Conoscere il mondo a tavola

Unità di apprendimento di Geografia per la classe terza
di Thomas Gilardi

Compito unitario. Produrre un menù di ricette con i propri compagni, evidenziando gli aspetti geografici e culturali degli ingredienti e delle tecniche di preparazione.


Obiettivi formativi. L’alunno:

  • analizza i più significativi temi riguardanti l’alimentazione (antropici, economici, ecologici, storici) utilizzando fonti varie;
  • apprende  la dinamicità della propria cultura alimentare: ne distingue gli aspetti maggiormente soggetti ai cambiamenti ambientali e culturali;
  • riconosce nell’alimentazione alcuni elementi delle società multiculturali.

Attività laboratoriali. Fase 1. L’insegnante invita gli studenti a scrivere delle ricette che vedono preparare a casa propria. Successivamente si raccolgono e si riordinano tutte le ricette e l’insegnante invita i ragazzi a distinguere i diversi tipi di ricette riguardo a: gli ingredienti (es. locali o esotici), le tecniche di preparazione (es. più o meno lunghe o elaborate), gli strumenti necessari (es. utensili, cotture), le occasioni (es. quotidiano, feste religiose) e la tipicità (es. tradizionale o innovativo). L’insegnante si preoccupa di far emergere le convergenze: le stesse tecniche di cottura o le modalità simili di preparazione; ma anche le divergenze, il diverso di uno stesso ingrediente o la diversa occasione di preparazione di un certo piatto. Si conclude con la raccolta di tutte le ricette, dei loro ingredienti, delle loro preparazioni e di tutte le informazioni ritenute utili per comprendere un certo piatto.

Fase 2. I ragazzi realizzano delle ricerche a partire dalle informazioni raccolte nel corso della fase 1. Inizialmente si divide la classe in gruppi (almeno uno per ogni gruppo di ricette). Le ricerche riguardano l’aspetto particolare che accomuna le ricette del gruppo: per esempio ricette a base di mais, oppure ricette per il Natale… Al termine della ricerca ogni gruppo presenta i risultati alla classe.

Fase 3. Gli studenti elaborano delle ricette originali, combinando sapori, colori e tradizioni diverse. Alcune di queste ricette posso anche essere sperimentate, ma l’attenzione principale è dedicata alla corretta esposizione dei processi di sostituzione degli ingredienti per cause ambientali o culturali, all’osservanza dei precetti religiosi… Le ricette possono essere eseguite singolarmente o in gruppi e al termine della fase sono presentate a tutta la classe. Gli alunni, con la guida dell’insegnante, saranno  attenti a far emergere, per ogni ricerca, gli aspetti geografici: da quelli più semplici relativi alle aree di produzione degli ingredienti , a quelli più complessi, relativi alle tecniche di preparazione e cottura o alle occasioni di consumo. Al termine delle esposizioni, la classe compone uno o più menù di ricette, prendendo in considerazione tutte quelle incontrate nel corso delle attività: da quelle famigliari a quelle inventate.

Verifica, valutazione, monitoraggio.  La verifica della fase 1 è costituita da una prova in cui lo studente deve abbinare correttamente le ricette e le informazioni. L‘accettabilità è data dal corretto abbinamento di almeno il 60% delle ricette. L’eccellenza della prova è fornita dalla rielaborazione corretta di tutte le ricette. La verifica della fase 2 è possibile proponendo agli studenti un questionario che raccolga le informazioni di tutte le ricerche svolte dagli studenti. L’accettabilità della prova è fornita dalla corretta risposta ad almeno il 60% delle domande. Per l’eccellenza è necessario rispondere correttamente ad almeno il 90% delle domande. La verifica della fase 3 è costituita dalla realizzazione di un menù. Gli studenti devono associare correttamente alcune informazioni fornite dall’insegnante, relative a ingredienti, tempi di preparazione, strumenti disponibili, occasione, etc. L’accettabilità è data dalla realizzazione di una ricetta, corredata da argomentazioni con cui l’alunno evidenzia le relazioni geografiche e culturali delle diverse ricette. L’eccellenza richiede una argomentazione ricca e corretta in un intero menù.

 Autovalutazione. Gli alunni sono accompagnati dall’insegnante a riflettere su ciò che mangiano, confrontandolo con ciò che si mangia in altre famiglie e in altre parti del mondo.

Monitoraggio. L’insegnante guida la  raccolta di ricette degli studenti, cercando di evidenziare i casi simili, ma anche cercando di moltiplicare gli esempi utili ad far emergere la complessità della dimensione culturale. Inoltre stimola gli studenti a mettere in relazione il concetto di cultura con le componenti ambientali e storiche di un dato territorio e della popolazione che lo occupa. Nel corso della realizzazione del menù sono messe in risalto le espressioni positive e assertive, gli esempi personali e la disponibilità al confronto della classe, senza giudizio.

Thomas Gilardi

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