Dall’osservazione alla descrizione per imparare a comporre

Unità di apprendimento di Italiano per la classe prima
di Maria Luisa Necchi 

Compito unitario. Abituarsi ad osservare il mondo circostante e a descriverne i particolari per riuscire a comporre un elaborato organico e personale; comunicare, poi, le fasi del procedimento seguito e il risultato dell’attività ad una classe quinta.

Competenza. Scrivere correttamente testi descrittivi adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.

Obiettivi di apprendimento.

  1. Descrivere oggetti, luoghi, persone e personaggi, esporre procedure selezionando le informazioni significative in base allo scopo e usando un lessico adeguato all’argomento e alla situazione.
  2. Riferire oralmente in modo chiaro; esporre le informazioni secondo un ordine prestabilito e coerente, usare un registro adeguato all’argomento e alla situazione, controllare il lessico specifico.

Obiettivi formativi. L’alunno:
– osserva un ambiente nel suo insieme e nei particolari;
– descrive con precisione il tutto e le sue parti;
– espone il procedimento ad una classe quinta dell’Istituto Comprensivo per la continuità.

Attività laboratoriali. Fase 1. L’insegnante porta gli alunni ad osservare correttamente. L’insegnante invita gli alunni a guardare dalla finestra il cortile della scuola: dovranno dire quello che vedono.

Fig. 1

(Foto del fotografo Vittorio Puggi1)

Dapprima essi raccontano in modo casuale quello che hanno davanti a sé, passando da un’immagine all’altra senza un ordine; successivamente l’insegnante li invita ad essere più attenti e ad osservare con metodo, cominciando a guardare da una parte per allargare poi lo sguardo e spaziare per tutto il giardino e chiede loro di “raccogliere dati”, che serviranno per la successiva descrizione. In gruppo i ragazzi mettono insieme le informazioni e le leggono all’insegnante, che capisce quello che hanno visto e quello che è passato inosservato alla loro attenzione; qualcuno potrà avere notato dei particolari interessanti! L’insegnante procede e fa leggere brani descrittivi d’autore, per esempio: “Giallo e blu dell’estate” di Vincent Van Gogh (All. 1), “Colori d’Autunno” di Alessandro Manzoni2, “Un inverno memorabile” di Grazia Deledda3. Dopo avere commentato insieme, i ragazzi si accorgono della bellezza delle descrizioni lette e capiscono che per descrivere con precisione e suggestione bisogna osservare bene, quindi tornano a vedere il cortile una seconda volta e aggiungono elementi alla loro precedente descrizione. Poi l’insegnante  fa osservare la classe in modo più dettagliato: hanno davanti una betulla ed è una giornata d’autunno. La osservano nei particolari e quindi leggono la lirica “Ci sono betulle anche di notte4 di Alda Merini e i ragazzi si accorgono che ogni elemento della natura può suscitare sentimenti e immagini, che i poeti con la loro arte sanno interpretare in modo singolare:
Tu non sai: ci sono betulle anche di notte
levano le loro radici, e tu non crederesti mai
che di notte gli alberi camminano o diventano
sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi
diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono,
vanno lasciati volare tra gli alberi
come usignoli pronti a morire.

Poi leggono la poesia “Le betulle”5 di Margherita Armone, che oltre a comunicare la sensibilità della poetessa, insegna a cogliere particolari effetti delle betulle in primavera:

Guardale, guardale..
si atteggiano al vento,
si riflettono al sole,
sgargianti colori
spezzano su quel letto
a color tinta erbacea;
altezzose e affascinanti;
ne vado assai fiera
delle betulle a primavera.

L’insegnante fa riflettere sulla diversità tra “guardare” e “vedere ” e gli alunni cercano di definire i due concetti con le proprie parole.
Infine descrivono individualmente l’albero della betulla (nome del quale avranno cercato l’etimologia) e l’insegnante dà un voto.
Si torna a “vedere” la betulla: si sente un canto, c’è un pettirosso. La descrizione continua e si arricchisce.
Ora un momento di piacevole pausa e di riflessione: l’insegnante fa notare che dall’osservazione e dalla descrizione si può giungere alla creazione di fiabe per bambini e legge “L’abete” di Hans Christian Andersen (All. 2).

Fase 2. La descrizione nei diversi linguaggi. Si approfondisce il concetto di descrizione e si conclude che essa è adeguata all’argomento che si tratta e le discipline con i loro linguaggi esauriscono in modi diversi le caratteristiche di quello che si vuole rappresentare. Anche la geometria descrive infinite  figure e lo fa con chiarezza e univocità: per descrivere, per esempio, il trapezio isoscele è sufficiente dire che è una figura piana a quattro lati, due dei quali paralleli e di lunghezza diversa, due non paralleli di uguale lunghezza. Con tre indicazioni di misure si “fissa” quel trapezio e quello soltanto, lo stesso per ogni osservatore. È quindi bastato dire il numero, la posizione e le lunghezze dei lati per descrivere in modo univoco questa figura geometrica.
Istintivo ed immediato è il linguaggio del disegno e della pittura.

Fig. 2

Già nelle antiche iscrizioni rupestri – ad esempio in Liguria, Valcamonica, Valtellina, Lunigiana6 – linee e colori si uniscono per comporre l’immagine, una stilizzazione che coglie e trasmette le caratteristiche essenziali di quello che si rappresenta.

Nel campo della tecnica, un ingegnere e un architetto descrivono attraverso piante,  prospetti, sezioni eccetera.

Fig. 3

I grandi pittori creano opere d’arte che comunicano aspetti della realtà e sentimenti: l’insegnante cerca sulla rete il dipinto di Caravaggio “Canestra di frutta7, che proietta sulla lavagna interattiva per mostrarlo a tutta la classe; guida l’osservazione dell’opera ed ogni alunno trova un particolare e lo illustra attraverso la descrizione e l’interpretazione.
Leggono un commento in http://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/canestra-di-frutta-caravaggio.html (All. 3) per imparare a vedere e interpretare l’opera.
Anche la scultura può descrivere un aspetto della natura: sulla LIM viene condivisa l’immagine della statua che raffigura un albero e il relativo commento, pubblicati dal sito: http://iltirreno.gelocal.it/regione/2014/08/07/news/lo-scultore-degli-alberi-ci-racconta-a-boboli-l-arte-nella-natura-1.9726520.
L’insegnante spiega ai ragazzi che la fotografia descrive, non solo perché riproduce fedelmente un’immagine che il fotografo ha davanti a sé, ma perché comunica quello che in un particolare momento e da una particolare angolatura, il fotografo vede in quell’immagine e vuole comunicarlo ad altri: vedi la foto sotto di Henri Cartier Bresson8.
Fig. 4

Si prosegue, facendo notare che la natura, il mondo, le cose e le persone sono rappresentate anche dal linguaggio dei suoni, talvolta associato a quello delle parole. Legge La fontana malata9 di Aldo Palazzeschi (All. 4).
Gli alunni ascoltano poi “I pini di Roma” di Ottorino Respighi per capire quanto la musica descrittiva abbia forza nel trasmettere messaggi ed emozioni: in  https://www.youtube.com/watch?v=rjWsW5QBYlc.
In seguito si  ascolta anche “Il mormorio della foresta” di Wagner: in https://www.youtube.com/watch?v=3XFVTrrHYnc.
Ma il linguaggio più complesso è la lingua che, sia nella forma della poesia che della narrativa, sa descrivere con puntuale precisione e ricchezza di particolari. L’insegnante legge “San Martino” di Giosuè Carducci10, che la classe vede anche proiettata sulla LIM.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

 

Gli alunni trovano le parti più propriamente descrittive: i colli sono irti, la giornata è di nebbia, il vento rimbomba e il mare è agitato e genera onde spumose; così con gli odori e i suoni: il profumo del mosto, il fischio del cacciatore… poi il rosso di sera e l’emigrazione degli uccelli.

Particolarmente efficace nella descrizione è la lirica “La pioggia nel pineto”  di Gabriele D’Annunzio, che interpreta in ogni componente il bosco con un’ immagine descrittiva ed emotiva11.

Fig. 5

Gli alunni sottolineano le parole che indicano un particolare descrittivo e capiscono che la descrizione non si fa solo attraverso gli occhi, ma con tutti i sensi.
[…]

Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,

[…]

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.

[…] [1]

Spesso anche i romanzi contengono brani lirici e l’insegnante sceglie da “I Promessi Sposi”  di Alessandro Manzoni il pezzo “Addio monti” 12 per le sue parti che ricordano l’ambiente e lo interpretano attraverso il sentimento: ogni tratto del luogo è descritto nei suoi particolari, tanto da evidenziare l’amore e l’attaccamento alla terra nativa e il dolore di lasciarla, nella storia della sua gente e in particolare di Lucia.

Fig. 6

L’insegnante legge alla classe il brano

Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta; s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a’ suoi monti13.

Gli alunni analizzano il brano, facendo riferimento ai passi descrittivi oggettivi e a quelli descrittivi soggettivi. L’insegnante dà un voto ad ogni singola verifica.

Per gli alunni con difficoltà di apprendimento e di attenzione e per gli alunni stranieri avrà scelto un brano più semplice – per esempio, “Lo stagno”, in http://unascuola.it/il-testo-descrittivo/lo-stagno/. A quelli con DSA avrà messo a disposizione il computer per la scrittura e avrà loro concesso più tempo di esecuzione.

In un secondo momento, l’insegnante legge un brano epico tratto dall’”Iliade” di Omero, per fare conoscere a che livello può giungere la descrizione in questo tipo di testo attraverso l’arte del grande scrittore: il duello tra Ettore e Achille:

Come nel cuor della notte s’avanza tra gli astri la stella
di Espero, che nel cielo è l’astro più bello,
veniva luce così dalla punta aguzza dell’asta, che Achille
agitava nella sua destra, volendo la morte d’Ettore divino,
scrutando il suo bel corpo, dove più restasse scoperto.
In ogni altra parte gli coprivano il corpo le armi di bronzo,
belle, tolte di forza a Patroclo, dopo averlo ammazzato;
ma restava scoperto dove divide il collo dalle spalle la clavicola,
alla gola, dove la fuga della vita è più rapida:
lì lo colpì Achille divino con l’asta, mentre attaccava,
la punta passò parte a parte, attraverso il tenero collo;
ma il frassino armato di bronzo non tagliò la trachea,
affinché potesse parlargli, rispondendo alle sue parole.
Cadde nella polvere
14.

Gli alunni sono invitati ad una riflessione finale e commentano quanto hanno fin qui studiato: emerge che i vari linguaggi rappresentano e descrivono il mondo in tutte le sue manifestazioni per comporre un insieme: l’armonia dell’uomo.

Verifica, valutazione, monitoraggioL’insegnante fa eseguire una prima verifica sui contenuti studiati nell’unità ponendo la seguente consegna:
Spiega che cos’è una descrizione, sia che riguardi un elemento della natura, sia un oggetto, una persona o un’azione. Fai esempi concreti riferendoti ai vari linguaggi.
In seguito, esegui  la descrizione di una stanza della tua casa ambientandovi un momento di vita familiare che racconterai.
Gli alunni con difficoltà svolgeranno invece la descrizione del giardino della scuola, sul quale si è svolta l’osservazione della classe.
La valutazione sarà orientata ad attribuire il livello di accettabilità a chi avrà descritto in modo pertinente e con diversi particolari; il livello di eccellenza a chi avrà svolto in modo corretto, esauriente e originale tutta la traccia.
Seguirà una seconda verifica per dimostrare la competenza: gli alunni illustreranno ad una quinta classe della scuola primaria dell’I. C. il lavoro svolto nelle sue fasi e spiegheranno il concetto di descrizione con esempi concreti.
L’insegnante valuterà singolarmente le prestazioni degli alunni nella nuova situazione.
Un’ultima verifica potrà essere quella di creare un testo narrativo collettivo dove compaiano elementi descrittivi dell’ambiente e delle azioni, che potrà anche essere stampato e consegnato alle famiglie in un incontro stabilito, oppure potrà essere pubblicato in un blog di classe.

                                                                                  Maria Luisa Necchi

 

 

 


  1. http://vittoriopuggioni.it/ambiente-e-paesaggi/valle-daosta/vittorio-puggioni-betulla-in-autunno-1234/ 

  2. A. Manzoni, I promessi Sposi, le prime dieci righe del cap. IV, in http://www.classicitaliani.it/manzoni/ps04.htm

  3. G. Deledda, Cosima, http://www.intratext.com/ixt/ITA0849/_P4H.HTM, fino a montagna 

  4. https://speradisole.wordpress.com/2009/12/04/tu-non-saici-sono-betulle-anche-di-notte-alda-merini/ 

  5. http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-63692 

  6. Fotografia in http://www.cittadellaspezia.com/Lunigiana/Cultura-e-Spettacolo/Scoperto-nuovo-sito-di-incisioni-165270.aspx 

  7. http://www.arte.it/opera/canestra-di-frutta-1625 

  8. http://www.fineartsmag.com/street-photography-cartier-bresson-e-i-suoi-consigli/ 

  9. http://www.oilproject.org/lezione/palazzeschi-la-fontana-malata-commento-parafrasi-futurismo-crepuscolarismo-13110.html 

  10. http://balbruno.altervista.org/index-272.html 

  11. La fotografia è tratta da http://www.skuola.net/appunti-italiano/gabriele-dannunzio/pioggia-pineto.html 

  12. http://www.compitilastminute.com/articles/parafrasi-addio-monti.html 

  13. Immagine tratta da: http://amoillario.blog.tiscali.it/2005/11/20/uno_dei_brani_pi___belli_dei__quot_promessi_sposi_quot__1529421-shtml/ 

  14. http://www.pianetascuola.it/risorse/media/secondaria_primo/italiano/giallo_rosso_blu1_epica/leggi_ascolta_epica/iliade/il_duello_finale/il_duello_finale.pdf 

8 Comments:

  1. Se qualche collega volesse contattarmi per discutere su una mia unità di apprendimento, può scrivermi a questo indirizzo:
    marialuisa.necchi@istruzione.it

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