Il ritorno d’Ulisse in patria: un melodramma da rappresentare

Unità interdisciplinare di Italiano e Musica per la classe prima
di Maria Luisa Necchi e Annalia Valentini

Compito unitario. Dopo aver ascoltato e analizzato in gruppo i brani più famosi dell’opera Il ritorno d’Ulisse in patria di Monteverdi e aver letto il libretto di G. Badoaro, gli alunni utilizzano la lingua, la musica e le immagini per interpretare e mettere in scena una libera riduzione dell’opera con trasposizione del libretto.

Schema UA interdisciplinare

Prodotto. Libera riduzione del melodramma Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi, comprendente testi recitati in prosa e in rima, esecuzione strumentale e vocale (con voce solista o coro) di brani musicali tratti dal testo prescelto e rappresentazione con movimenti scenici e costumi progettati per rendere evidenti le caratteristiche ed i sentimenti dei vari personaggi.

Competenze. – Comprendere messaggi di genere e complessità diversi, trasmessi utilizzando  linguaggi  e supporti differenti. Rappresentare eventi, stati d’animo ed emozioni, utilizzando  linguaggi complementari.

Obiettivi di apprendimento. (Leggi)

Obiettivi formativi.

Italiano. L’alunno:

  •  in gruppo, traspone il testo per essere rappresentato, in sintonia con la musica;
  • prepara in gruppo la messa in scena dell’opera, avvalendosi dei linguaggi complementari  di Italiano, Musica, Arte e Immagine.

Musica.  L’alunno:

  • coglie il rapporto testo-musica e spiega i mezzi e gli effetti vocali e strumentali che usa la musica per descrivere il significato della parola;
  • esegue con la voce e gli strumenti, da solo e in gruppo, brani tratti da Il Ritorno d’Ulisse in patria di C. Monteverdi.

Attività laboratorialiItaliano e Musica. Riscoperta dell’Odissea e analisi del libretto. Gli alunni studiano il Seicento e il Barocco e imparano che questo periodo ha visto nascere e operare grandi spiriti: con altri, Goldoni, Galileo e Cervantes. Il teatro si rinnova, la scienza ha finalmente un metodo, la verità è cercata al di là delle apparenze. Con i nuovi modelli letterari di G. B. Marino, che con la poesia vuole meravigliare, e del nuovo genere del melodramma1 la ricerca di significato spinge l’uomo a ritrovare valori antichi che riscopre nei classici; l’animo inquieto alla ricerca della conoscenza, interpretato dai greci e ripreso poi da Dante, è rappresentato da Ulisse: Monteverdi lo riscopre, Badoaro scrive il libretto per un’opera: nasce Il ritorno d’Ulisse in patria, tragedia a lieto fine in tre atti. Gli insegnanti di Italiano e di Musica propongono alla classe un lavoro congiunto di lettura e interpretazione dell’opera. Pertanto vengono suddivisi gli ambiti di lavoro.

Italiano. L’insegnante d’Italiano fa conoscere agli alunni il contenuto generale dell’Odissea, leggono insieme una sintesi e alcune parti in versi, dalla traduzione di I. Pindemonte2. Gli alunni si soffermano sulla figura di Penelope madre, quando la donna viene a conoscenza, per mezzo di Medonte, che il figlio è partito alla ricerca di notizie di Ulisse e che i Proci si preparano ad uccidere, al suo ritorno; la lettura di alcuni passi del Libro quarto commuove (Allegato 1).

Musica. L’insegnante introduce il melodramma, un genere lontano dalla cultura dei ragazzi, ma l’approccio interdisciplinare e un precedente excursus tra i vari generi musicali che hanno al loro centro il rapporto testo-musica (si potrebbe prevedere ad esempio un lavoro nel campo della musica leggera, alla ricerca di canzoni che raccontino storie, esprimano amore, dolore, gelosia) possono far da filo conduttore per l’accesso all’opera. Il docente procederà con la definizione del termine Melodramma (dal greco melos = canto e dramma = azione teatrale) e introdurrà la dibattuta e contrastante questione della nascita del melodramma con l’intervista a Roman Vlad di Corrado Augias: A un tratto recitarono cantando che verrà interpretata da due allievi volontari che impersoneranno il giornalista e il musicologo (Allegato 2). Il dibattito che ne scaturirà metterà in luce la funzione della musica e il successo che l’opera lirica ha avuto in Italia dal 1600 fino a tutto il 1800, ci si soffermerà sul rapporto musica-parola, e sulle differenze tra recitar-cantando e Aria. Si informeranno i discenti che proprio l’opera Il Ritorno d’Ulisse in patria composta da Claudio Monteverdi per la stagione del carnevale del 1640 e rappresentata a Venezia presso il teatro dei santi Giovanni e Paolo ebbe ben 10 repliche, una cosa sensazionale per l’epoca!

Italiano. Guidati dall’insegnante gli alunni riflettono insieme, ponendosi in cerchio e commentano  lo stato d’animo della Regina, quando apprende la notizia del viaggio di Telemaco e dell’intenzione dei Proci al suo ritorno. I ragazzi devono trovare tra le righe la similitudine ed eseguire la prosa. Successivamente si procede alla lettura del libretto di Badoaro3; l’insegnante sottolinea alcune parti, iniziando dal Prologo che presenta le entità che intervengono sulla sorte umana: l’Umana Fragilità, il Tempo, l’Amore, la Fortuna. La fragilità dell’uomo che nelle scelte difficili spesso non è un eroe, ma dimostra la sua debolezza, pur nella sofferenza della prova e nella speranza di riscatto; il tempo che sfugge a tutti e diminuisce le facoltà umane, rendendo l’uomo affaticato e talvolta dimenticato; l’amore che ha dato significato alla sua esistenza; la fortuna, le contingenze che hanno permesso che la vita prendesse il suo corso (Allegato 3). Viene proposto ai ragazzi lo studio a memoria delle parti del Prologo e le si fanno  declamare.

Esame del testo. L’umana fragilità: sono cosa mortale, opera umana, tutto mi turba, un soffio mi fa crollare, il tempo mi crea e mi combatte. Il Tempo: temete, mortali, nessuno mi può sfuggire. La Fortuna: sono cieca e sorda, dispenso i beni a modo mio. L’Amore: sono il dio alato e nudo e nessuno può difendersi dalla mia freccia. L’uomo per tutti noi sarà misero e debole.

I ragazzi, guidati dall’insegnante, trovano l’origine dei nomi e il loro significato: Fragilità: vc. dotta, latino fragile(m), da frangere “frangere”. Tempo: at. tempus, di etim. discussa: dalla stessa radice indeur. che significa “tagliare”, col senso originario di ‘divisione’ (del tempo). Fortuna: lat. fortuna(m), da fors “caso”. Amore: lat. amore(m)4. Tre su quattro derivano dalla lingua latina. Si possono comporre schede con nomi della stessa origine, usando per le parole colori concordati: latino, germanico, francese ecc.; vedi un esempio di studio dell’origine dei nomi in http://www.marialuisanecchi.it/origine.htm I ragazzi ascoltano su You Tube dei video5 ed entrano nello spirito dell’opera; cercano nel libretto le parti più interessanti, divisi in gruppi di lavoro, nei quali vengono inseriti anche gli alunni con difficoltà, con compiti diversi. La lingua è quella del Seicento ed è necessario riflettere sulla sua storia. Si analizzano alcuni termini, per esempio della Scena 2 dell’Atto Primo:

L’uomo quaggiù ch’ è vivo lunge da’ suoi principi porta un’alma celeste e un corpo frale; tosto more il mortale e torna l’alma in cielo e torna il corpo in polve dopo breve soggiorno; tu sol del tuo tornar perdesti il giorno.

L’insegnante fa notare che la lingua fa parte di un testo poetico, quindi presenta parole tronche o contratte: frale = forma contratta di fragile. More = forma contratta di muore. Polve = forma contratta di polvere. Lunge = termine poetico antico che sta per lontano. Da’ = troncamento della preposizione dai usato in poesia per mantenere la metrica. Alma = termine poetico antico che sta per anima.

Italiano. Il Lamento di Penelope: Di misera regina. La figura di Penelope, la moglie fedele e paziente, affascina ancora gli alunni, che si soffermano sul pezzo Di misera regina, che coglie il carattere della sposa ed esprime i suoi sentimenti. Vi è il tema del ritorno, rivolto ad ogni cosa del creato e il lamento implora quello di Ulisse (Allegato 4). Nella prima strofa Penelope manifesta la sua situazione di dolore, poi si rivolge ad Ulisse, implorando il suo ritorno; nell’ultima parte riflette sul ritorno all’origine di tutti e di tutte le cose, ma: “tu sol del tuo tornar perdesti il giorno”. La frase ripetuta “Torna, deh torna Ulisse” esprime con insistenza l’ansia della donna e il suo desiderio di rivedere lo sposo. L’opera, tuttavia, non è solo espressione di grandi sentimenti e angosce, ma inserisce canzonette popolaresche, in alternanza alla serietà generale della musica e del libretto. Si legge insieme il Coro di Feaci in nave (Allegato 5). Altri pezzi descrivono atteggiamenti e pensieri di uomini e di dèi: Dormo ancora,o son desto in cui Ulisse, al suo risveglio nella Scena 5 dell’Atto Primo, si chiede dov’è e quale inganno gli hanno inflitto i Feaci e accusa il sonno, “padre d’errori” (Allegato 6). L’insegnante porta all’attenzione degli alunni le dolci parole di affetto tra Telemaco e Ulisse nel loro incontro: O padre sospirato, Scena 3 dell’Atto secondo:

TELEMACO O padre sospirato! Genitore glorioso! M’inchino, o mio diletto! Filiale dolcezza a lagrimar mi sforza. ULISSE O figlio desiato! Pegno dolce amoroso! ti stringo, Paterna tenerezza il pianto in me rinforza. TELEMACO, ULISSE Mortal tutto confida e tutto spera, ché quando il Ciel protegge natura non ha legge: l’impossibile ancor spesso s’avvera. ULISSE Vanne alla madre, va! Porta alla reggia il piè! Sarò tosto con te, ma pria canuto il piè ritornerà6.

Altri versi raccontano il carattere del personaggio. All’inizio dell’Atto Terzo, O dolor, vi è espresso il lamento di Iro per l’uccisione dei Proci che lo cibavano e lo vestivano (Allegato 7). Parti dell’opera, solo strumentali, comunicano momenti salienti e svolte importanti: la sinfonia dell’arco esprime in modo esaltante lo strumento che decide le sorti e svela il mistero: i Proci falliscono, Ulisse vince.

Musica. Ci si predispone all’ascolto di alcuni brani tratti da Il Ritorno d’Ulisse, il cui libretto, scritto da Giacomo Badoaro, è già stato letto e interpretato dai ragazzi nelle precedenti lezioni di italiano. È opportuno scegliere brani dell’opera che presentino elementi descrittivi, affettivi, contrasti drammatici così da incuriosire e facilitare il lavoro d’ascolto analitico. Ad esempio proponiamo l’ascolto dei tre monologhi che vedono impegnati Penelope, Ulisse e Iro. Durante l’ascolto dei brani spingiamo i ragazzi a cogliere tutti i cambi d’umore dei personaggi, a rintracciare con la partitura i vari aspetti musicali legati ai significati delle parole (madrigalismi). Nel normale parlato, infatti, ci sono tutti i presupposti per una strutturazione musicale: perché questa avvenga bisogna regolare le variabili del discorso parlato (altezza, durata, intensità, timbro). Proponiamo di seguito alcune domande che possono aiutare i ragazzi nell’analisi dei brani: – Come s’incontrano la musica e la parola nel canto? Secondo quali regole?  – Quali espedienti musicali usa Monteverdi per comunicare agli spettatori lo stato d’animo dei personaggi, le loro emozioni e sentimenti, l’atmosfera suscitata dalle vicende? L’insegnante introdurrà una griglia che mostrerà una esemplificazione della ricchezza dello stile recitativo monteverdiano e servirà da modello per l’ascolto-analitico. La griglia, a tre colonne, avrà nella colonna di sinistra il testo della scena, in questo caso l’inizio del Lamento di Penelope,  al centro i frammenti di partitura presi in esame e a destra le soluzioni ideate dal compositore per la resa dei passi (Allegato 8). Le griglie realizzate dai ragazzi o anche in gruppo, saranno appese in classe, discusse e con l’aiuto dell’insegnante- che le userà pure come strumento di valutazione- selezionate nelle parti migliori fino a costruire una griglia analitica d’ascolto condivisa per ciascun personaggio. Per l’ascolto del Prologo (il testo è stato interpretato e memorizzato nelle precedenti lezioni di italiano) facciamo cantare un frammento significativo di ciascun personaggio con lo spartito e poi procediamo con l’ascolto della prima parte del Prologo dove vengono presentati singolarmente i 4 personaggi mediante la proiezione alla Lim della partitura del Prologo che scorre in tempo reale con la musica. Possiamo ad esempio scegliere dal Prologo alcuni frammenti: L’Umana fragilità si presenta tre volte ripetendo la stessa frase: Mortal cosa son io con un andamento melodico di note ribattute, senza vita.

Prologo

 

Il Tempo. la frase finale: che se ben zoppo, in tempo ternario, viene frammentata da pause per evidenziare l’andamento traballante.

che se ben

39

  Mentre nella frase ho l’ali, la voce spicca il volo con svolazzanti scalette di semicrome che raggiungono la nota acuta mi.

ho l'ali

La Fortuna. Il basso continuo introduce con un giro di minime in tempo ternario, il personaggio della Fortuna che lo riprende identico cantandoci le parole: Mia vita son voglie

fortuna

          L’Amore. La parola Amore viene evidenziata da un delicato melisma;

amor

 A classe divisa in gruppi chiediamo per prima cosa di analizzare la musica dei frammenti poi di provare a mettere in scena il Prologo. Alcune domande per guidare l’ascolto analitico: – Verso quali significati del testo ci orienta la musica? – Quali parole risultano evidenziate e amplificate dalla musica e dal canto? – Quali scelte stilistiche, formali e melodiche ha utilizzato Monteverdi per rappresentare i personaggi del prologo? – Quali movimenti possono scaturire dai ritmi e dalle melodie utilizzate dal compositore?  Mettere in scena il Prologo. Ispirati dalla musica e dal modo di cantar recitando dei vari personaggi  si delineano i costumi, gli oggetti simbolici che li accompagneranno e i movimenti particolari che possano caratterizzarli (il Tempo, ad esempio, con la barba, potrà entrare zoppicando con un bastone e potrà alla fine tirar fuori un paio d’ali o sbattere le braccia come ali..! La Fortuna invece con una ruota). Si assegnano le parti, disegnano i costumi,  ci si procura gli oggetti di scena e si prevede una scenografia. Le coinvolgenti scene dell’incontro di Ulisse con il figlio Telemaco (O padre sospirato), della prova dell’arco e  del riconoscimento di Ulisse da parte di Penelope (Illustratevi o cieli) possono essere direttamente gustate in video da You Tube. Per la realizzazione di brani vocali e strumentali che accompagnino la riduzione dell’opera si dedicano circa una decina di ore, le partiture saranno ridotte dall’insegnante per il coro e lo strumentario scolastico, studiate separatamente, poi in gruppo e provate infine tutti insieme. Si propongono alcuni brani da cantare e da suonare tratti dal ritorno di Ulisse:

  1. Sinfonia avanti il Prologo

  2. In questo basso Mondo

  3. Cara, cara e lieta giovinezza

  4. Su su dunque su Su

  5. Sinfonia dell’Arco

  6. Sinfonia di Guerra e Alle morti alle stragi!

Esemplificazione del pezzo: Alle morti alle stragi (esempio di stile concitato) ridotto per strumentini e canto (Allegato 9).

Italiano. Preparazione della sceneggiatura. La classe sceglie i pezzi, che abbiano una continuità di azione, per mettere insieme una sceneggiatura e rappresentare il dramma. Si usano il computer, la stampante, la fotocopiatrice. I gruppi si preparano alla trasformazione del libretto per recitare: alcune parti si traspongono in prosa; ad esempio: si riprende il Di misera regina e si ordina il pezzo secondo la costruzione dell’italiano d’oggi, successivamente lo si cambia nella lingua corrente. Il pezzo è pronto per impararlo a memoria e recitarlo. Si fanno confronti tra le parole e le espressioni della lingua delle due epoche e si evidenziano le uguaglianze e le differenze. Così si procede per le parti che si vogliono drammatizzare. Il prologo si mantiene in rima e altre parti ancora saranno interpretate dagli strumenti musicali. Esempio di scelta per la recita: Prologo. Atto Primo, Scene 1, 2, 3, 4, 5, 6, sintetizzando eventualmente alcuni dialoghi. Atto Secondo, Scene 3, 6 Coro, 7, 9, 12. Atto Terzo, Scene 1, 3.  

Italiano, Musica, Arte. Allestimento e messa in scena della drammatizzazione. Scelte le scene, trasposti i pezzi, distribuite le parti, verificato lo studio a memoria nel quale gli alunni con difficoltà potranno recitare in coro con altri il prologo, gli insegnanti di Italiano e di Musica consultano il collega di Arte per la scenografia; la classe lavorerà anche nelle sue ore. Di comune accordo scelgono alcune ore delle tre discipline e provano. Il giorno stabilito si svolge la recita in teatro. Saranno invitate le altre classi e i genitori e le prestazioni degli alunni saranno valutate come competenze acquisite e si darà una valutazione uguale nelle tre materie. Si compone un video, che rimarrà nell’archivio della scuola.

Verifica, valutazione, monitoraggio. Il monitoraggio si sarà effettuato durante l’attività per controllare l’attenzione e sollecitare l’interesse. Verifiche in itinere saranno realizzate per concludere alcune fasi di lavoro. La valutazione finale si attua, come detto, nell’ultimo atto del lavoro, dove si verifica se e quanto l’alunno ha compreso i messaggi di genere diverso (letterario e musicale) e di complessità diversa, trasmessi dai due linguaggi mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali), come ha rappresentato l’evento del ritorno di Ulisse nell’opera di Monteverdi, gli stati d’animo e le emozioni, utilizzando i linguaggi sia della lingua, che della musica e del disegno.

Foto della libera riduzione de Il Ritorno d’Ulisse in patria di C. Monteverdi andato in scena l’8 giugno 2013 nell’auditorium dell’ ISC Nardi di Porto San Giorgio:

il ritorno di Ulisse 038

 

Prologo: da sinistra, la Fortuna, il Tempo, 3 Amori e L’Umana Fragilità

 il ritorno di Ulisse 033

Prologo: La Fortuna e L’Umana fragilità

il ritorno di Ulisse 069

La barca dei Feaci e Ulisse: In questo basso mondo!

il ritorno di Ulisse 098

L’ensemble musicale e il coro

Bibliografia: P. Fabbri, Monteverdi, EDT/ MUSICA, Torino 1985. R. Alessandrini, Monteverdi-Il Ritorno d’Ulisse in patria, URTEXT, 2007.

Maria Luisa Necchi, Annalia Valentini


  1. È detto anche dramma musicale (oggi: l’opera). Si voleva una tragedia come quella greca, accompagnata dalla musica (recitar cantando)[…] Vedi http://www.homolaicus.com/letteratura/seicento.htm  

  2.  http://www.carmencovito.com/odissea.html 

  3. http://www.librettidopera.it/zpdf/ritulipa.pdf 

  4. Cd-rom Lo Zingarelli 2006. Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli 

  5. Esempio: http://www.youtube.com/watch?v=514-wgxWDmQ 

  6. Il ritorno di Ulisse, Atto Secondo, Scena 3 in http://www.librettidopera.it/zpdf/ritulipa.pdf 

Un Commento:

  1. Cara Luisa e colleghe,
    complimenti. Bel lavoro
    Porzia Volpe

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