Concordare un protocollo per un consumo sostenibile

Unità di apprendimento di Cittadinanza e costituzione per la classe terza
di Elisabetta Conti

Compito unitario. Individuati comportamenti di eco-responsabilità da attuare  a scuola,  concordare con i rappresentanti delle altre classi  un “Protocollo  di sostenibilità”.

Competenza. Riconoscere problemi in contesti diversi e adottare modi di vita ecologicamente responsabili.

Obiettivo di apprendimento. Agire in modo autonomo e responsabile per la conservazione dell’ambiente naturale ed umano.

Obiettivi formativi. 
L’alunno :
– interagisce con i  pari  in  nuovi  gruppi per conseguire un “comune” obiettivo;
– ricostruisce e confronta i concetti di consumismo e di sostenibilità;
– usa un modello per produrre un testo strutturato;
– condivide e promuove a scuola  comportamenti conformi al  principio di sostenibilità.

Attività laboratoriali. Fase 1. Partendo dalla convinzione che sia fondamentale concettualizzare e approfondire le tematiche del consumismo e della sostenibilità, dalle quali scaturiscono modelli di comportamento conformi, la cui assunzione costituisce un campo di prova per la cittadinanza attiva, si propone un percorso in cui ogni studente – lavorando in gruppo da protagonista – sui temi trattati migliorerà la relazione con gli altri e con l’ambiente, procedendo altresì dal sapere al fare, prenderà consapevolezza del suo ruolo nella conservazione o nella degenerazione dell’ambiente naturale.

Attività 1. Determinare i concetti di consumismo e sostenibilità.  Spunto per l’avvio può essere l’abitudine dei ragazzi di lasciare carte a terra o di strappare fogli pur se non sono stati completamente utilizzati. Ogni alunno deve definire sul proprio quaderno, cosa intende per consumismoCosì ciascuno studente, interpellato singolarmente, dovrà enunciare la sua idea1.
Dalla socializzazione delle risposte, collegate in modo sintetico con grafo a ragno, si può rilevare che i ragazzi, hanno una qualche idea di che cosa sia il consumismo, mentre quasi il 99% pensa che la sostenibilità sia il “sostenere qualcuno o un’idea”.

Consumismo
mappa 1


Sostenibiltà
mappa 2

Il docente riferisce che fra i significati dei due termini c’è una ben precisa relazione che è utile riconoscere.

Attività 2. La classe, divisa in due gruppi, cerca ulteriori informazioni sui vocaboli esaminati, il 1° gruppo sul termine consumismo, il 2° su quello della sostenibilità.
Per ridurre i tempi i ragazzi lavoreranno all’interno del loro gruppo in modo cooperativo, sicché ciascun sottogruppo consulterà una sola di queste fonti: a) testi di Tecnologia e di Cittadinanza e Costituzione; b) Internet.
I ragazzi nei sottogruppi si confronteranno e collegheranno le informazioni raccolte da tutti. Ecco una delle risposte date.

Consumismo
Dal latino cum, ossia interamente, e sumere, prendere, sprecare, e dal greco ismo ovvero esagerazione.
Il consumismo è un comportamento che si manifesta con l’acquisto e il consumo incontrollato di prodotti e servizi, spesso non fondamentali, sulla spinta della pubblicità e dei mezzi di comunicazione.

Si è diffuso dalla fine del 700, e sempre più dalla 1a e 2a rivoluzione industriale con le nuove tecnologie.
Con le invenzioni delle macchine industriali c’è stato lo sfruttamento massimo delle materie prime e delle fonti energetiche, si fabbricano una grande quantità di prodotti a prezzi più bassi e anche grandi quantità di scarti e rifiuti.
E’ iniziato un consumo irreversibile di materie prime, l’inquinamento, la distribuzione non giusta dei beni e la lotta operaia con conflitti sociali e internazionali.
Il termine significa anche spreco.

Attività 3. Le nuove conoscenze sono connesse e organizzate con mappe concettuali e condivise poi all’interno del gruppo classe.

mappa 3

Durante la costruzione delle due mappe i concetti di consumismo e sostenibilità attivano un confronto fra i due gruppi classe.
Ad esempio il 1° gruppo, col riconoscere le caratteristiche della civiltà consumistica spinge il 2° a completare la sua mappa, al contempo esso stesso è mosso a differenziare le cause dagli effetti del consumismo.
Tale confronto all’interno del gruppo classe, oltre a far migliorare il lavoro dei due gruppi, ha innescato l’auto-valutazione in itinere, secondo i criteri di completezza, chiarezza, partizione.
Viene elaborata alla Lim e riprodotta sui tablet la seguente tabella confronto:

tab 1

Durante la ricerca la classe si imbatte nelle espressioni “impronta ecologica” e “economia circolare“. Vengono chiesti e sollecitati chiarimenti.
Ecco il plus informativo prodotto dai ragazzi stessi utilizzando le fonti individuate su  Internet.

Impronta ecologica: “indicatore  utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle2”.

Economia circolare3: modello di economia che si rigenera da sola (definizione di Ellen MacArthur Foundation), in quanto  tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro.
Nella economia lineare, invece, terminato il consumo, il ciclo del prodotto finisce, diventa rifiuto e la catena economica si spezza per riprendere daccapo con lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo, smaltimento.
L’economia circolare è, quindi, un  sistema più virtuoso rispetto alla tradizionale economia lineare. Essa  consiste:
1. nell’utilizzo massimo delle fonti di energia rinnovabile (elemento centrale della       sostenibilità);
2. nella forte capacità di innovazione nel costruire prodotti efficienti che non si guastino dopo un breve periodo di utilizzo;
3. nella fabbricazione di prodotti  che, nella loro interezza o nelle loro singole parti, possano essere riciclabili o riutilizzabili in altre forme, così essi sono riammessi nel ciclo produttivo e commerciale invece di diventare per sempre rifiuti.

Si suggerisce di visionare uno schema esemplificativo che ha aiutato i ragazzi nella costruzione della nuova conoscenza: https://maurovarottoblog.wordpress.com/.

Fase 2. Il confronto e le nuove conoscenze rinvenute di economia circolare e di impronta ecologica rende i ragazzi consapevoli  delle loro responsabilità ecologica, economica, sociale. Affiora in essi  il bisogno e il dovere di  assumere condotte ecosostenibili.
Attività 1. La classe indaga gli ambienti della vita quotidiana dove è possibile praticare  la sostenibilità. Si individuano questi ambienti: casa e scuola, strada e palestra.
Poiché  la scuola è la “piccola società” in cui si possono sperimentare – stimolandosi e incoraggiandosi – comportamenti ecosostenibili con l’assunzione di un corrispondente  stile di vita, trasferibile poi “fuori” dall’ambiente scolastico, gli studenti riflettono sui loro consumi a scuola e per la scuola, sui comportamenti sostenibili che possono assumere.
Si riportano alcuni  comportamenti socializzati:

  1. non gettare carta a terra
  2. non sprecare la carta
  3. non graffiare i banchi
  4. non sporcare i muri dell’aula
  5. non tenere acceso il tablet quando non serve
  6. non acquistare prodotti solo perché presentano una tecnologia un po’ più avanzata di quelli che possediamo.

Il docente avvia il problem solving chiedendo ai ragazzi “ Come potreste  condividere tali  scelte con tutta la scuola?”

Il gruppo classe vaglia le  proposte  che sono emerse:  una lettera aperta, un manifesto, … un accordo di corresponsabilità e proprio su quest’ultimo, per la nuova sensibilità dei ragazzi,  gravitano i consensi, perciò si opta per un  protocollo di intesa.
Grazie all’uso della LIM, i ragazzi  individuano e confrontano alcuni protocolli  riportando  sul loro quaderno gli  elementi  strutturali comuni che essi hanno riconosciuto.

Dalla socializzazione delle rilevazioni si concorda tale concettualizzazione.

 Il protocollo è  un documento che descrive un accordo non vincolante per legge. I firmatari si promettono  di conseguire una stessa finalità offrendo  un eguale oppure un  diverso contributo.
 Il registro linguistico è formale,  la comunicazione è essenziale e chiara, con formule fisse. Le frasi sono concise, il lessico deve essere  preciso in modo che non faccia nascere equivoci,  la punteggiatura è accurata.
Queste  le  parti ricorrenti nei protocolli che permettono di costruirne  un  modello:
 I.  Introduzione (Data, luogo, nome dei sottoscrittori, dichiarazione della ragione per cui  sono convenuti, premessa)
 II.  Corpo centrale
1. A) con formule introduttive “Tutto ciò premesso e considerato// However, in some cases depending on the exact wording, MOUs can have the binding power of a  ; as a matter of law, contracts do not need to be labeled as such to be legally binding- si conviene e si sottoscrive fra i firmatari (nomi)  del seguente Protocollo di Intesa quanto segue…
2. B) articoli ognuno con titolo ad esempio:
Art. 1  Il contenuto della premessa è parte integrante e vincolante del presente atto.
Art.  2  Finalità e obiettivi
Art. 3  Impegni dei soggetti
III. Durata
IV.  Rinnovo
V.  Conclusione: formula finale ”Letto, approvato e sottoscritto, seguono firme e   data”.

Attività 2. La classe divisa in gruppi  elabora la bozza di una parte di protocollo  assegnata (esempio, Introduzione o corpo centrale) secondo il modello individuato.
Si fa in modo che ogni parte sia svolta da almeno due gruppi per un confronto e  socializzazione più produttivi.
La redazione finale è affidata ai capigruppo, che presenteranno all’intero gruppo classe il lavoro svolto, il quale vaglierà il protocollo elaborato e si  riconoscerà così nel prodotto finale.

Verifica, valutazione, monitoraggio. Il monitoraggio sarà attuato in itinere.
Verifica. Un questionario vero/ falso e a completamento  proveranno l’acquisizione dei concetti di consumismo e sostenibilità; il docente osserverà i ragazzi nei lavori  di gruppo per il controllo del volume di voce, il grado di collaborazione, l’oggettività nel valutare i vari  contributi, la tensione verso l’adempimento delle consegne.

Verifica finale. La relazione è una tipologia testuale prevista per l’esame di Stato di italiano, è bene che i ragazzi siano preparati ad elaborarne  sistematicamente durante l’anno scolastico, pertanto si darà questa consegna:
 “ Relaziona sull’attività svolta. Indica  per ogni fase  azioni,  conoscenze e abilità  apprese. Valuta  l’esperienza  in rapporto alla finalità e agli effetti prodotti sulla tua vita. Argomenta se e perché  l’esperienza  può essere proposta ad altri coetanei”.      
Valutazione.
L’alunno avrà conseguito gli obiettivi formativi in modo accettabile se è in grado di relazionare sulle principali fasi dell’attività comunicando  parte  degli apprendimenti conseguiti.                 
 L’alunno avrà conseguito gli obiettivi formativi in modo eccellente se è in grado di rispondere alle varie richieste della consegna argomentando una valutazione critica.

                                                                                           Elisabetta Conti



 


  1. Per collegare e radicare le nuove acquisizioni sulle preconoscenze non viene data alcuna informazione, secondo il principio di non inquinamento promosso dalla ricerca di Maria Famiglietti 

  2. Wikipedia 

  3. http://www.ilpost.it/2014/07/05/economia-circolare/ 

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