Individuare nuovi strumenti di studio della lingua straniera. Ich lerne mit meinem Handy

Unità di apprendimento di Tedesco per la classe terza
di Laura Ida Pozzetta

Compito unitario. L’alunno sperimenta nuovi possibili strumenti per lo studio della lingua straniera, attingendoli dalla vita quotidiana.

 

Obiettivi formativi. L’alunno:

  • utilizza strumenti dell’esperienza quotidiana per lo studio della L2;
  •  sfrutta la familiarità con lo strumento del cellulare per riconoscere il significato delle parole;
  • costruisce semplici frasi in maniera guidata da utilizzare successivamente in un contesto comunicativo semplice, ma realistico.

 

Attività laboratoriali. La lingua straniera è palpitante e dinamica. Essa non vive imprigionata nei libri di testo, ma si mostra e si diffonde attraverso i canali più disparati: dal contatto con la gente ai media, dalle istruzioni per l’uso a impensabili strumenti di cui ci serviamo tutti i giorni. Il libro di testo è un importante strumento di studio, ma non dovrebbe essere l’unico. È utile aiutare gli alunni a muoversi sempre ben pronti a captare tutto ciò che possa insegnare loro qualcosa di nuovo della lingua straniera, cercando di scoprire anche nella loro quotidianità stimoli e strumenti inaspettati. Nella presente Ua scopriremo che addirittura il cellulare è uno di questi.

Fase 1. Familiarizzare con il nuovo strumento di studio. Immaginiamo lo stupore degli alunni nel momento in cui – con il consenso del dirigente scolastico  – concediamo una deroga al divieto di usare il cellulare in classe e chiediamo loro di accenderlo per selezionare il tedesco come lingua di utilizzo. Qualche minuto di “navigazione” individuale permetterà agli alunni di prendere confidenza con la nuova impostazione del telefono e magari di riconoscere alcuni vocaboli già noti. L’innegabile familiarità che i ragazzini hanno con le funzioni del loro cellulare, li aiuterà a dedurre il significato delle parole e delle espressioni riportate in lingua straniera.

 

Fase 2. Alla scoperta della parole. Mostriamo agli alunni come è possibile utilizzare il cellulare per studiare la lingua straniera, proponendo un percorso di attività che – come di consueto – va dalla parola alla frase fino a giungere all’atto comunicativo, se pur semplice e sobrio, essendo calibrato sul livello degli alunni, assimilabile ancora a quello della scoperta (All.1).

Confronto in plenum sui risultati della prima “navigazione”. Bisognerà tener conto che ciascuna marca di cellulare usa una terminologia propria. Per “messaggio”, ad esempio, gli alunni avranno trovato Mitteilung o Nachricht. Una volta raccolti tutti, gli alunni potranno decidere se utilizzare quello trovato sul proprio cellulare o un altro che ritengano più facile da pronunciare o memorizzare.

 

Fase 3. Dalla parola alla frase. Con l’esercizio in allegato 2  si riparte dal lessico per tentare di costruire frasi di senso compiuto.
Dedichiamo ora un po’ di tempo ad esercitare le frasi costruite, sfruttando attività ridondanti che automatizzino sia l’uso dei vocaboli che le strutture. Alcuni possibili esercizi:

– realizzare  cartoncini double-face che riportino su un lato la frase in italiano, sull’altro quella in tedesco. A turno, gli alunni pescano un cartoncino, traducono la frase riportata e ne verificano la correttezza sul retro (questi cartoncini sono validissimi strumenti per lo studio individuale a casa);

– gioco del mimo: all’interno del gruppo un alunno mima un’azione con il cellulare e il compagno vicino deve verbalizzare l’azione utilizzando la prima persona. (Was mache ich? Ich schreibe eine SMS);

– gioco della catena: un alunno dice una frase, il vicino la ripete e ne aggiunge una lui e così via. Il numero di frasi da ricordare sarà di volta in volta maggiore.

Ricordiamoci di sfruttare quanto possibile attività di tipo cinestetico e che richiedano l’espressione della creatività degli alunni.

 

Fase 4. Dalla frase all’atto comunicativo. Quando si passa dalla produzione di frasi alla comunicazione vera e propria, ci si scontra con l’esiguo numero di strutture e vocaboli a disposizione degli alunni. In questa fase, dunque, l’insegnante dovrà aiutarli a formulare le domande che hanno in mente nel modo più semplice possibile, ma anche fornire loro termini ed espressioni che non conoscono e senza i quali  l’interazione risulterebbe poco naturale e inefficace. Per l’intervista gli alunni si muoveranno liberamente in mezzo alla classe, scegliendo i compagni da intervistare. Infine, le carte d’identità realizzate potranno essere esposte in classe (All.3)

 

Verifica, valutazione, monitoraggio. Avendo lavorato su tre livelli – lessicale, produzione di frasi e interazione- si propone un test strutturato che verifichi i tre aspetti singolarmente, in modo tale da differenziare i vari stadi dell’apprendimento ed eventualmente predisporre interventi di recupero dove si evidenzino difficoltà.

Lessico: un cruciverba che potrà comodamente essere preparato con Hot Potatoes, un programma della   Half-Baked Software Inc  della University di Victoria (Canada), scaricabile gratuitamente dal sito  http://www.halfbakedsoftware.com.

Produzione scritta: si possono utilizzare le icone del cellulare e chiedere agli alunni di scrivere frasi pertinenti usando la prima persona.

Interazione: l’insegnante interagisce con l’alunno, ponendo domande sull’uso del cellulare, simili a quelle esercitate nell’intervista.

Valutazione: per la parte relativa a lessico e produzione, si consiglia di utilizzare le griglie di misurazione abitualmente in uso. Si propongono, invece, alcuni descrittori per la valutazione della capacità di interazione con l’insegnante.

 

 

AccettabilitàEccellenza
L’alunno comprende globalmente le domande dell’insegnanteL’alunno comprende le domande dell’insegnante pronunciate in maniera scorrevole
Interagisce in brevi scambi diretti di informazioni, gestendo in maniera essenziale la comunicazioneSe non comprende  una domanda,  chiede in tedesco di ripetere senza interrompere l’interazione
Risponde utilizzando strutture semplici e  con alcuni erroriRisponde in modo pertinente utilizzando strutture semplici e senza fare errori significativi
Permane qualche imprecisione nella  pronunciaLa pronuncia è curata
Utilizza il lessico di baseIl lessico utilizzato è pertinente e ben assimilato
L’alunno riesce ad interagire con l’insegnante su argomenti già presentatiL’alunno riesce ad interagire con l’insegnante, anche se gli vengono poste domande nuove

 

 

Laura Ida Pozzetta

 

 

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