Analizzare ragioni e conseguenze delle guerre per le “risorse”

Unità di apprendimento di Storia per la classe terza
di Porzia Volpe

Compito unitario. Apprendere, con l’uso di carte geostoriche, giornali e documenti, le origini e i motivi di alcuni conflitti etnico-territoriali per il dominio delle “risorse” esauribili come acqua, petrolio, foreste e minerali, operando collegamenti con le dinamiche politico-economiche internazionali. Organizzare, anche in collaborazione con gli enti locali, un Forum con esperti per sensibilizzare il pubblico scolastico e cittadino, durante il quale distribuire un depliant divulgativo realizzato per l’occasione.

Competenza. Informarsi su fatti e problemi contemporanei anche mediante l’uso di risorse digitali.

Obiettivi disciplinari
Storia
1
Ricostruire la trama dei rapporti politico-economico-sociali alla base di un evento bellico.
2. Riconoscere la contemporaneità di fenomeni del passato, anche in luoghi lontani.
Geografia
1.
Leggere e interpretare carte tematiche di differenti periodi storici e realtà geografiche.
2. Adottare comportamenti responsabili per il rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali.

Obiettivi formativi. L’alunno:
– individua sulla carta geografica i territori ricchi di risorse esauribili come acqua, petrolio, foreste e minerali;
– comprende le dinamiche politiche ed economiche internazionali all’origine delle guerre contemporanee;
– espone il percorso di approfondimento attuando con la classe un depliant divulgativo e un Forum rivolto rivolto alla cittadinanza;
– adotta comportamenti responsabili nell’uso delle risorse.

Attività laboratoriali. L’attività si propone di analizzare le ragioni di alcuni eventi bellici dell’epoca contemporanea, facendo scoprire che, spessissimo, un contrasto tra Stati nasce per il solo approvvigionamento di risorse, qualunque esse siano: tutto per tutelare il benessere e l’indipendenza economica di una nazione o di una parte della popolazione.
Si vuole far comprendere che:
– nonostante i network d’informazione focalizzino l’attenzione su determinate realtà, a livello internazionale, esiste una rete politico-economica che, per interessi e diplomazia, non sempre vuole far emergere scomode verità.
– Per sostenere il nostro tipo di civiltà e benessere (cui non si vorrebbe mai rinunciare), diventa necessario l’accaparramento di risorse. Alcune guerre, allora, ritenute lontane saranno analizzate in modo più critico rendendo più consapevole l’utilizzo di quelle risorse, causa di lotta tra popoli.

Fase 1. Il significato di risorse. Il docente avvia un brainstorming:

            –  Che cosa significa il termine risorse?
            –  Tutti i Paesi possiedono risorse?
           –   Si può arrivare a un conflitto pur di ottenerle o di preservarle?
           –   Che cosa può fare un Paese che ne è privo, ma in compenso
               ha una forte economia?
           –  C’è legame tra povertà e risorse?

Ciascun alunno realizza una mappa organizzata a colonne per quante sono le domande per annotare con ordine, durante la conversazione, quanto emerge. Si ragiona, col vocabolario, attorno al termine risorsa: “mezzo materiale o morale che consente di operare e di fronteggiare necessità e difficoltà” (Sabatini-Coletti).
Per comprendere questa definizione attraverso esempi reali, si risponde ad alcune domande anche riguardanti una giornata tipo:

Schema 1 – Quando si utilizzano le risorse

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Gli alunni riflettono:
1) quasi tutto ciò che facciamo è legato alla presenza o meno di risorse;
2) le risorse sviluppano economia.
Per ciascuna di esse, compilano un elenco utilizzando enciclopedie e Internet1:

Schema 2 – Risorse economiche: tipologie

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Ben si evidenzia la distinzione delle risorse tra naturali e non naturali che sono definite usando il vocabolario. Il docente spiega che, accanto al concetto di risorse naturali, si affianca quello di risorse esauribili. Col docente di Tecnologia si apprende che lo sfruttamento dei beni naturali sta determinando una progressiva diminuzione degli stessi e che vi è una richiesta sempre maggiore soprattutto da parte dei Paesi industrializzati.

Schema 3 – Differenze tra risorse

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Si comprende come una Nazione sia potenzialmente ricca se può contare sulla ricchezza del proprio territorio e com’è implicito difendere a tutti i costi le proprie risorse naturali oltre una loro gestione consapevole. In geografia, si consulta una carta tematica delle risorse energetiche nel mondo, per vedere quali paesi ne possiedono maggiormente, e si realizzano, nell’ora di matematica, grafici e istogrammi.

Con la domanda: Come può uno Stato, privo di risorse naturali, approvvigionarsi delle stesse? gli alunni si confrontano:

  • Le acquista da altri Paesi;
  • Stabilisce rapporti commerciali con i Paesi che le possiedono;
  • Rafforza le proprie risorse non naturali, anche per commerciare;
  • Attua una politica economica a sostegno delle proprie imprese specie se queste prevedono attività di estrazione in altri Paesi: sarebbe una presenza a tutti gli effetti di uno Stato in un altro, velata da intenti economici;
  • Finanzia progetti per l’uso di energie alternative;
  • Può attaccare un altro Stato, stabilirsi su un territorio (isola, fiume…) o attuando una politica di incidenti diplomatici o intervenendo militarmente con “false” motivazioni di autodifesa.

Gli Schemi 2 e 3 sono inseriti nel depliant realizzato, durante l’ora di Informatica, col programma Publisher. I testi, elaborati sia da gruppi di alunni sia individualmente, sono supervisionati dal collega di Italiano. Alle pagine del pieghevole si dà il titolo delle fasi laboratoriali.

 Fase 2. Il colonialismo e le risorse.  Il docente apre una finestra di raccordo con il programma di storia parlando del colonialismo tra ‘800 e ‘900 che, partito dapprima per spirito di conquista territoriale, si è trasformato in scoperta e accaparramento di risorse. I ragazzi, divisi in gruppi da quattro, compiono ricerche secondo le aree colonizzate. In classe, in cooperative learning, si confrontano: sulle notizie storiche e, con il supporto di carte tematiche, sulla attuale presenza economica straniera nei paesi cosiddetti sottosviluppati.

Si sceglie di soffermarsi sul continente africano perché particolarmente preda degli interessi esteri. Durante l’ora di geografia, si studia sia la parte geo-storica che la parte economica. Si apprende che l’Africa è un continente ricchissimo di materie prime, profondamente lacerato, però, da un’instabilità politica. Sul planisfero, s’individuano gli Stati martoriati dalle guerre civili, etniche, politiche e militari. Utilizzando cartine tematiche, tra cui quelle delle risorse minerarie, e storiche si compiono raffronti tra:
1) la ricchezza di risorse naturali e la presenza coloniale;
2) la presenza di miniere e l’attuale situazione politica;
3) la ricchezza del territorio e le divisioni territoriali a stampo etnico.

Gli alunni riflettono sulle cause del sottosviluppo africano:

  • Il continente è visto solo come fonte di sfruttamento e assiste al seguito del colonialismo, oggi non più di tipo imperiale ma economico;
  • È colpa della presenza straniera se l’economia africana non decolla;
  • L’instabilità politica non può generare stabilità economica. Quindi, “fa comodo a qualcuno” che l’Africa sia dilaniata da lotte intestine;
  • Le guerre africane sostengono il traffico legale e illegale delle armi, prodotte da Paesi evoluti o con dittature militari (Corea del Nord);
  • Le multinazionali non investono in Africa, utilizzando le risorse nel posto e dando lavoro alla sua popolazione. I suoi abitanti, così, sono costretti a emigrare. Nei paesi di accoglienza sono riservati loro i lavori più umili;
  • Dove c’è povertà, spesso, c’è lotta per le risorse;
  • Nonostante il superamento del pregiudizio razziale, esiste impercettibilmente a livello globale il concetto di superiorità della razza bianca.

Sia le cartine tematiche che le suddette cause diventano parte integrante del depliant tali da dimostrare la relazione risorse naturali/colonialismo/povertà.

Uno sguardo particolare va al Sud Africa. Si propongono ai ragazzi alcune immagini della sua popolazione: notano che qui gli abitanti sono prevalentemente bianchi e si collegano al colonialismo. Apprendono la presenza delle miniere di diamanti, attraverso altre immagini e leggendo articoli di incidenti minerari tratti da Internet. Hanno, così, l’ulteriore conferma che a detenere il monopolio di un importante settore siano sempre bianchi e che gran parte della popolazione di colore sia impegnata nello scavo minerario spesso senza garanzie per la sicurezza del lavoro. Durante l’ora di Italiano, si fa riferimento alle recenti notizie della Nigeria dove più di un centinaio di persone, tra cui bambini, sono morte per avvelenamento da piombo nelle miniere di oro.
Con le domande: L’oro serve per la popolazione locale? Chi fa richiesta di oro? Chi regala per Natale o per il fidanzamento, un anello con brillante? Avete mai sentito lo spot: “Un diamante è per sempre”?, i ragazzi meditano sul fatto che è il nostro grado di civiltà, sia con le sue tradizioni sia con la costante brama di possesso, a determinare la richiesta sul mercato di pietre preziose. Comprendono che il legame tra povertà e risorse esiste e la popolazione rimane vittima di un gioco perverso gestito tra chi domanda e chi detiene il potere politico ed economico.

Fase 3. Perché una guerra per le risorse. Il docente chiede di esibire a ciascun alunno il telefonino e di toglierne la batteria. Invita a osservare quelle parti in metallo che determinano il contatto elettrico con la stessa. Dopo, o usando un cellulare danneggiato o un’immagine, ne fa osservare la costruzione interna con tanto di chip, micro batterie, contatti, schede. Chiede:

  • Se dovessi eliminare solo uno di questi piccoli elementi, si potrebbe ancora utilizzare il cellulare?
  • Che cosa fate se il vostro telefonino non dovesse più funzionare?
  • Quanti di voi cambiano il cellulare perché non più di moda?
  • Conoscete il materiale con cui sono costituiti i contatti, micro chip…?

Gli alunni, davvero coinvolti, intervengono esprimendo ciascuno il proprio modo di comportarsi e conoscenze tecniche. In particolare, ciò che interessa è l’elenco dei materiali metallici. Uno di questi non è molto noto e il docente, aiutandosi anche con una scheda tecnica2 parla del Coltan: un minerale molto raro che si estrae in poche miniere al mondo, tra cui quelle nel Nord Kivu, una regione della Repubblica Democratica del Congo; è soprattutto utilizzato per la costruzione delle componenti informatiche nella telefonia cellulare e diverse aziende commerciali ne sono interessate.
Durante l’ora di geografia, si consulta la cartina geografica dell’Africa per localizzare il Congo e i Paesi confinanti. Dalla scheda regionale sul manuale o da ricerche informatiche, gli alunni ricostruiscono il quadro geofisico del Congo, mentre nell’ora di storia ne apprendono la fase coloniale. Conoscono che il Paese è ricchissimo di risorse minerarie tra cui, assieme al coltan, oro, diamanti, cobalto, uranio, rame, oltre a gas e petrolio che potrebbero garantire benessere a tutta la popolazione.3 Tuttavia, per gli interessi: dei vertici politici che stringono alleanze economiche con paesi esteri; dei militari, tra cui il famigerato colonnello Samy che controlla direttamente le miniere; dei Paesi confinanti tra cui Ruanda, Zimbabwe, Uganda, i benefici di questa ricchezza mineraria sono solo nelle mani di pochi. Le conseguenze sono disastrose, non solo sul piano della diseguaglianza sociale. Riguardo al coltan, ad esempio, in molti s’improvvisano minatori pur di avere un guadagno facile. E c’è chi grida allo “scandalo ecologico” per lo sfruttamento nel lavoro e per il danno all’ambiente che procura uno scavo dissennato. L’effetto più grave, però, è da ricercare nel sanguinoso conflitto etnico tra Tutsi e Hutu che da decenni imperversa nella vita congolese. L’origine del conflitto etnico non si ha per differenze tribali ma per ragioni economiche e proprio le risorse minerarie, tra cui il preziosissimo coltan, rappresentano una di queste. Infatti, il Nord Kivu è a prevalenza Hutu e la gestione delle miniere danneggia i perseguitati Tutsi4. Gli alunni compiono una ricerca sul conflitto etnico in atto e scoprono che, già dal 1994, con un picco tra il 1998 e il 2002, migliaia di Hutu si erano rifugiati nel Nord-Est del Congo perché cacciati dalla Regione dei grandi laghi; lì dove un’altra importante risorsa, l’acqua, determina conflitti non solo etnici ma tra gli Stati confinanti.
Durante le attività di Cittadinanza e Costituzione, si analizzano i rapporti di alcune Associazioni umanitarie (scaricabili da Internet)5 e si leggono, con Lettere, articoli di giornale, per ottenere dati recenti sulle problematiche sociali e violazioni dei diritti umani non solo in Congo ma anche in Ruanda, Zimbabwe, Uganda, con i quali operare confronti e scambiare opinioni.
Poi, il docente affida individualmente diversi testi normativi da consultare in classe: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Costituzione Italiana, Costituzioni estere, Costituzione Europea.
Ogni alunno, dietro consegna specifica, dà lettura di articoli da cui desumere i concetti di uguaglianza, rispetto, dignità umana.

Con il docente di Tecnologia si affronta il tema del riciclaggio e dello smaltimento di apparecchiature elettriche e tecnologiche, evidenziando come la nostra mentalità consumistica “usa e getta” non conosce affatto il conflitto che si nasconde dietro ad un rifiuto speciale. Si invitano i ragazzi a riflettere, allora, su come la tendenza modaiola a cambiare spesso il cellulare, contribuisca, in parte, a una lotta etnica che continuerà finché ci sarà una continua richiesta di minerali. Si ricorda inoltre che, in alcune regioni interne cinesi, gran parte della popolazione contadina sta lasciando le campagne per lavorare in enormi discariche di materiale tecnologico specializzandosi nello smontaggio di parti elettriche riciclabili e nel ricavare il famoso coltan. Per il pieghevole, gli alunni elaborano un breve testo sulla guerra per questa risorsa e lo corredano d’immagini.

Fase 4. Le guerre per le risorse. Una volta fatta comprendere la logica che muove una guerra per le risorse, il docente fa consultare lo Schema 2 e chiede:

  • Anche per queste altre risorse sono in corso guerre tra Stati?
  • I conflitti attuali possono nascondere motivazioni legate alle risorse?
  • In televisione, si ascoltano notizie riguardo a eventuali guerre per le risorse?

Divide la classe in piccoli gruppi secondo la tipologia di risorsa e affida la ricerca sul tema “Guerre per le risorse”. Si consultano principalmente siti Internet6 giornali, manuali di storia e geografia, apprendendo che vi sono “guerre per petrolio, acqua, terra, atmosfera: vero volto della globalizzazione economica la cui sete di risorse sta oltrepassando i limiti della sostenibilità e della giustizia”.
In classe avviene il confronto cooperativo; ogni gruppo relaziona utilizzando il planisfero e le immagini ritrovate e compila una tabella:

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La tabella è pubblicata sulla doppia pagina del pieghevole. Sempre sull’acqua, leggono articoli e leggi riguardanti la sua privatizzazione riflettendo sulle conseguenze che ne derivano. Il docente, anche con il collega di Lettere, segue la realizzazione di un decalogo di comportamenti corretti per l’uso consapevole di alcune risorse, da pubblicarsi sempre sul depliant. Ad esempio:

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Accordandosi con enti locali, si organizza il Forum, dove invitare rappresentanti di associazioni umanitarie, Lega Ambiente, politici, altro, e presentare il depliant.
Verifica, Valutazione, Monitoraggio. Gli alunni s’interrogano sul grado di criticità raggiunto nella lettura di fatti e fenomeni contemporanei apprezzando l’acquisizione di nuove conoscenze. Il metodo di lavoro e di ricerca sono determinanti per una valutazione globale così come il livello di partecipazione ai lavori di gruppo. Il contributo alla realizzazione del depliant, sia per la produzione dei testi che per la trasposizione informatica, determina la verifica delle capacità espositiva, elaborazione e sintesi, espressiva. Si utilizzano test con domande a risposta aperta del tipo:

  • Perché il Giordano è fonte di conflitto tra di Stati mediorientali?
  • Quali ragioni muovono il conflitto etnico in Congo?
  • In che modo si è evoluto il colonialismo del ‘900?
  • Perché l’Africa è ancora un paese sottosviluppato?

onde valutare l’acquisizione delle conoscenze, la capacità di stabilire relazioni ieri/oggi, l’uso del lessico specifico in raccordo con le fonti utilizzate. Altri momenti di verifica si hanno con: il commento di articoli giornalistici; la realizzazione di mappe concettuali divise per tipologia di risorsa; la lettura e il confronto di cartine tematiche di alcuni paesi sottosviluppati per valutare la capacità di orientamento spaziale e di stabilire relazioni fra fatti e fenomeni.
La verifica finale consiste nella stesura di testi espositivo-informativi:

  1. Se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del XXI avranno come oggetto del contendere l’acqua”. Partendo dalla dichiarazione del vicepresidente della Banca mondiale nel 1995, Ismail Serageldin, argomenta sulle guerre per l’oro azzurro, basandoti sulle ricerche effettuate.
  2. Scrivi un articolo di giornale col quale fai conoscere la guerra per il coltan. Chiudi con un consiglio sul corretto uso del cellulare.

L’accettabilità è determinata da: raggiungimento di un funzionale grado di criticità nella lettura della realtà, presentazione delle tematiche in modo generalmente corretto con un’espressione chiara e uso del lessico specifico essenziale, individuazione abbastanza appropriata delle relazioni causali, utilizzo adeguato di strumenti.  L’eccellenza è assegnata a: capacità di osservazione attenta e accurata delle realtà storico-geografiche, con corretti riferimenti ad articoli letti e ai dati raccolti, conoscenze complete, pertinente capacità di problematizzazione, sicuro uso degli strumenti disciplinari e del lessico.
                                       

                                                                                                              Volpe Porzia


 


  1. Per conoscere le risorse gas naturale, legno, carbone, si può consultare il recente CD rom Eureka, Energia e Ambiente pubblicato dai Ministeri dell’Ambiente e Istruzione. Si veda sito www.eurekascienza.it 

  2. Inserire la parola “coltan” nel motore di ricerca. Da enciclopedia riassumo: La columbite-tantalite è un minerale ricercato dall’industria tecnologica; serve a ridurre il consumo di corrente elettrica dei chip di cellulari, computer, telecamere digitali. 

  3. Si vedano il libro di Angelo Ferrari, Africa Gialla, Utet, e gli articoli di Massimo Alberizzi inviato del Corriere della Sera. 

  4. La Cina ha stipulato un accordo per lo sfruttamento delle risorse naturali in cambio di infrastrutture. Da qui la protesta del generale Laurent Nkunda che, a capo dell’esercito di ribelli Tutsi nominatisi “Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo” per la difesa delle ricchezze del paese, ha contrastato le truppe governative proprio a Goma, capitale del Kivu. 

  5. Tra cui la Ong Cisvi, l’Agi, Amnesty. Inserire parola “Conflitto Tutsi e Hutu” per utili link; www.missioni-africane.org/160 per conoscere il rapporto tra risorse e conflitti. 

  6. Inserendo la parola chiave Guerre risorse, oltre ad altri link, vedere La guerra mondiale delle risorse naturali; Peace Reporter-Guerre dimenticate per conoscere conflitti e disastri ecologici legati allo sfruttamento delle risorse naturali. 

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