Conoscere un materiale e i possibili processi d’uso: il fieno

Unità di apprendimento di Tecnologia per la classe prima
di Alessandro Lanza

Compito unitario. Costruire i concetti di fieno, erba, prato, ricavando le informazioni dall’analisi delle competenze pregresse e dai testi messi a disposizione nel web. Esporre i dati elaborati su un tabellone.

Competenza. Organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo, utilizzando varie fonti.

Obiettivi di apprendimento.

  • Ricavare informazioni sulle caratteristiche d’uso di un materiale.
  • Rappresentare i dati dell’analisi attraverso tabelle, diagrammi, testi.

Obiettivi formativi. L’alunno:

  • apprende  e utilizza modelli logici per la costruzione della conoscenza;
  • utilizza strumenti informatici per acquisire, elaborare e salvare in cartelle i dati necessari per la ricerca;
  • utilizza il linguaggio sia scritto sia iconico per esporre i risultati del lavoro di ricerca effettuato.

Attività laboratoriali. Il percorso di lavoro conduce l’allievo ad osservare e analizzare in modo sistematico la realtà tecnologica al fine di stabilire confronti e relazioni qualitative e quantitative tra i materiali, i semilavorati, gli oggetti e i sistemi produttivi.

Fase 1. Costruire la conoscenza con modelli logici fondamentali. Scriviamo alla lavagna un certo numero di parole che possono avere significati diversi e insistiamo sul fatto che, per conoscere a pieno il significato di ciascuna di esse, occorre definirne il concetto.
Invitiamo i ragazzi a scrivere sul quaderno quel che conoscono, o intuiscono, del significato delle parole che abbiamo elencato alla lavagna e al termine del tempo messo a disposizione, al massimo cinque minuti, socializziamo i risultati.
Si potrà verificare che molti termini sono misconosciuti, altri sono ben chiari nella mente dei ragazzi, altri ancora sono del tutto sconosciuti. Proponiamo allora un modello logico, utilizzabile in ogni campo della conoscenza, il modello Co.Co., acronimo di Costruzione del Concetto.1,2
Dopo aver scelto il termine da analizzare, occorre rispondere ad alcune domande. Tali risposte, sommate tra loro, forniranno un testo di tipo paratattico, frammentato, elementare ma analitico che, con opportune revisioni, assume l’aspetto di testo ipotattico, coeso, articolato, ma fluido.
Le domande sono:
− come si chiama? Qual è il suo nome?
Che cos’è? A quale categoria appartiene?
A cosa serve?
Da quali parti o componenti o elementi è composto?
Quali sono le sue caratteristiche? Come si presenta? Di che cosa è fatto?
Inserite in una tabella a colonne, formano una struttura facilmente fruibile e soprattutto pratica ed efficace.

modello co.co

Disegniamo il modello alla lavagna, scrivendo le domande nella relativa colonna poi, dopo che i ragazzi hanno copiato sul quaderno, invitiamoli a ragionare, a gruppi di due, sul termine “fieno”, compilando la tabella in ogni singola parte, per un tempo di lavoro di almeno quindici minuti.
Trascorso il tempo concesso, un gruppo per volta, alla lavagna, esporrà i propri risultati e raccoglierà quelli di tutta la classe.
Il testo paratattico ottenuto dovrebbe essere del tipo: “il fieno è erba tagliata e secca; serve come alimento per gli animali, tranne per i maiali che non lo digeriscono; è composto dagli steli e dalle foglie dell’erba; è conservato nei fienili, compresso in balle”.
Prendiamo per buono quello che i ragazzi autonomamente hanno prodotto poi, al fine di migliorare sia la comprensione sia le conoscenze, invitiamoli a cercare nel web ulteriori informazioni, a casa, discutendo anche con i familiari, in modo da instaurare un dialogo produttivo e arricchente:  http://www.treccani.it/enciclopedia/fienohttp://it.wikipedia.org/wiki/Fieno .
Con lo stesso criterio, proponiamo l’analisi dei concetti di “erba” e “prato”, da svolgere a casa, ricercando autonomamente le informazioni in Rete, oltre a seguire alcuni siti riportati a titolo di esempio, come traccia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Erba_%28botanica%29
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/E/erba.shtml
http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/e/erba.aspx?query=erba
http://www.treccani.it/vocabolario/erba
http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/p/prato.aspx?query=prato
http://it.wikipedia.org/wiki/Prato_%28agricoltura%29
Dopo aver socializzato, come sempre, i risultati delle ricerche, sia individuali sia di gruppo, abbiamo ulteriori informazioni relative ai termini “erba” e “prato”. Ecco cosa si potrebbe avere a disposizione:

L’erba è l’insieme delle piante basse, con fusto verde e non legnoso. Si tratta solitamente di piante annuali, ma non sono rare le specie biennali o perenni che, dopo l’appassimento della parte aerea, rinascono l’anno successivo per la sopravvivenza della radice, in stato di quiescenza durante la stagione sfavorevole.
Molte erbe trovano utilizzazione in cucina come erbe aromatiche, mentre in campo erboristico si adottano coltivazioni di erbe medicinali o officinali, che presentano proprietà curative e benefiche riconosciute dalla medicina.
Il prato è un’estensione di terreno coperto da erbe spontaneee, o seminate appositamente per uso agricolo, di pascolo, o semplicemente a scopo ornamentale o destinato a terreno di gioco.
Viene classificato, con i criteri catastali, secondo le finalità d’uso, in:
◊ prato propriamente detto, che è un terreno comunque situato, che produce erba da falciare almeno una volta all’anno;
prato irriguo,che è un terreno come il precedente che però fruisce di una irrigazione;
prato erborato,che è un terreno come quello del primo caso, ma sul quale insistono alberi o filari di vite, allineati o sparsi, purché il prodotto di questi sia rilevante ai fini del reddito;
prato a marcita, che è un terreno a prato perenne, irrigato con acqua propria o d’affitto anche durante l’inverno e che possa essere falciato subito prima o subito dopo l’inverno;
prato irriguo arborato, che, a differenza del prato arborato prima descritto, gode di irrigazione ad acqua propria o d’affitto.

Fase 2. Applicare il modello per lo studio di un materiale. L’autrice del testo, di cui alla nota 1, ottima docente, esperta in campo pedagogico, profonda conoscitrice delle dinamiche relative all’apprendimento, ci propone il modello W.H.W. per riflettere sulle azioni della vita quotidiana.
Rispetto alle Scienze, profondo e vastissimo ambito culturale in cui sono state raccolte le deduzioni sull’esistente in Natura e nella quale non c’è possibilità di cogliere la mano dell’uomo come agente di modifiche ma solo leggere lo svolgersi immutabile delle cose e degli eventi, la Tecnologia presenta l’opera dell’uomo, finalizzata al raggiungimento di obiettivi che si è posto per vivere al meglio quanto gli è offerto dalla Natura.
Il modello WHW ci fa riflettere sulle nostre azioni, che presentano tre aspetti costanti:
che cosa facciamo (what)
come lo facciamo (how)
perché lo facciamo (why)
che ci permettono di sistemare e organizzare i dati e le informazioni, distinguendo:
la conoscenza dichiarativa, quella che dichiara cosa viene fatto;
la conoscenza procedurale, che definisce la procedura, il come viene fatta un’azione o un’operazione;
la ragione, ossia il motivo, il perché si fa quella azione od operazione.

Il modello si presenta secondo la tabella:

modello whw

Come sempre, disegniamo la tabella alla lavagna, oppure la presentiamo già pronta se usiamo la LIM, e invitiamo i ragazzi a copiarla sul quaderno, poi diamo brevi spiegazioni su come compilarla; il compito degli alunni sta nel trovare i termini adatti, i verbi-funzione corretti, le spiegazioni esaustive, anche se semplici, ma corrette.
Il lavoro va svolto a gruppi di due, in un determinato spazio temporale, breve, per avere il materiale necessario per la successiva discussione e socializzazione; il docente ha solo il compito di vigilare sul clima sereno di collaborazione che si deve adottare, ma non di correggere o suggerire.
Questo atteggiamento neutro del docente serve per stimolare nei ragazzi la presa di coscienza delle loro possibilità e capacità, base indispensabile per accrescere sia la conoscenza sia l’autostima.
Si potrebbe ottenere un risultato del genere:

Immagine3

Testo finale completo:

L’erba viene tagliata con le barre falcianti per separare la parte aerea dalla radice. L’erba tagliata viene lasciata sul terreno in strisce o andane; con la barra falciante che, al suo passaggio, deposita il materiale tagliato secondo la linea di taglio; si fa per permettere l’iniziale essiccazione degli steli. L’erba tagliata viene rivoltata più volte al giorno, per 3-4 giorni; si usa il voltafieno, attrezzo trainato, in cui sono presenti uno o più girelli, bracci dotati di denti strigliatori che sollevano il fieno da terra, gettandolo in aria, voltandolo; si fa per voltare, capovolgere la massa che sta asciugando e per permettere una più veloce essiccazione. Il fieno prodotto viene raccolto in andane con il ranghinatore o andanatore, attrezzo trainato, che ammassa l’erba secca secondo una linea di lavoro per predisporre il materiale per la successiva operazione di raccolta meccanizzata. Il fieno prodotto viene raccolto e imballato con le rotoimballatrici, che convogliano il fieno in una camera di compressione, fornendo un grosso cilindro da 2-5 quintali, o con le presse quadre, che comprimono il fieno a forma di parallelepipedo di 30-40 kg; si fa per facilitare il trasporto e l’immagazzinamento.

Il testo prodotto, molto importante perché permette di comunicare agli altri quanto si è analizzato ed elaborato può, in un primo momento, assumere l’aspetto paratattico ma, al fine di evitare ripetizioni e lungaggini, potrà apparire più scorrevole, ipotattico, utilizzando la normali prassi sintattica e grammaticale.

Fase 3. Realizzare il prodotto. Il tabellone conclusivo, formato dalle tabelle prodotte, conterrà tutto il processo logico e, con l’aiuto di colori diversi per il testo finale o per le singole parti, in colonna, si potranno cogliere gli aspetti significativi delle varie sezioni; la creatività dei ragazzi e il loro senso estetico forniranno un valido incentivo a consultarlo.

Verifica, valutazione, monitoraggio. Il monitoraggio riguarderà lo sviluppo nei ragazzi delle capacità di:
– accedere e usare le informazioni. Gli alunni trovano nel docente la relativa sicurezza di cui possono aver bisogno per procedere nel caso di incertezze e confusioni; compito del docente, oltre a fornire aiuto e rassicurazioni, è quello di annotare i comportamenti al fine di cogliere, nei momenti successivi, l’evoluzione sia del modo di procedere nel lavoro sia del livello di autostima ingenerato;
– lavorare con strumenti informatici, prelevando, copiando, tagliando, incollando, salvando in cartelle o files quanto stanno trattando.
Il controllo sulla costruzione dei concetti, messi in atto dai gruppi di lavoro, deve tenere conto della correttezza del ragionamento e dell’accuratezza nella scelta dei termini da usare; nei casi di difficoltà rilevata o latente in certi soggetti, si tenderà a far usare loro dapprima il linguaggio familiare per poi arricchirlo a piccoli passi con uno più aderente all’oggetto di studio e di analisi; è obbligatorio, comunque, il rispetto delle regole della lingua italiana.
Le verifiche procederanno sullo stesso standard di regole d’uso e riguarderanno la correttezza sia dell’applicazione del software sia della parte grammaticale e sintattica, oltre alla logicità del ragionamento, tenendo presente che tante possono essere le ipotesi di lavoro, ma tutte devono essere vere, reali e verificabili.
Il livello di accettabilità riguarderà chi ha prodotto il lavoro in modo semplice, anche se con qualche supporto del docente, e che si è impegnato secondo le capacità in possesso, collaborando nel gruppo e nella discussione. Il livello di eccellenza andrà a chi ha usato il linguaggio formale in modo corretto ed esaustivo, ha fornito dettagli nella spiegazione orale, ha usato in modo corretto e creativo il software a disposizione ed è stato disponibile ad aiutare chi ha avanzato richieste di spiegazione o di supporto.

Alessandro Lanza


  1. Maria Famiglietti – DNA della Tecnologia, METODO. Edizioni Il Capitello, Torino, 2012. pag.60, 61. 

  2. Alessandro Lanza – Didatticare.it –  Analizzare il concetto di materiale e scoprire a quali operazioni può essere sottoposto per diventare “oggetto” – Unità di apprendimento di Tecnologia per la classe prima – 10 settembre 2012. 

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