta la normativa di riferimento ed organizzare una efficace archiviazione per una mole di documenti che dovrà essere visibile per almeno cinque anni, si dovranno pertanto “individuare soluzioni organizzative e tecnologiche anche in termini di reingegnerizzazione dei processi” 3. E nell’inserire questa mole di dati bisognerà comprendere cosa prevede il Garante della Privacy ottemperando ai principi di non eccedenza e pertinenza nella scelta dei dati da immettere. Infine, si dovranno fornire le giuste ed opportune informazioni all’utenza, che ovviamente potrà fare segnalazioni o esprimere la propria opinione sui contenuti del sito della scuola o che potrà promuovere azioni di class action nel caso in cui le informazioni sull’organizzazione e sul funzionamento degli uffici non siano esaustive, chiare od accessibili. In un momento di riflessione sui procedimenti ci si potrà anche divertire a consultare la Bussola della Trasparenza per verificare e monitorare l’adeguatezza del sito realizzato. Intanto chi provvederà alla realizzazione del PTTI (Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità) che si dovrebbe collegare direttamente al Piano Triennale per la prevenzione e la corruzione?4 Nel frattempo il Dirigente scolastico si autonominerà Responsabile per la Trasparenza o riceverà istruzioni da qualche Direttore Generale?5. Sarà controllore e controllato? Aggiungerà alle spese per la Sicurezza, per la Privacy e per il Medico Competente per i lavoratori anche quelle per l’acquisto di opportuni pacchetti che consentano la generazione automatica dei file a più stelle come prevede il Decreto 33/2013? Ancora una volta la specificità delle scuole sfugge al legislatore, come sfuggì nel lontano 1996 quando si definì il Dirigente delle Istituzioni scolastiche autonome datore di lavoro con il D.M. 292. Ancora una volta emerge la differenza del ruolo tra i Dirigenti dell’area V, i Dirigenti scolastici, con gli altri Dirigenti pubblici. Differenza che stranamente non sussiste nell’applicazione della normativa, ma che continua invece a sussistere indecorosamente nella retribuzione. Cosicché ci viene un po’ da ridere immaginandoci improvvisati web master dei siti delle nostre scuole, affannati ancora di più nell’inseguire una normativa in continua evoluzione tra i motti delle “dematerializzazioni” e del “Vivi facile” della pubblica amministrazione. Ci viene un po’ da sorridere al pensiero che le sanzioni prevedono a carico del Responsabile della Trasparenza, la decurtazione della retribuzione accessoria di risultato (per i dirigenti scolastici somma irrisoria) e della retribuzione accessoria collegata alla performance (per i dirigenti scolastici somma inesistente). Ci viene poi un po’ da sospirare pensando a tutto quello che vorremmo e dovremmo fare per i nostri alunni e per garantire loro veri ambienti per crescere.

Rosella Tirico

1. Il riferimento ai versi di Dante (Inferno XXXIV, 139) è dettato dall’indicazione del formato dati da rendere disponibili nella sezione “Amministrazione Trasparente” di cui al D.Lvo 33/2013; i dati in formato linked open data sono detti “a 5 stelle”.    2.  Decreto Legislativo 14 marzo 2013 n.33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” , approvato dal Governo in attuazione dei principi e dei criteri di delega contenuti nell’art 1 comma 35 della Legge 6 novembre 2012 n.190 cosiddetta  Legge   Anticorruzione.   3. Cfr. La Trasparenza nell’azione amministrativa, di Marco Graziuso.   4 . Si ricorda che il Ministro della Funzione Pubblica non ha ancora espresso un parere sulla inapplicabilità alle scuole del Piano Triennale per la prevenzione e la corruzione.   5. Ricordiamo che l’art 43 del D.Lvo 33/2013 prevede che il Responsabile per la Trasparenza sia il Responsabile della prevenzione e corruzione; nello stesso articolo si prevede che il Responsabile debba svolgere funzioni di controllo ed appare evidente che il Dirigente scolastico non possa essere allo stesso tempo controllato e controllore.

I commenti sono chiusi