Inventare la propria fiaba

Unità di apprendimento di Tedesco per la classe seconda
di Laura Lanfredi

Compito unitario.  Partendo dall’analisi degli elementi costitutivi di alcune fiabe dei fratelli Grimm, inventare una breve fiaba.

Competenza. Progettare, comunicare

Obiettivi di apprendimento.

  • Comprendere brevi testi multimediali identificandone le parole chiave e il senso generale;
  • comprendere testi semplici;
  • scrivere testi brevi e semplici.

Obiettivi formativi. L’alunno:

  • descrive in forma orale e scritta una figura usando semplici e brevi frasi;
  • risponde a semplici domande sull’argomento trattato;
  • scrive una breve e semplice storia sullo stesso argomento.

Attività laboratoriali.
Fase 1. Il mondo delle fiabe è sempre affascinante a qualsiasi età e, in un’ottica didattica, permette di sfruttare pienamente le conoscenze che l’alunno possiede al riguardo. I ragazzi sono sempre curiosi di sapere come si chiamano i loro personaggi preferiti o i titoli delle storie più note nelle altre lingue, questo non solo per le fiabe ma anche nei cartoni animati o nei film. Da qui l’idea di iniziare questo percorso proprio chiedendo loro di indovinare i nomi e di abbinare titoli e immagini, in una sfida a chi conosce più fiabe.

Attività 1. L’insegnante consegna il primo foglio di lavoro (All. 1) in cui si chiede agli alunni di abbinare le immagini di 21 fiabe con i rispettivi titoli tedeschi. La prima operazione mentale che i ragazzi eseguiranno sarà quella di individuare la fiaba italiana partendo dall’immagine e sfruttando le loro conoscenze. La fase più impegnativa è, invece, quella di capire quale è il giusto titolo tedesco, poiché non sempre il titolo contiene nomi propri o elementi linguistici facilmente riconducibili all’italiano o all’inglese. Per rendere l’attività più avvincente si può procedere come in una sfida, dando un tempo entro cui le squadre, composte da pochi alunni ciascuna, devono cercare di individuare più titoli possibili.
Come estensione di questa attività e per consolidare l’apprendimento di alcuni termini nuovi che compaiono nei titoli si propone l’attività in fondo al foglio di lavoro, in cui gli alunni devono semplicemente recuperare e trascrivere i vocaboli tedeschi richiesti.

Lavoro domestico: un compito per casa potrebbe essere quello di ricercare su internet chi è l’autore di ciascuna fiaba, poiché in genere i ragazzi conoscono i titoli ma non gli autori.

Attività 2. Anche questa seconda attività è divertente e stimolante (All. 2) poiché gli alunni devono indovinare il nome dei 7 nani in inglese e tedesco. Alcuni nomi sono intuibili come Doc o Schlafmütze, mentre altri sono decisamente meno comprensibili come Seppel o Pimpel, ma, ancora una volta, l’elemento ludico farà superare la difficoltà del compito.

Attività 3. A questo punto l’insegnante può somministrare il terzo foglio di lavoro (All. 3) per verificare che le conoscenze apprese nell’attività 1 siano state interiorizzate. Questa attività volutamente non viene proposta come seconda perché risulterebbe troppo semplice. Si consiglia di non attribuire un voto, ma di considerarla un semplice controllo da parte dell’insegnante e un’ulteriore sfida per gli alunni.
Per i ragazzi più deboli o DSA deve essere aggiunta la griglia in fondo che fornisce già le soluzioni in ordine sparso. Questa attività potrebbe però anche essere inserita in un’eventuale verifica scritta finale.

Fase 2. Dal semplice riconoscimento e abbinamento di immagini e parole si passa ora al riconoscimento e completamento di intere frasi. Per il loro grado di maggiore complessità, entrambe le attività richiedono l’uso del dizionario, che nel primo caso viene già fornito.

Attività 1. La prima attività (All. 4) richiede di mettere in ordine la storia di Hansel e Gretel. Le frasi sono relativamente brevi e semplici, adatte quindi al livello di una seconda media. Certamente il compito non è facile poiché tanti termini sono nuovi, ma viene fornito un mini-vocabolario alla fine con le parole più significative. Si veda bene come le parole tradotte non siano sempre necessariamente le più difficili ma le più significative, in modo da permettere agli alunni di attivare in parte le loro preconoscenze della storia, in parte le loro strategie mentali di comprensione del testo scritto. Per lo stesso motivo non viene fornita la traduzione di tutte le parole sconosciute. Gli alunni con difficoltà devono essere necessariamente affiancati dall’insegnante o da un compagno. Si potrebbe far svolgere l’attività a coppie. L’insegnante ha il compito di guidare gli alunni alla individuazione di quegli elementi linguistici che permettono loro di utilizzare la giusta strategia di comprensione. Questa attività si trova anche in internet sul sito:

http://www.online-lernen.levrai.de/

che fornisce tanti spunti interessanti per gli insegnanti.

Attività 2. L’insegnante fornisce un foglio di lavoro (All. 5) in cui viene narrata la fiaba I tre porcellini. La storia è stata volutamente semplificata al massimo tenendo conto delle conoscenze linguistiche degli alunni. Per ogni immagine si chiede di completare la frase che la descrive. Gli alunni devono obbligatoriamente usare il dizionario alla ricerca del termine più adatto. Questa attività dà al docente la possibilità di insegnare come si effettua la ricerca su dizionario, abilità spesso erroneamente data per scontata. Il secondo passaggio è quello di inserire il nuovo termine in una semplice frase di senso compiuto, che tenga conto di tutte le regole grammaticali studiate fino al quel momento. Per aiutare gli alunni con difficoltà l’insegnante dovrebbe modificare la consegna, che risulta troppo libera; l’esercizio deve essere più strutturato, magari predisponendo una scelta multipla per ciascuna immagine, oppure un completamento con solo un termine per frase, o ancora tutte le soluzioni in ordine sparso (simile all’attività precedente). Nell’allegato 5 è fornita una possibile versione facilitata con le frasi a completamento con un solo termine; i termini sono dati in ordine sparso.

Attività 3. Le attività 1 e 2 mostrano un grado crescente di difficoltà e complessità ed il loro scopo è di dare agli alunni qualche conoscenza generale sulla struttura e la terminologia tipiche delle fiabe in modo da poter portare a termine l’attività qui proposta con una certa autonomia. In questo sesto foglio di lavoro (All. 6) gli alunni trovano una griglia che riporta la struttura e gli elementi caratteristici della fiaba, dalla quale possono attingere per la stesura della loro fiaba. L’uso del dizionario è assolutamente necessario e il compito dell’insegnante è di aiutare gli alunni nella composizione di frasi semplici e alla portata delle loro conoscenze linguistiche. L’insegnante può partire dalla griglia per favorire un brainstorming nella classe che aiuti gli alunni a mettere in comune le loro idee e facilitare, quindi, la parte scritta. Questa attività si presta tanto al lavoro individuale quanto a coppie o piccolo gruppo. Si decide di proporre una produzione scritta guidata poiché in seconda media molti alunni non hanno ancora acquisito quella padronanza della lingua necessaria per affrontare un testo scritto (di argomento non quotidiano) in totale autonomia. Viene fornita anche una versione facilitata a scelta multipla per alunni con difficoltà.

ESTENSIONI:

  1. YOUTUBE. L’attività 3 può essere proposta in un altro modo, ossia utilizzando la griglia dell’allegato 6 per analizzare una fiaba, prima di far procedere alla stesura autonoma della fiaba personale. A questo scopo si può utilizzare uno dei tanti video proposti dalla rete. Qui ne vengono segnalati due che risultano sia per grafica che per forma linguistica più comprensibili. Certo è che un video permette anche agli alunni più deboli di comprenderne il contenuto sfruttando elementi non strettamente linguistici. I due video sono:

Märchen 29 (Rapunzel komplett);

http://youtu.be/7Jom_0HTqf4

Märchen 05 (Rotkäppchen komplett).

http://youtu.be/9OQqIbizXx8

Nell’allegato 7 vengono proposte delle domande di comprensione sul primo video. Si lascia al singolo docente la scelta della modalità con cui proporre video e domande.

  1. STESURA A 6 MANI. Dopo aver svolto l’attività 3 si può proporre la stesura di una nuova fiaba a 6 mani. Questo significa che gli alunni vengono divisi in gruppi da 3/4 e a ciascun gruppo viene affidata la stesura di una parte della fiaba. Questa attività può essere organizzata in due modi: la stesura può essere simultanea oppure sequenziale. Una stesura simultanea porta con sé un elemento di sorpresa e comicità in quanto ogni gruppo non sa come gli altri stanno sviluppando la storia. Ad ogni gruppo viene fornito un pronome interrogativo o una semplice domanda; il loro compito è quello di creare alcune brevi frasi che soddisfino la richiesta. Se, ad esempio, devono rispondere all’interrogativo “Wer?” dovranno presentare i protagonisti della fiaba da un punto di vista fisico e comportamentale; se invece l’interrogativo è Wo? dovranno pensare ad una descrizione completa del luogo. Domande più complete possono essere: Wer ist und was macht der Helfer? oppure Wer ist der Gegenspieler? Was will er?. Ogni gruppo ha un dizionario e l’insegnante gira tra i banchi per aiutare gli alunni. L’insegnante assegna un tempo entro cui i vari paragrafi devono essere completati. Al termine si assembla la storia e si procede alla condivisione. Ovviamente il risultato non sarà né logico né coerente, ma questo è proprio l’elemento comico di cui si parlava prima.

Una stesura sequenziale risulterà invece sia logica che coerente poiché ogni gruppo ha la possibilità di leggere ciò che il gruppo precedente ha prodotto e da lì creare il proseguo della storia. Ovviamente anche in questo caso c’è un tempo assegnato e l’insegnante deve predisporre attività alternative per tenere occupati i gruppi che in quel momento non stanno scrivendo la loro fiaba. Entrambe queste modalità risultano certamente complesse perché si chiede agli alunni di produrre qualcosa in totale autonomia e senza poter usare uno schema guida come nel caso dell’attività 3. Compito dell’insegnante è quello di valutare le competenze generali della classe, decidere se è in grado di affrontare questo compito così come è stato qui proposto oppure se necessita di modifiche per agevolare i ragazzi. Un compito troppo impegnativo e altamente al di sopra delle capacità degli alunni non fa altro che aumentare la frustrazione e smorzare l’interesse per la lingua. Si consiglia all’insegnante di correggere tutti gli errori delle produzioni, ma di privilegiare e premiare l’esercitazione linguistica in autonomia. Gli alunni possono, poi, produrre dei disegni della fiaba, scrivere sotto a ciascuno la parte della storia corrispondente e appenderli in classe. In alternativa, per le classi “più tecnologiche”, si può pensare ad un video in cui gli alunni mostrano i disegni e raccontano la storia.

  1. VIDEO AUTOPRODOTTO. Un’ ulteriore attività può prevedere la realizzazione di un video in cui gli alunni diventano gli attori protagonisti della loro fiaba. In questo caso si può procedere in 2 modi che prevedono entrambi una discussione di classe preliminare ed un lavoro a gruppi. L’insegnante guida una discussione di classe in L1 in cui vengono stabiliti gli elementi chiave della fiaba (personaggi ed eventi), dopodiché gli alunni si dividono in gruppi. Si può scegliere di attribuire ad ogni gruppo la stesura dei dialoghi di una scena della fiaba in modo che ognuno sia coinvolto nella parte linguistica, oppure si può affidare ad ogni gruppo un compito diverso: un gruppo si occuperà dei costumi, un gruppo della scenografia, un gruppo degli oggetti di scena o delle musiche, un gruppo della stesura e così via. Questa seconda modalità, permettendo la differenziazione dei compiti, riesce a coinvolgere attivamente tutti gli alunni, soprattutto quelli più deboli che si sentiranno motivati e non frustrati dal dover produrre in L2. L’obiettivo principale è la realizzazione del video attraverso la piena collaborazione e coinvolgimento di tutti gli alunni.

Verifica, valutazione, monitoraggio.
Verifica orale: il video autoprodotto può essere oggetto di valutazione. Allo stesso modo si può decidere di valutare la descrizione orale di una fiaba partendo dalle immagini utilizzando l’allegato 5 (eliminando l’incipit di frase) oppure un’altra fiaba (in questo caso è auspicabile che gli alunni abbiano il tempo di lavorare sulle nuove immagini a casa, in modo da memorizzare eventuali termini nuovi e strutture linguistiche). Anche l’allegato 6 può essere usato come base per una verifica orale nel momento in cui si chiede agli alunni di raccontare la storia da loro inventata (gli alunni più deboli possono ricorrere all’incipit di frase dell’allegato).
Verifica scritta:si può pensare ad una serie di esercizi graduati che ripropongano modalità di lavoro già affrontate in classe: allegato 3, allegato 4 (predisponendo una fiaba diversa), allegato 5, allegato 6.
Valutazione. Il livello di eccellenza è raggiunto se le produzioni soddisfano totalmente i criteri di correttezza grammaticale e lessicale. Il livello di accettabilità è raggiunto se il testo presenta errori formali, che non ne impediscono comunque la comprensione.
Monitoraggio. Diversi sono i momenti in cui l’insegnante ha la possibilità di monitorare l’operato dei ragazzi. Sicuramente ogni volta che i ragazzi lavorano in gruppo o a coppie  l’insegnante è libero di osservarli da un punto di vista sia relazionale che linguistico. In questo caso l’insegnante modifica il suo ruolo da dispensatore di conoscenze a consulente esterno.

 Laura Lanfredi

 

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