Il gioco del domino con i ritmi

Unità di apprendimento di Musica per la classe prima
di Annalia Valentini

Compito unitario. Sull’esempio del gioco del domino progettare e costruire una serie di tessere che contengano al posto dei punti-numeri i punti-suono della polifonia antica. Sperimentare in gruppo il gioco. 
Obiettivi formativi. L’alunno:

  • scopre con l’ascolto la polifonia antica e la notazione ritmica;
  • interpreta in termini sonori, forme, grafici e immagini e li trascrive in partitura;
  • progetta e costruisce un domino con i ritmi ed esegue le sequenze poliritmiche da esso scaturite.

Attività laboratoriali. Inizialmente si lavora su due binari apparentemente diversi: il gioco del domino classico con le sue regole e la nascita della polifonia e della notazione mensurale; successivamente i due campi vengono messi in relazione e da ciò scaturisce il domino con i ritmi. Grafico dell’itinerario.

Fase 1. Il punto di partenza potrebbe consistere nel semplice richiamo al gioco del tradizionale domino, composto da 28 tessere con sei punti, divise in due parti, in ognuna delle quali è segnato un punto dallo zero al sei; l’insegnante dopo aver spiegato le regole del gioco, ne propone la costruzione, distribuisce il materiale di legno o di cartone e indìce per la lezione successiva una gara di domino.
La classe divisa in gruppi di tre inizierà a giocare -ciascuno con il proprio domino-, il vincitore di ogni gruppo, si scontrerà con i finalisti degli altri gruppi fino alla proclamazione di un unico vincitore.
Durante la gara di domino il docente diffonderà in tutta l’aula musiche di sottofondo tratte dalla polifonia primitiva di magister Perotinus.

Fase 2. Al termine della gara, all’insegnante il compito di accendere l’interesse dei gruppi sul tipo di musica ascoltata durante il gioco, magari con opportune domande stimolo che conducano sia a conoscere il sistema tipico della cultura entro la quale è nata (in questo caso le origini della polifonia e della notazione mensurale), che a cogliere e decifrare i vari aspetti del materiale sonoro e i procedimenti impiegati.
Dopo un ascolto attento e concentrato, guidato dalla visione della partitura anche manoscritta-  un brano che potrebbe essere usato è ad esempio il Viderunt omnes di Perotinus (Fig. 1) se ne trova una versione con partitura originale all’indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=bpgaEFmdFcM&feature=related)

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Figura 1. 

Il docente potrebbe intavolare una discussione ponendo alla classe una serie di domande di questo tipo: a cosa vi fa pensare questa musica? Com’è fatta? Quali procedimenti riconosci? Chi l’ha fatta e perché?
Le domande potrebbero essere inserite in una tabella (Tab. 1) e scritte alla Lim e ciascun ragazzo a turno, munito di pennarello, potrebbe dare la sua risposta ad una o più domande.

Tabella 1

Tabella 1

Varie le reazioni e le riflessioni dei ragazzi che scaturiranno dall’ascolto e dalla simultanea visione della partitura, ad esempio:

  1. la rappresentazione grafica risulta come punti in corrispondenza di altri punti;
  2. il brano ascoltato è formato dalla combinazione di più voci che a volte partono insieme, a volte sfasate di poco l’una rispetto all’altra, altre si intrecciano;
  3. si evidenzia una grande vitalità, ritmi accentati, ripetitivi e gioiosi;
  4. musica antica adatta alla liturgia.

L’insegnante coglierà l’occasione per illustrare la nascita della polifonia o contrappunto (il cui significato-punto contro punto ossia nota contro nota- è già contenuta nell’osservazione 1. scritta dagli allievi) segnalerà i procedimenti compositivi (esposti nel punto 2) tipici della tecnica contrappuntistica etichettandoli con i termini tecnici di omoritmia, imitazione, intrecci polifonici rappresentandoli pure attraverso semplici grafici (Tab. 2).

Tabella 2

Tabella 2

Si spiegherà la grande vitalità ritmica, così diversa dal canto gregoriano, con la necessità di “andare a tempo” nel cantare più melodie nello stesso momento, e quindi con l’invenzione della notazione ritmica. Ogni musica sacra (chiamata con precisione organa) di Magister Perotinus – musicista operante nella cattedrale di Nôtre Dame a Parigi fra il XII e il XIII secolo- è scandita secondo ritmi particolari, che prendono il nome di modi ritmici. I teorici del tempo ne elencano sei, che in una musica potevano variamente alternarsi. Il docente li mostrerà in notazione originale quadrata e nella trascrizione moderna (infatti possono essere lette come le cellule ritmiche del nostro tempo composto) per mezzo della Lim e li farà eseguire, o con il battito delle mani o con strumentini a percussione, trascrivere sul quaderno di musica e memorizzare dall’intera classe.

grafico-modi ritmici notazione moderna

Un secondo lavoro potrà essere quello di controllare e segnare con pennarelli di diverso colore la presenza dei modi ritmici all’interno del brano ascoltato.

Fase 3. Si fanno utilizzare ai ragazzi le nuove conoscenze relative alla musica polifonica e ai modi ritmici unite all’esperienza del gioco del domino.
Alla classe, divisa in gruppi di tre, si chiederà di stabilire i legami tra il classico gioco del domino e gli organa di Perotinus e di motivarli; la consegna di un grafico a matrice che metta in relazione i due argomenti di studio potrebbe essere d’aiuto e sollecitare possibili risposte (Allegato 1).

Il passo successivo è quello di fornire, sulla base delle relazioni individuate, l’equivalente musicale del gioco del domino. Il docente richiederà a ogni gruppo la progettazione e realizzazione di un domino con i ritmi e con le istruzioni per l’uso che servirà per la verifica del terzo obiettivo formativo.
Ricondurre il gioco del domino classico a un gioco di ritmi e polifonia offre lo spunto per l’ideazione di diverse variazioni sul gioco del domino. Ne descriviamo due delle tante possibili.
La prima versione di Domino ritmico, mantiene lo stesso numero delle tessere del domino tradizionale, e correla ai punti-numero i punti- suono assegnando a ciascuno dei punti il valore di una pulsazione corrispondente, in notazione moderna, alla figura di semiminima. Le tessere con lo zero sono invece trasformate in pause. Dalle disposizioni dei punti sulle tessere si ricavano frammenti di partitura a misura ternaria per tre esecutori che ricalcano i procedimenti contrappuntistici appresi.

Musica

Tutte e 28 le tessere vengono trascritte in partitura usando le figure della durata prima sul quaderno e poi copiate e ritagliate in forma rettangolare su materiale disponibile (cartoncino, legno o altro).
La seconda versione di domino è più complessa e usa i modi ritmici; può scaturire dall’osservazione che i modi ritmici medioevali sono sei così come sono sei i numeri impiegati nel gioco del domino, ed è quindi possibile fare queste associazioni:

 Tessere del domino tradizional3-1

Tessere del domino tradizional3-2Tessere del domino tradizional3-3 Lato A nero-1

Lato B nero-2

Si potrebbero applicare le stesse regole del gioco tradizionale al Domino dei ritmi e a quello dei modi ritmici misurati accostando in questo caso, invece di una tessera dello stesso valore numerico, gli elementi ritmici proposti dal giocatore precedente seguiti da un nuova frase.
Alla fine del gioco, i giocatori dovranno eseguire con vari strumentini a percussione il serpentone di tessere di poliritmi e trascrivere la composizione scaturita.

Verifica, valutazione, monitoraggio. L’insegnante, durante lo svolgimento del percorso didattico, prenderà nota delle prestazioni specifiche di ogni allievo:

  • dell’attenzione concentrazione e capacità discriminative messe in opera durante l’ascolto di brani polifonici;
  • della memorizzazione e precisione ritmica con cui esegue i sei modi ritmici;
  • delle capacità di interpretare e trasporre in procedimenti contrappuntistici forme, grafici e immagini;
  • del ruolo che l’allievo ha assunto nel lavoro di gruppo: un solo ruolo particolare (accettabilità) o tutti: dalla progettazione, alla trascrizione in partitura, alla realizzazione pratica del gioco, fino alla guida dell’esecuzione (eccellenza).

Annalia Valentini

 

Un Commento:

  1. Molto originale e interessante l’unità; per me una scoperta: brava Annalia.
    Un saluto,
    Maria Luisa.

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