Comporre insieme una fiaba nuova per raccontarla

Unità di apprendimento di Italiano per la classe prima
di Maria Luisa Necchi

Compito unitario. Dopo avere studiato il genere narrativo “la fiaba”, con la conoscenza delle funzioni di Propp, crearne una a più mani.

Attività laboratoriali. Gli alunni leggono fiabe, studiano la struttura di questo genere narrativo, compongono a più mani una fiaba originale al fine di imparare a scrivere con fantasia e con equilibrio delle parti. Infine ognuno impara a raccontare la fiaba.

Fase 1. Nonna, raccontami una storia. Tutti i bambini, si sa, hanno avuto ed hanno bisogno anche oggi, per necessità di crescita equilibrata e serena, di sentirsi raccontare storie che li incantino, li facciano pensare, ragionare e risolvere i loro piccoli grandi problemi. Anche nella scuola secondaria, in classe prima,  si leggano agli alunni le fiabe, quelle classiche, le più conosciute, ma si lasci che i ragazzi ne scoprano anche altre, quelle nordiche e quelle orientali: fiabe popolari che vogliono sognare il riscatto dei poveri, come Cenerentola1;  gif 1 UA1 Necchi Fiabe che mettono in guardia dal pericolo, come Cappuccetto Rosso2, e fiabe della paura, che spaventano ed insegnano a non inoltrarsi in luoghi pericolosi e sconosciuti; fiabe che vogliono dare una ragione dei fenomeni una volta inspiegabili, come quello delle fiammelle notturne, “le anime in pena”, non altro che fuochi fatui sorgenti dalla terra ricca di gas organici. C’era una volta un re,3  … uno stregone4  gif 2  … una lampada5, ma anche c’era una volta il lupo mannaro6,una fiaba di paura che i vecchi delle campagne raccontavano per tenere lontani i piccoli dai pericoli e per spaventarli, ma dalle quali essi erano anche affascinati, perché permeate di mistero. L’insegnante cominci in prima persona a raccontare una fiaba e proponga la lettura di altre; faccia scegliere agli alunni le prime da leggere: quelle dei loro libri, che porteranno da casa. Ogni bambino potrà anche raccontarle, tutta la classe può disporsi a semicerchio, come davanti ad un camino, luogo preferito dei racconti serali nei tempi passati. Gli alunni potranno disegnare in un cartellone murale la classe che ascolta. In questo momento dell’attività è interessante fare uso del registratore; nel riascolto, l’alunno capirà come ha saputo raccontare e si accorgerà di avere interessato i compagni, se intorno a lui sarà sceso il silenzio. Una volta lette alcune fiabe classiche e raccontate altre di respiro locale, l’insegnante prova a farle catalogare nelle categorie menzionate sopra; poi le fa analizzare nei componenti che più le caratterizzano: la presenza di personaggi fantastici, di elementi magici (come la famosa bacchetta della fata) del buono e del cattivo, dell’amico dell’uno e dell’altro, di un lieto fine.

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Gli alunni capiranno che questi elementi compongono la fiaba, che non confonderanno più con la favola, i cui protagonisti sono gli animali con virtù e difetti umani. In classe si aprirà un dialogo spontaneo ed ognuno si sforzerà di trovare altre componenti della fiaba appena letta o raccontata.  L’insegnante rivelerà che vi sono ancora altri elementi da scoprire e parlerà delle funzioni di Propp. Insieme andranno sul web a conoscerle7. Si predispone ora il cartellone di tutte quante le funzioni, per poterle ritrovare nella lettura delle fiabe e per tenerle presenti all’atto di crearne di nuove. Ogni funzione potrà avere accanto il suo disegno (le carte)8; l’insegnante spiega che per inventare una fiaba non è necessaria la presenza di tutte queste, ma piuttosto che in ogni racconto si trovano nella stessa successione.

Fase 2. Ognuno scrive la sua fiaba.I ragazzi studiano qual è la struttura della fiaba, leggono sul testo scolastico e cercano su internet9. L’insegnante fa scegliere ad ogni alunno almeno tre funzioni di Propp, che si possono vedere sul cartellone costruito insieme, e ognuno si accinge ad inventare una fiaba. Per esempio, un bambino è interessato da questi tre elementi: allontanamento, tranello, ritorno dell’eroe e, tenuta presente la forma del genere, comincia ad inventare personaggi, ambiente e situazione. Sa che deve scegliere un protagonista, intorno al quale svolgere l’azione del racconto fantastico; aggiunge i primi personaggi ed altri compariranno lungo la storia; crea un ambiente, che può essere realistico o del tutto fantastico, terrestre o marino, lontano o vicino alla propria esperienza e lo inserirà in un tempo, nel passato o nel presente, non necessariamente nel Medioevo, come molte fiabe classiche. Ognuno progetta la trama in uno schema che terrà presente durante la creazione della storia e sarà completato secondo il procedere della sua fantasia. In un elenco segna il nome dei personaggi, che non dovrà dimenticare nello svolgersi del racconto, e che arricchirà con quelli che compariranno di volta in volta. Finalmente ogni alunno inizia a narrare: “C’era una volta…”, con i suoi personaggi e il protagonista che verrà a definirsi pian piano. Il “motivo della storia” deve essere presente nell’alunno, cioè egli deve sapere quello che vuole sviluppare nel racconto e attraverso il quale trasmettere un messaggio, sia di bontà o di impegno o di riscatto di una condizione. Dunque, ha inizio la storia, che deve destare subito interesse, perché i lettori provino curiosità per continuarne la lettura. La descrizione di alcuni personaggi e dell’ambiente dove si svolge la prima azione può rappresentare un buon inizio, più completo se vi compaiono elementi descrittivi del tempo e della stagione: un raggio di sole, un colpo di vento, una pioggia ininterrotta…, che l’alunno dovrà ricordare in seguito per non contraddirsi. Abbiamo detto che il nostro alunno campione ha scelto la funzione dell’allontanamento; allora, farà in modo che il protagonista della sua storia abbia un incarico da svolgere, che lo obbliga a lasciare i suoi amici e il luogo dove ora si trova. Può essere un principe con il compito di trovare qualche oggetto magico o ritrovare qualche persona o dimostrare la sua forza affrontando dei pericoli, oppure altre invenzioni che scaturiranno certamente dalla fantasia di ogni ragazzo. Nel periodo dell’allontanamento, che costituisce la vicenda principale, un riferimento a quello che succede là dove il protagonista ha lasciato i suoi cari potrà creare un arricchimento e una varietà nella narrazione. Nell’allontanamento, il protagonista incontra pericoli e tranelli, perché il malvagio vuole che il bene soccomba di fronte al male; l’alunno ne inventa alcuni, che farà risolvere dall’eroismo del protagonista o da un suo aiutante, perché sia invece il bene a trionfare sul male, come vuole ogni fiaba. A questo punto, perché il racconto sia interessante e originale, l’alunno fa in modo che la storia abbia una svolta. Inserisce nuovi personaggi, che orientano in altra direzione la trama: può essere l’arrivo di un antagonista o l’inserimento di una storia parallela, che, tuttavia, deve essere breve e incisiva e che i più attenti possono inserire come flashback. Ritornato all’argomento principale, il racconto prosegue lineare e può vedere l’entrata o l’esclusione di alcuni personaggi. L’attenzione va sempre centrata sul protagonista, che continua a dare prove di coraggio e di onestà e che conseguirà il successo finale, che gli permetterà di ottenere quello che si era proposto all’inizio, come essere accolto dal re come sposo della principessa, o più semplicemente essere accettato dal suo gruppo. Poi,  in un grande finale si svela il messaggio, dove il bene trionfa sul male, il cattivo è punito e il buono premiato: il nostro farà ritorno vittorioso e potrà conquistare la fiducia del mandante. gif 4 In questo modo, si ottiene il successo della fiaba, che risolve un problema, che può essere personale o collettivo, ma che rispecchia, comunque, le aspettative di un popolo.

Fase 3. I ragazzi compongono la fiaba di classe e la raccontano. L’insegnante esamina le fiabe singole. È la verifica intermedia, che serve per controllare l’apprendimento di ognuno e per continuare il lavoro con gli eventuali chiarimenti e le correzioni, soprattutto dell’aspetto formale. Ora, gli alunni fanno proposte per iniziare la fiaba in comune. Ognuno presenta un’idea; la classe vota e sceglie quella che sarà la fiaba da sviluppare, creata con l’apporto di tutti. In gruppo si scelgono i primi personaggi e l’ambiente; l’alunno che ha presentato la traccia scelta, inizia la scrittura del racconto, poi si formano i gruppi e, a turno, si costruisce la fiaba di classe. Si scelgono alcune funzioni di Propp e si applicano secondo il loro ordine. Gli alunni diversamente abili potranno illustrare con immagini i momenti salienti del racconto e i personaggi; gli alunni predisposti al disegno e volenterosi di imparare un software idoneo, potranno illustrare il racconto fantastico creando gif animate10. Per gli alunni stranieri, la narrazione a più mani sarà un’offerta didattica per imparare la lingua italiana insieme con i compagni e in modo creativo e divertente. I capigruppo stanno attenti alla costruzione corretta del racconto, a non dimenticare personaggi, a non confondersi con le stagioni e con lo scorrere corretto del tempo. I gruppi inseriscono strategie di narrazione, come il flashback o il flashforward. Un alunno supervisore, periodicamente, esamina le varie parti del componimento, perché non vi siano contraddizioni; si accerta che la forma sia chiara ed eventualmente, insieme con i compagni e con il controllo dell’insegnante, corregge. La creazione della fiaba procede fino alla sua conclusione. Il lavoro viene tutto riletto e sistemato dal punto di vista della chiarezza e della correttezza ortografica, grammaticale e sintattica. Le espressioni saranno il più possibili personali e vi saranno dialoghi. Alla fine, gli alunni saranno pronti per leggere e raccontare la loro fiaba ad altri ragazzi. L’insegnante li allena alla buona lettura, chiara ed espressiva, anche facendo uso del registratore, poi invita i suoi alunni a raccontarla con le proprie parole, cercando di tenere viva l’attenzione e di usare la voce secondo i momenti narrativi: quelli della descrizione, quelli della narrazione, quelli della suspense, dei dialoghi.

Verifica, valutazione, monitoraggio. Gli obiettivi dell’attività sono stati principalmente quello di imparare a scrivere con fantasia e con equilibrio e quello di sapere raccontare una fiaba. Questi sono gli elementi da verificare. Vediamo come farlo.
A.  L’insegnante, alla fine del primo momento del lavoro, propone un questionario con il quale assicurarsi che gli alunni hanno imparato le funzioni di Propp:
1. Spiega che cosa sono le funzioni di Propp (l’operato di un personaggio determinato dal punto di vista del significato per lo svolgimento della vicenda)11.
2. Elencane alcune in ordine.
3. Dai la definizione di queste: danneggiamento. Fornitura del mezzo magico. Riconoscimento dell’eroe. (Definizioni in: http://www.lefavole.org/fiaba.htm).
La valutazione sarà accettabile se le risposte saranno esatte, anche se essenziali, eccellente, se le risposte saranno precise, chiare e complete nella definizione.
B.  Verifica importante è quella finale che consisterà nel fare di nuovo comporre una fiaba ad ogni alunno, che risponda a tutte le caratteristiche del genere, completa di alcune funzioni, di strategie narrative e che sia originale. La valutazione si attua secondo i criteri contemplati per la correzione della produzione scritta e che possono essere questi: per l’accettabilità: a) pochi errori ortografici; b) semplice, ma chiara esposizione; c) contenuto pertinente. Per l’eccellenza: a) correttezza formale; b) esposizione scorrevole e originale; c) lessico vario; d) contenuto ampio; e) rispondenza al genere letterario.
C. Un’ultima prova per la verifica e la valutazione consisterà nell’ultimo atto del lavoro: il racconto della fiaba di classe ai compagni della scuola. In un incontro stabilito, i ragazzi illustrano  le fasi dell’attività che ha fatto realizzare la creazione della loro fiaba; infine, la raccontano, in un’esposizione curata nel contenuto e nell’espressione. L’insegnante valuterà le prestazione di ognuno. gif5

 Maria Luisa Necchi

 Le immagini contenute in questo articolo sono tratte da www.gifanimategratis.eu e da www.megghy.com


  1. http://www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/cenerentola 

  2. http://www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/cappucetto_rosso 

  3. www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/rosaspina 

  4. http://www.lefiabe.com/Andersen/reginadellenevi.htm 

  5. http://zebuk.it/2011/02/fiabe-arabe/ 

  6. http://it.wikisource.org/wiki/C’era_una_volta…_Fiabe/Il_lupo_mannaro e http://www.terredilunigiana.com/leggende/lupo.php 

  7. http://kidslink.bo.cnr.it/irrsaeer/amorepsiche/folkloric/funznarr.html 

  8. http://www.midisegni.it/disegni/propp.shtml 

  9. Per esempio, http://www.ilbruco.org/biblioteca/laboratori%20fiabe/afbp40st.htm 

  10. Vedi gif grandi in http://www.marialuisanecchi.it/volo_web.mht 

  11. http://kidslink.bo.cnr.it/irrsaeer/amorepsiche/folkloric/funznarr.html 

4 Comments:

  1. Grazie a Monnalisa; spero che continuerai a visitarci.

  2. Grazie, Giorgio,
    è un incoraggiamento per continuare a credere in questo lavoro.
    Maria Luisa.

  3. wow bello questo sitoooo

  4. Giorgio Dellepiane Garabello
      Da questo tuo bel lavoro si parte per un bel percorso, dove, come in una fiaba, i frutti da cogliere sono le fragoline e i mirtilli del prodotto creativo dei ragazzi.
      Ciao,
      Giorgio

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