Comporre con la tecnica isoritmica

Unità di apprendimento di Musica per la classe seconda 
di Annalia Valentini

Compito unitario. In seguito ad ascolti e analisi di composizioni isoritmiche di musicisti del XIV-XV secolo, individuare nella melodia del tenor talea e color, sperimentare (collettivamente e individualmente) su melodie preesistenti la tecnica isoritmica.

Competenza. 

  • Progettare
  • Ideare e realizzare, anche attraverso l’improvvisazione o partecipando a processi di elaborazione collettiva, messaggi musicali e multimediali, nel confronto critico con modelli appartenenti al patrimonio musicale, utilizzando anche sistemi informatici. (Traguardi per lo sviluppo delle competenze)

Obiettivi di apprendimento

  • Improvvisare, rielaborare, comporre brani musicali vocali e strumentali, utilizzando sia strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici.
  • Riconoscere e classificare anche stilisticamente i più importanti elementi costitutivi del linguaggio musicale.

Obiettivi formativi. L’alunno:

  • individua sullo spartito talea e color dalla melodia del tenor in facili composizioni isoritmiche;
  • applica talea e color su melodie date.

Attività laboratoriali. Una novità dell’Ars Nova1 è il mottetto con articolazione periodica o isoritmico che applica alla melodia del tenor (tratta dal canto gregoriano) un procedimento consistente nella ripetizione di uno schema melodico (detto color) e di uno schema ritmico (detto talea).

Comprendere i termini, i concetti e le modalità compositive di tale repertorio medioevale poco frequentato dai media e sconosciuto al grosso del pubblico, unito al suo ascolto e alla sua sperimentazione potrebbe rappresentare per gli alunni di seconda media non solo un arricchimento delle conoscenze personali, ma anche un coinvolgimento emotivo con risultati musicali molto originali.

Fase  1. Che cosa vuol dire isoritmiaSi introduce la tecnica dell’isoritmia (dal greco iso + rhythmos = ritmo uguale) partendo dal tenor, una voce di mottetto presa dal repertorio gregoriano a valori larghi e a cui competeva l’incarico di tenere l’intera struttura polifonica. Si mostrerà agli allievi un tenor gregoriano a note quadrate.

Esempio 1 musica

Esempio 1. Tenor gregoriano

Si procederà spiegando con questa traduzione grafica la forma mottetto dell’Ars nova: esso è un genere polifonico e politestuale, generalmente a tre parti, in cui le due voci superiori chiamate triplum e motetus dialogavano al di sopra del tenor.

Esempio 2

Esempio 2. Grafico del mottetto a tre parti Garrit Gallus-In nova fert-Neuma di Philippe De Vitry

Agli studenti verrà detto che i trattatisti musicali del trecento si soffermano su due espedienti compositivi isoritmici:il color e la talea.

Il primo si riferisce alla successione delle altezze ricavata da una melodia di origine gregoriana. 

Esempio 3

Esempio 3. Color composto da sette note

Il secondo, la talea, è invece una formula ritmica.

Esempio 4

 Esempio 4. Talea con diversi valori ritmici e pause

La tecnica dell’isoritmia consisteva quindi nella combinazione di color e talea che nello svolgimento della melodia –color era ripetuta più volte. L’esame di un tenor isoritmico chiarirà meglio questa tecnica compositiva.

Esempio 5

Esempio 5. Trascrizione del Tenor Verbum Iniquum

Si distribuirà questo spartito e i ragazzi, in coppia, dovranno analizzare prima la struttura ritmica individuandone la talea e il numero di volte che si ripete, poi quella diastematica, color, numerando la successione delle altezze e suddividendola in frasi affini o identiche; alla fine ipotizzeranno in modo sintetico il significato di isoritmia. I ragazzi non tarderanno ad accorgersi che la talea abbraccia sei battute e si ripete per 4 volte e che il color è costituito dall’intera frase di 28 note.

Esempio 6

Esempio 6.

Si raccolgono le risposte e, guidati dal docente, si arriva a dare una definizione condivisa della tecnica isoritmica, per esempio “isoritmia significa adeguare a una stessa struttura ritmica frasi melodiche diverse”.

Fase 2. Ascolto e analisi di due brani isoritmici.
Ascolto e analisi del mottetto isoritmico Garrit Gallus/In nova fert/Neuma di Philippe De Vitry

  1. Pre-ascolto: Il tenor di Garrit Gallus di Philippe De Vitry

La talea e il color del tenor del mottetto Garrit Gallus vengono proiettati alla LIM, il docente propone a tutta la classe prima la lettura ritmica dei valori( ta-a-a per la minima col punto; ta-a per la minima; ta per la semiminima;e sil per le pause) facendo attenzione ai frequenti cambi di misura; infine si passa all’esecuzione con strumenti a percussione.

Esempio 7

Esempio 7Talea dal mottetto Garrit Gallus

In seguito si procede con l’intonazione del color da suddividere in tre segmenti di 12 note ciascuno:

Esempio 8

Esempio 8. Color NEUMA da Garrit Gallus/In nova fert/Neuma di Philippe De Vitry composto da 36 note

Per finire lo studio della melodia completa del tenor composta dall’unione di taleae e di color.

Esempio 9

Esempio 9. Frammento di tenor dal mottetto Garrit gallus di Philippe De Vitry

Saranno stimolate sia la memorizzazione della melodia del tenor, attraverso la ripetizione globale, che l’analisi attraverso la quale si sottolineerà:

  • la doppia ripetizione del color;
  • la ripartizione di ogni color in tre taleae di dodici note ciascuna;
  • l’andamento delle altezze con la presenza di momenti sospensivi (sul sol) o risolutivi (sul fa).

Analisi Garrit gallus

La verifica dell’iter svolto fin qui sulla voce tenor del motetto di de Vitry potrebbe richiedere a ciascun allievo, munito dell’intera trascrizione della voce di tenor, la compilazione di una tabella a tre che visualizzi la sua struttura isoritmica prevedendo anche il numero delle battute.

Immagine 10

Esempio 10. Tabella del mottetto Garrit gallus di Philippe de Vitry.

2. Ascolto: Garrit gallus /in nova fert/ NEUMA di Philippe de Vitry

Si passerà poi all’ascolto dell’intero mottetto Garrit gallus a tre voci con l’ausilio della partitura2 che verrà proiettata alla lavagna LIM:

  • Durante il primo ascolto l’insegnante indicherà la linea del tenor e terrà il segno, mentre i ragazzi scandiranno sottovoce i valori musicali e le pause.
  • Durante un secondo ascolto si chiederà l’accompagnamento vocale del tenor; se gli allievi dovessero perdere il segno sarà compito del docente sostenerli con la voce o aiutarli dicendo il numero di battuta a cui si è arrivati.
  • L’ultimo ascolto sarà polifonico: i ragazzi leggeranno mentalmente la voce tenor e contemporaneamente indirizzeranno l’orecchio verso l’intreccio delle due voci superiori.

La struttura isoritmica, anche se non immediatamente percepita, riesce a imporre una forma coerente all’intera composizione polifonica.

 Analisi e ascolto del Kyrie della Messa de Notre Dame di Guillaume de Machaut

Il procedimento isoritmico nel periodo rinascimentale era applicato anche alla Messa: un celebre esempio lo troviamo nella Messa di Notre Dame di Machaut3  le cui parti, il Kyrie,il Sanctus, L’Agnus Dei e l’Ite Missa est, si basano su tenores gregoriani e sono quasi tutti isoritmici.

Per l’ascolto del Kyrie dalla Messa di Notre Dame si possono ripetere le fasi di pre-ascolto e d’ascolto del precedente brano isoritmico oppure si può anche invertire il percorso: si procede direttamente con l’ascolto della prima parte del Kyrie (( Per un ascolto si consiglia :https://www.youtube.com/watchv=Y47JdUI_PhE&list=RDY47JdUI_PhE#t=2)) chiedendo alla classe se percepisce il procedimento compositivo isoritmico su cui è basato il pezzo. Certamente la risposta sarà negativa, infatti un grosso ostacolo presente nel brano è rappresentato dal contrappunto a 4 parti: l’assenza di partitura rende talmente difficile il riconoscimento che anche il trattatista medioevale Johannes Boen, nella sua Ars musicae, afferma che l’occhio è capace di vedere il color e di conseguenza la sua divisione in taleae meglio di quanto l’orecchio possa sentirlo.

Per scovare la ben celata struttura isoritmica ci si dovrà ancora allenare.

Il docente proporrà uno studio preliminare all’unisono della voce del tenor del Kyrie sia ritmico, con il battito delle mani, che melodico, con il flauto dolce; subito dopo chiederà ad ogni allievo di compilare per iscritto un breve questionario con su stampato lo spartito della voce del tenor.

Ecco alcune domande per orientare l’analisi del tenor di Machaut :

  1. Individua la talea, quante battute occupa?
  2. Indica per iscritto da quali valori di durata è formata la talea e trascrivi i simboli sul quaderno.
  3. Da quante note è formata ciascuna talea?
  4. Sai dire quante volte si ripete la talea lungo la melodia del tenor?
  5. Qual è il numero di note da cui è composto il color?
  6. Secondo te quante volte si ripete il color?
  7. Segna sulla partitura le taleae e i color usando parentesi quadre e numeri.

Questionario-guida con soluzioni

Si predisporrà quindi un nuovo ascolto del Kyrie con la proiezione della partitura alla LIM; insegnante e allievi, durante l’ascolto, raddoppieranno la melodia del tenor con gli strumenti e sperimenteranno dal vivo la sua funzione di fondamento della composizione.

Fase 3. Sperimentare l’isoritmia. Ora proponiamo agli alunni di trasformarsi in compositori applicando l’isoritmia a melodie conosciute.
Iniziamo chiedendo a tutta la classe di ricostruire con l’immaginazione le principali tappe del processo compositivo isoritmico seguito dagli autori medioevali.
Una interessante descrizione di questo processo la troviamo in The Rise of European Music di Reinhard Strohm4 :[] Essa (la composizione isoritmica ndr.) coinvolgeva, sia nella composizione che nell’esecuzione, per prima cosa una “pianificazione” delle dilatazioni del tempo e poi un “riempimento” di queste ultime. Nei mottetti questo modo di pensare si distingueva nei due parametri del ritmo (Talea) e dell’altezza (Color), che venivano presi in considerazione uno alla volta. La procedura era analoga anche a quella di un pittore, che prima tracciava le linee e poi colorava gli spazi, e a quella di un oratore, che prima organizzava il suo materiale (dispositio) e poi lo elaborava (elocutio) […].

Si riflette insieme e si parte esplicitando il processo compositivo in una serie di operazioni: da qui scaturirà un modello grammaticale condiviso da utilizzare per l’ elaborazione del tenor isoritmico.

Ecco una possibile formulazione di modello da consegnare ai gruppi insieme a una serie di melodie e di griglie ritmiche:

  1. scegli tra le melodie che conosci una melodia che possa organizzarsi come tenor .
  2. Conta le note e decidi a quante note che hai a disposizione vuoi applicare uno o più segmenti colorati (color) che possono anche ripetersi.
  3. Predisponi per iscritto una griglia di modelli ritmici.
  4. Cerca tra i modelli una sequenza ritmica ovvero una talea che possa essere sistemata/utilizzata o su tutta l’ampiezza del color oppure ripetuta; ad esempio, se il color è di 20 note, si può utilizzare una talea di cinque note che si ripete quattro volte.
  5. Unisci il color con la talea, se la talea è più corta del color ripetila fino alla conclusione del

Si stabilirà un tempo (un’ora circa) per la consegna della composizione isoritmica; il docente darà indicazioni per l’utilizzazione didattica del modello, controllerà e orienterà i gruppi in ogni fase verso elaborazioni e soluzioni compositive efficaci.

Esempio 11

Esempio 11. Esempio di una composizione isoritmica. Color di 20 note tratte dalla melodia Girotondo

esempio 12

Esempio 12.Talea di 4 battute per la melodia di Girotondo

Esempio 13

Esempio 13.Girotondo isoritmico (9 taleae+4 color)

Verifica, valutazione monitoraggio
L’insegnante dovrà osservare tutte le fasi delle attività, da quella di ascolto e analisi a quella di composizione, rilevando gli elementi riferibili all’applicazione e all’impegno e allo stile del lavoro di gruppo, controllando anche la partecipazione degli alunni in difficoltà. Per la verifica dell’obiettivo n.1 proporrà un questionario d’ascolto e d’analisi con partitura dell’Ite Missa est dalla Messa di Notre Dame di Guillaume de Machault.

Partitura dell’Ite Missa est

Verifica- Questionario: Ite Missa est dalla Messa di Notre Dame di Guillaume de Machault

 

1Osserva la partitura, da quante parti è composta?

2.Con un evidenziatore metti in rilievo l’intera melodia della voce del tenor.

3 Concentrati durante l’ascolto e cerca di identificare sulla partitura la talea.

4 Da quante battute è formata la talea e quante volte si ripete?

5 Indica con una crocetta la risposta esatta:in questo brano sono presenti

·         procedimenti isoritmici

·         procedimenti imitativi

6.Controlla la successione delle altezze del tenor riconosci uno schema melodico ?

 

Accettabilità: l’allievo dovrà rispondere con esattezza ad almeno tre domande.

Eccellenza: l’allievo dovrà rispondere con precisione a tutte le domande, puntualizzando la non esistenza del color (vedi domanda n.6) non previsto dal compositore in questo brano.  Riguardo alla verifica dell’Obiettivo n.2 potrà riproporre, con le stesse modalità sopra esposte, la produzione di una melodia con le tecniche isoritmiche ad ogni singolo allievo che dovrà pure curare l’esecuzione del suo branetto isoritmico. Il docente valuterà oltre alla correttezza dell’esecuzione strumentale, l’applicazione del modello e delle operazioni isoritmiche sulla melodia scelta, e le intenzioni espressive che, scaturite dall’isoritmia, offrono insieme ad una certa affinità con la melodia di partenza una particolarissima fisionomia musicale.

 

Annalia Valentini

 

 

 

 


  1. Il termine deriva dal trattato Ars nova musicae del compositore francese Philippe de Vitry (1291-1361). 

  2.  Cfr. C.V. Palisca (a cura di) Northon Anthology of western Music, vol.1, Norton&Company,  New York-London, 1988 pp.73 -76. 

  3.  La Messa, composta nel XIV secolo , fu una delle prime messe cicliche con una unità musicale tra le cinque parti della liturgia. 

  4.  Strohm,The Rise of European Music,1380-1500,Cambridge, Cambrigde University Press,1993, p.46. 

4 Comments:

  1. Giorgio Dellepiane Garabello

    Dato veloce sguardo al tutto.
    Mi sembra bello e stimolante.
    Lo proverò.

  2. Complimenti per l’ottimo lavoro.
    Desideravo sconoscere il numero di lezioni in cui è stata sviluppata l’unità di apprendimento e il feedback ricevuto dagli allievi.

    • Caterina Vittori

      Secondo l’autrice, prof.ssa Valentini, per realizzare l’Unità di apprendimento, occorrono almeno 4 lezioni di un’ora ciascuna e nelle varie fasi del percorso i ragazzi partecipano e si divertono. Inoltre, nelle altre materie, ad esempio in matematica, affrontano degli esercizi molto più complicati della tecnica isoritmica.

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