Au voleur! Risolvere il mistero del “ladro a pois”

Unità di apprendimento di Francese per la classe terza
di Cristina Minelle

Compito unitario. Scoprire il colpevole di una serie di furti a partire dalle descrizioni di personaggi e luoghi e preparare il rapporto finale della polizia.

Competenza. Risolvere problemi

Obiettivi di apprendimento (leggi)

Obiettivi formativi. L’alunno:

  • descrive i luoghi in cui sono avvenuti i furti e gli oggetti persi dal ladro;
  • racconta un fatto o una serie di fatti accaduti nel passato, mettendo in rilievo i legami tra le varie azioni e/o le varie fasi;
  • risponde a domande relative a un fatto accaduto nel passato scegliendo i tempi verbali corretti.

Attività laboratoriali.
Fase 1.  Il docente introduce l’attività spiegando che si tratta di risolvere un caso di cui la polizia non riesce a venire a capo. Depuis quelques semaines, un voleur rôde dans les alentours et commet plusieurs vols sans qu’on arrive à le capturer ou à le voir de près. Tous les témoins sont d’accord à propos d’un détail: le voleur porte toujours des vêtements à pois (voilà pourquoi on l’appelle “le voleur à pois”). La police avance à tâtons. Cependant, on peut arriver à résoudre le cas: le voleur, en effet, a laissé des traces…” Mentre il docente spiega questa parte, scrive alla lavagna le parole chiave (voleur, vol, police, témoins, traces…); se riesce, può provare a far intuire il significato di alcune parole mimandole mentre racconta.

Francese

Fase 2. Il docente continua il racconto. Le voleur à pois a commis trois vols: il a cambriolé l’appartement d’une vieille dame qui vit toute seule, il a volé la recette journalière d’une station-service, il a emporté le contenu de la caisse d’une parfumerie. Pendant les vols, il a laissé chaque fois une trace: un mouchoir brodé, des bottes de caoutchouc pointure 42, la carte de fidélité d’un supermarché. Anche per questa seconda parte del racconto, il docente mette in evidenza le parole chiave, in particolare i luoghi in cui sono avvenuti i furti e gli oggetti dimenticati dal ladro; per le tracce, può munirsi in anticipo di immagini che li rappresentino.

Francese 2

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Fase 3. In questa fase, la classe viene divisa in gruppi di 4-5 alunni, ognuno corrispondente a una squadra di investigatori. Ciascuna squadra ricostruisce una propria “versione dei fatti” per spiegare chi è il ladro a pois a partire dagli indizi lasciati e dalla scelta dei luoghi in cui sono stati compiuti i furti. Il racconto dovrà essere al passato (l’insegnante sottolinea che il passé composé e l’imperfetto, tempi verbali già incontrati, devono essere utilizzati in maniera corretta), citare con precisione orari e testimoni e contenere le descrizioni dettagliate dei tre oggetti-tracce lasciati dal ladro e di almeno uno dei luoghi citati. Ogni gruppo avrà a disposizione un dizionario. Il tempo sarà attentamente scandito dal docente (che avvisa subito gli alunni della necessità di monitorare e di utilizzare al meglio il tempo a disposizione): nei primi 20 minuti si delinea la vicenda (il docente si muove tra i gruppi per verificare che il lavoro proceda e per dare eventualmente aiuto); i 30 minuti successivi sono dedicati alla stesura, a cui si aggiungerà una parte della lezione successiva (sono ipotizzabili altri 30 minuti) per completare il lavoro; anche in questa seconda fase il docente si muove tra i gruppi; qui, oltre al monitoraggio dell’attività, procede anche alla correzione di eventuali errori ed imprecisioni. Tra le due lezioni, gli alunni cercano a casa immagini che possano illustrare la vicenda inventata e le portano a scuola; le immagini saranno incollate sul “Rapport de police” che l’insegnante consegna a ciascun gruppo perché scriva la storia nella versione corretta (nella seconda parte di questa seconda lezione dedicata alla scrittura del caso).

Francese 3

Fase 4. Ogni gruppo legge la sua “versione dei fatti” alla classe e, alla fine, viene votata da tutti gli alunni quella più convincente (le opinioni dovranno essere naturalmente motivate). In questo modo, tutti devono prestare attenzione alle versioni altrui e l’aspetto della competizione è senz’altro uno stimolo in più in questo senso. Se le spiegazioni non sono chiare, l’insegnante e i compagni possono fare delle domande.

Verifica, valutazione, monitoraggio.
Monitoraggio.L’insegnante, se lo ritiene, può registrare quanto osservato durante la fase di lavoro a gruppi mediante una griglia che riporterà gli indicatori che ritiene più pertinenti per l’attività (es. partecipazione, collaborazione, inventiva, rispetto del ruolo assegnato nel caso ci sia, ecc.). Alla fine, è possibile proporre un questionario di autovalutazione relativamente ai vari aspetti dell’attività, al gradimento da parte degli alunni, alla loro percezione rispetto all’utilità dell’attività e alle difficoltà incontrate, in modo da riflettere su eventuali modifiche da apportare a successivi lavori di questo tipo.

Verifica. La capacità di descrivere luoghi e oggetti e quella di narrare un fatto al passato vengono verificate a livello di gruppo durante l’esposizione della versione del “caso” alla classe; a livello individuale, per valutare la produzione scritta, l’insegnante può assegnare un’attività da svolgere in classe, con dizionario, simile a quella proposta, ma più limitata nelle richieste e nelle informazioni date (mantenendo la difficoltà data dal fatto di proporre un oggetto rubato, una traccia lasciata e un luogo che siano, almeno in prima battuta, incoerenti):

Invente une histoire qui explique qui est le coupable du vol d’une caisse de pots de confiture qui a disparu d’un restaurant fréquenté par des chauffeurs de poids-lourds. Le voleur a laissé une trace: il a oublié un livre pour apprendre le suédois. Précise qui sont les témoins et décris le restaurant. Utilise les verbes au passé composé et à l’imparfait

(si tratta di un esempio: il docente può proporre un’altra traccia, anche tenendo conto di quanto ha svolto nelle lezioni che hanno preceduto questa attività). L’obiettivo relativo all’interazione viene verificato con alcune domande puntuali poste dal docente agli alunni relativamente alle “versioni dei fatti”.

Valutazione. Il lavoro di gruppo è considerato accettabile se il testo contiene alcune imprecisioni (errori di copiatura, ecc.) che non impediscono tuttavia la comprensione del racconto, se sono presenti tutti gli elementi richiesti (verbi al passato, descrizioni, ecc.) seppur in forma essenziale, se la presentazione orale è chiara e può essere seguita senza troppe difficoltà da docente e compagni; il lavoro di gruppo è considerato eccellente in presenza di un testo corretto e completo e di un’esposizione chiara, corretta, con buona pronuncia.
Per la verifica di produzione scritta, essa risulta accettabile se l’alunno si limita a descrizioni essenziali e a poche azioni e se l’uso dei verbi è corretto nell’impiego dei diversi modi, pur presentando qualche imprecisione nella coniugazione; risulta eccellente se l’alunno è in grado di produrre un racconto ricco e completo e se l’uso dei verbi è corretto. L’interazione orale può essere considerata accettabile se l’alunno dimostra di capire le domande e di saper dare risposte essenziali, ma corrette e comprensibili; può essere considerata eccellente se le risposte sono complete, articolate, grammaticalmente corrette ed espresse con buona pronuncia.

 Cristina Minelle

 

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