Femminicidio: come indagarne le dinamiche in classe

Abstract

Di certo un’educazione “all’eguaglianza fra generi e ad una relazione di coppia rispettosa dei diritti dell’altro” risulta doverosa e urgente a partire dal contesto famigliare per svilupparsi gradualmente nel percorso scolastico.

L’attività laboratoriale proposta ha l’intento di avviare i ragazzi alla presa di coscienza delle idee e dei pensieri che portano ad assumere una mentalità prevaricante nella relazione affettiva.

La classe viene organizzata in gruppi che esaminano articoli di cronaca quotidiana riportanti atti criminosi verso le donne e individuano le costanti comportamentali che conducono al femminicidio.
Risulta importante abituare gli studenti a distinguere il commento del giornalista dalle informazioni riguardanti il fatto di cronaca avviando così un dibattito che stimoli
i ragazzi a costruire idee proprie.
Il contesto scolastico deve predisporre occasioni educative che
allenino i ragazzi al rispetto totale dell’amica, della compagna di classe, perché un domani quelle donne saranno sorelle o mogli, figlie, donne che fanno parte della loro vita. Offrire ai ragazzi percorsi di educazione affettiva che facciano comprendere la differenza tra “amore” e “possesso” è sicuramente la strada per generare comportamenti rispettosi dei diritti e dei bisogni altrui come dei propri.
La proposta didattica inoltre dà l’opportunità alla classe di svolgere una ricerca anche sui provvedimenti legislativi relativi al femminicidio, analizzare alcuni articoli de La Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, e far chiarezza sui diversi aspetti riguardanti il fenomeno che si sta indagando.

Martina Bocchi

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