Elaborare un diario

Unità di apprendimento di Italiano per la classe seconda
di Maria Luisa Necchi

Compito unitario. L’alunno legge diari d’autore, li analizza e ne scrive in gruppo per poi elaborarne uno singolarmente; imposta un concorso tra classi parallele e coinvolge una classe prima di scuola superiore come giuria.

diario

Competenza. Scrivere correttamente testi di tipo diverso (narrativo, descrittivo, espositivo) adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.

Obiettivi di apprendimento. 1. Scrivere testi di forma diversa (ad es. diari personali) sulla base di modelli sperimentati, adeguandoli a situazione, argomento, scopo, destinatario, selezionando il registro più adeguato. 2. Realizzare scelte lessicali adeguate in base alla situazione comunicativa, agli interlocutori e al tipo di testo.

Obiettivi formativi L’alunno:
– legge diari d’autore selezionati sulla rete;
– si allena a scrivere diari personali con la classe;
– scrive diari personali e si misura in un concorso.

Attività di laboratorio. Fase 1. Definizione di diario ed esempi. La classe legge alcuni diari riportati sull’antologia in adozione e trova una definizione di questo tipo di testo; i ragazzi cercano altre definizioni sulla rete e trovano, per esempio, la seguente:

Il diario è una forma narrativa attraverso la quale è possibile raccontare gli avvenimenti più importanti giorno per giorno, oppure può essere la cronaca di una vita o di un periodo della vita di una persona….

che continua con: una moderna forma di diario è il blog personale, attraverso il quale una persona può raccontarsi

(http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=1484)

Gli alunni cercano diari sul web e leggono quello di un alunno che ricorda l’evento, singolare e curioso, del falò di San Nicolò a Pontremoli:

falò UA Necchi     Immagine del falò di S. Nicolò

Il 17 Gennaio, verso le ore 19 mi sono recato con mio papà sul ponte Pompeo Spagnoli verso Porta Parma, dove sono salito su un muro per fotografare meglio il tradizionale falò, che da anni viene eretto nel greto del fiume Magra dai ragazzi di San Nicolò, nel giorno di Sant’Antonio Abate. Una volta mi ha detto il papà che in occasione di questa festa lui, i chierichetti ed il prete andavano a  benedire le stalle; invece, mia nonna Anna mi ha detto che quando lei era piccola, alla fine del  falò a suo padre e a tutti quelli che avevano le mucche e le pecore, davano un tizzone da portare nella stalla, come segno di protezione dal Santo degli animali, che non a caso viene raffigurato con il maiale vicino.
(Pubblicato il 17/01/2011)

[…] (https://icferrari.wordpress.com/2011/01/19/immagini-del-falo-di-s-nicolo/)

Quindi la classe cerca la classificazione in base alla forma e al contenuto:
il diario è un testo narrativo che racconta fatti realistici  (http://tuttoscuola.altervista.org/testi/testi.htm)
e capisce che le loro esperienze possono essere importanti per fare conoscere situazioni reali attraverso il racconto e per comunicare emozioni attraverso l’espressione dei sentimenti.
Giungono, così, alla conclusione che il diario è un modo di fare conoscere a se stessi – quando si tratta di diario intimo – o ad altre persone – molte se è in rete – i fatti che ci sono accaduti e le nostre riflessioni.

Con la guida dell’insegnante gli alunni scoprono che anche scrittori famosi hanno redatto diari.
Per esempio, Giovannino Guareschi ha scritto Diario clandestino 1943-1945 nel periodo del secondo conflitto bellico (https://it.wikipedia.org/wiki/Diario_Clandestino).

Altri esempi sono i diari di:

– Italo Svevo, sul web in http://www.poesieinversi.it/italo-svevodiario/;
– Virginia Wolf: http://www.poesieinversi.it/virginia-wolf-diario-di-una-scrittrice/;
– Cesare Pavese: http://www.poesieinversi.it/dal-diario-di-cesare-pavese/

e altri ancora, fra i quali molto noto è quello di Anna Frank, particolarmente interessante in quanto rappresenta la forma di diario intimo:

http://www.scuolagaribaldi.eu/documenti/dipartimento_lettere/IL-DIARIO-DI-ANNA-FRANK.pdf.

Il sito lo presenta così:

Giorno per giorno, dal lunedì 15 giugno 1942 al 1 agosto del 1944, una bambina olandese di tredici anni registra in un grosso quaderno la sua scoperta del mondo: angosce, illusioni, sogni e speranze rivelate a una immaginaria amica di nome Kitty. […]

 Esempio di una giornata:
                                                                               Sabato, 3 ottobre 1942.
Cara Kitty,
ieri c’è stato un altro litigio. Mamma ha fatto una terribile scenata e raccontato a papà tutti i miei peccati. Lei si mise a piangere, io naturalmente feci altrettanto e mi venne un tremendo mal di capo. Finii col dire a papà che voglio molto più bene a lui che a mamma; lui rispose che mi passerà, ma io non ci credo. Di fronte a lei devo farmi forza per rimanere calma. Papà vorrebbe che quando mamma non si sente bene o ha mal di testa, io le offrissi spontaneamente di far qualcosa per lei; ma non lo faccio.
Studio molto il francese e sto leggendo “La belle Nivernaise”.
La tua Anna.

Gli alunni analizzano la pagina di diario e vedono che è composta da: data,  destinatario,  corpo del testo, firma.

Tuttavia, non sempre appare necessaria l’indicazione del destinatario.
Nel Giornalino di Gian Burrasca (di Luigi Bertelli, in arte Vamba), il destinatario – anche se è rappresentato dal giornalino stesso al quale Giannino confida i suoi pensieri – non compare quasi mai:

                                                                                                                  21 Settembre

Sono proprio nato disgraziato! In casa non mi possono più soffrire, e tutti non fanno altro che dire che per colpa mia è andato all’aria un matrimonio che per i tempi che corrono era una gran fortuna, che un marito come il signor Capitani, con ventimila lire di rendita, non si trova tutti i giorni, che Ada sarà condannata a restare zitella tutta la vita come la zia Bettina, e via e dàlli, una quantità di storie che non finiscono mai.
Io vorrei sapere che gran male ho fatto alla fin fine, per copiare un pensiero dallo scartafaccio di mia sorella!
Oh! ma da ora in avanti, o bene o male, giuro che il giornalino lo scriverò tutto da me, perché queste scempiaggini delle mie sorelle mi danno ai nervi.

(http://www.letturegiovani.it/E-book/Gian%20Burrasca.pdf)  

Il diario è anche un giornale, quando segue una regolarità nel suo svolgersi. Un esempio molto attuale di diario – giornale è quello sul web, nella forma del blog (weblog), che va tenuto aggiornato nella logica dei siti in rete – vedi per esempio il blog didattico che ho tenuto per insegnare agli alunni a scrivere con la consapevolezza della condivisione: https://icferrari.wordpress.com/ che recita nella sua intestazione:

Carissimi amici, oggi inizio questo contatto con voi per comunicare esperienze didattiche con la classe dell’Istituto “P. Ferrari” di Pontremoli dove insegno lettere. Saranno i miei alunni a scrivere quello che riterranno importante da condividere dei nostri giorni più belli di scuola. Prof. Maria Luisa Necchi (15/03/04).

Nel caso del blog, gli articoli sono catalogati in categorie e in particolare in quello citato se ne contano cinquanta.
Esistono tante tipologie di diari: oltre il diario intimo, il diario di viaggio, il diario di bordo (un esempio è il diario di bordo di Kirk, il capitano dell’astronave Enterprise nella serie Star Trek, ideata da Gene Roddenberry nel 1966, con le date degli anni astrali), il diario di guerra 

Fase 2. Gli alunni in biblioteca. Per leggere dei diari d’autore, i cui testi non sono reperibili sul web, l’insegnante porta i suoi alunni nella biblioteca d’Istituto o della città e, tra quelli che trovano, ne scelgono alcuni da leggere e commentare.

L’insegnante presdispone una verifica intermedia alla classe, la cui consegna potrebbe essere:
Scegli un diario che ti ha colpito particolarmente e descrivilo nella forma; poi commenta il contenuto.

Inoltre, per la ricerca dei testi, si avvale della rete regionale sul portale delle biblioteche in rete per uso gratuito MediaLibraryOnLine: http://www.medialibrary.it/home/home.aspx

In questa fase, l’insegnante fa una scelta di diari da assegnare agli alunni secondo le loro caratteristiche, i loro gusti e le difficoltà dei testi. Per gli alunni con DSA, si procura di consegnare loro delle fotocopie con carattere adeguato, li fa scrivere con il computer e permette più tempo per l’esecuzione. Altri alunni avranno l’appoggio del gruppo o la presenza dell’ insegnante di sostegno.

Alcuni diari d’autore che si possono trovare nelle biblioteche sono, per esempio, questi:

1) Carlo Cassola, Fogli di diario, Rizzoli 1974
                                                                                   XXII
[…] Nell’infanzia la vita che avrei desiderato vivere mi mandò continui messaggi; fu solo nell’adolescenza che la realtà diventò tutto un messaggio. Non c’era più nessuna cosa che desse un suono sordo, perché in ognuna era nascosta un’allusione. Tornò la felicità, una felicità quieta ma continua, di cui godetti per un anno. Poi ricomnciò il dolore di essere escluso dalla vita. Poi è stata un’altalena di questi due sentimenti. Non so cosa sia occorso agli altri: è stata questa la mia vicenda.
                                                                                                                                           21 marzo 1973

 L’insegnante spiega che i fogli di diario di Cassola sono una raccolta di articoli di giornale e che non vi compare un preciso destinatario (come invece succede nel diario di Anna Frank); i ragazzi notano che compare la data. Insieme commentano il testo. Ne emerge che è il racconto di un segmento dell’età e dello spirito dello scrittore.

Gli alunni tentano di scrivere in gruppo una pagina di diario, dove raccontare lo scorrere di una giornata, ma anche le riflessioni personali che possono scaturire da quell’esperienza.
L’insegnante tiene conto del componimento come monitoraggio, per capire se gli alunni hanno chiare le fasi del lavoro fin qui svolto e hanno interiorizzato la forma narrativa del diario.

2) Guareschi, Diario Clandestino, Rizzoli 1968, già reperito sul web e del quale ora possono consultare le pagine, nelle Istruzioni per l’uso la prima frase recita così:

Questo “Diario clandestino” è talmente clandestino che non è pure un diario. […] In verità io avevo in mente di scrivere un vero diario e, per due anni, annotai diligentissimamente tutto quello che facevo o non facevo, tutto quello che vedevo e pensavo.
[…] Fu un lavoro faticosissimo e febbrile: ma, alla fine, avevo il diario completo. Allora lo rilessi attentamente, lo limai, mi sforzai di dargli un ritmo piacevole, indi, lo feci ribattere a macchina in duplice copia, e poi buttai tutto nella stufa: originale e copia.
[…] E, disperse al vento le ceneri del Gran Diario, ho scelto nel pacchetto di cartaccia unta e bisunta qualche foglietto, ed ecco il “Diario clandestino”.

Al di là della singolare introduzione, Guareschi ci dice che cosa si proponeva per scrivere un diario: annotai diligentissimamente tutto quello che facevo o non facevo, tutto quello che vedevo e pensavo.

 E infatti una pagina di diario deve essere scritta ricordando quello che si è fatto (quello che ci sembra più importante) ed esprimendo insieme i propri pensieri.
I ragazzi leggono alcuni passi del Diario e vedono che i capitoli hanno titoli, sono datati e sono suddivisi in tre parti, quelle degli anni della prigionia nei campi di concentramento tedeschi, che lo scrittore racconta da umorista.

3) John Steinbeck, Diario di bordo dal mare di Cortez, Jaca Letteraria, 1983.
I ragazzi constatano che è un romanzo a forma di diario: Steinbeck racconta il viaggio lungo il Golfo della California, dove ritrae l’amico scomparso, il biologo Ed Ricketts; ecco una pagina dove si nota l’interesse dello scrittore per un fenomeno curioso.

12 Marzo
Di mattino siamo arrivati al canale di Santa Barbara e l’acqua oleosa e grigia scorreva in onde lunghe e piatte, e sopra, abbastanza bassa, aleggiava una nebbiolina tale per cui gli uccelli marini sparivano e ricomparivano in continuazione. Poi, fendendo l’acqua come se nuotassero su uno specchio oscuro, le focene ci vennero incontro. Venivao proprio da noi. Le abbiamo viste mutare rotta per  raggiungerci: che animali curiosi. […]

 

Verifica, valutazione, monitoraggio. Gli alunni scrivono un diario tenendo presente le caratteristiche di questo testo. Gli elaborati vengono valutati in decimi, seguendo i criteri stabiliti per le abilità nella lingua scritta che riguardano, in questo caso, la forma del diario (All. 1).
Gli alunni continuano a leggere pagine di diario sul web, per esempio alcuni diari scritti da coetanei, come quelli che compaiono sul blog Luisascuola, nella categoria diari, ad esempio:
https://icferrari.wordpress.com/2010/06/09/incontro-con-le-nonne-3/https://icferrari.wordpress.com/2011/02/15/una-giornata-in-montagna/
dove compaiono, oltre il racconto della giornata, giudizi personali.

Dopo essersi così allenati, gli alunni sono pronti ad affrontare un concorso sulla stesura di un diario.
Il progetto prevede un lavoro di continuità con una classe prima di Scuola Superiore; l’insegnante si è messo in contatto con un Istituto della città e ha programmato con un collega l’ultima fase di questa unità: il bando di un concorso per il migliore diario scritto.
I nostri alunni saranno i concorrenti (o anche alunni di classi parallele) e la classe dell’Istituto Superiore – per esempio un Liceo Pedagogico – costituirà la giuria.
Si stabilisce il giorno del concorso in accordo con i due Istituti e potrebbe essere assegnata la seguente prova:

Racconta in una pagina di diario un’avventura vissuta con un amico in un ambiente nuovo per te. Scrivi in una forma chiara, corretta e personale.

 Gli studenti che compongono la giuria sono stati precedentemente istruiti sui criteri di valutazione: dovranno tener conto della forma, dell’espressione – che dovrà essere scorrevole e personale – della presenza di dialoghi, di eventuali colpi di scena.
Avranno una scala di valutazione (All. 2)

Il vincitore otterrà in premio la lettura del suo diario alle classi della Scuola; avrà ottenuto un ottimo voto in questa unità di apprendimento e l’elaborato sarà inserito nel giornalino d’Istituto o sul blog di classe.

                                                                                                       Maria Luisa Necchi

 

 

 

 

 

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