Analizzare forme di produzione agricola rispettose dell’ambiente

Unità di apprendimento di Cittadinanza e costituzione per la classe seconda
di Gianluigi Sommariva

Compito unitario. Organizzare una visita ad un’azienda agricola biologica, dopo aver fatto un percorso formativo comprendente la normativa europea specifica e riflettuto sul rapporto tra etica e agricoltura biologica.

Competenza. Collegare locale e globale nei comportamenti individuali.

Obiettivi disciplinari. Riconoscere il diritto alla salute come valore personale e sociale di cui si è responsabili anche dinanzi alle generazioni future.

Obiettivi formativi. L’alunno:
– modifica il proprio comportamento da consumatore in coerenza con le conoscenze apprese.

Attività laboratoriali.  Fase 1. Il lavoro, inquadrabile in un più ampio discorso sul rapporto uomo-natura-ambiente, può trarre spunto da osservazioni sulle abitudini alimentari dei ragazzi, dalla loro esperienza della mensa scolastica e da qualunque altro aspetto legato al loro vissuto di consumatori di cibo. Sotto questo profilo il riferimento all’ambiente e alla sua tutela diventa allora spontaneo.
Si individuano una serie di domande indispensabili per progettare e realizzare la visita ad un’azienda agricola biologica:
Che cosa è un prodotto biologico?
Quali sono i principali prodotti biologici di origine vegetale e animale?
Che cosa differenzia un’azienda agricola biologica rispetto alle altre?
Quali vantaggi concreti può avere il consumatore da questo tipo di agricoltura sia sotto il profilo della sicurezza alimentare sia sotto il profilo dell’impatto ambientale?
Perché in questi ultimi anni è cresciuta la sensibilità verso i prodotti biologici?

L’insegnante raccoglie e annota le osservazioni dei ragazzi, rendendosi conto di ciò che sanno effettivamente su questo tema, degli stereotipi e pregiudizi che in qualche modo possono essere giunti anche a loro.

Fase 2. La normativa. Si riprendono le domande iniziali e si cercano risposte meno impressionistiche, approfondendo il rapporto etica-agricoltura biologica e i riferimenti normativi in questa materia (in particolare quelli in vigore nella UE).
La classe si suddivide in tre gruppi: un primo gruppo esamina i punti più importanti del Regolamento CEE n.2092/91 e quello 1804/99 che completa il precedente per le produzioni animali (ci si sofferma sui seguenti aspetti dei prodotti biologici: etichettatura, commercializzazione, ingredienti, detergenti, medicinali veterinari, additivi per mangimi); un secondo gruppo si occupa delle regole per le produzioni vegetali (ad esempio, nessun impiego di fitofarmaci e concimi di sintesi, lotta naturale a parassiti e predatori, a malattie e piante infestanti, rispetto della rotazione e lavorazione meccanica del terreno); un terzo gruppo spiega le regole dell’allevamento biologico per quanto riguarda l’alimentazione (a base preponderante di alimenti biologici), la riproduzione (metodi naturali), la cura delle malattie, la stabulazione (quella fissa è vietata), la stessa costruzione degli edifici zootecnici. I gruppi redigono testi di sintesi delle osservazioni fatte e predispongono una presentazione multimediale.

Fase 3. Restando ancora nell’ambito normativo, i ragazzi esaminano i diritti fondamentali dei consumatori e degli utenti, oggi recepiti negli artt. 136 e ss. del recentissimo “Codice del consumo”; in particolare annotano in un tabellone di sintesi quanto si dice in materia di sicurezza e qualità dei prodotti, di adeguata informazione e corretta pubblicità, di trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni o servizi quali diritti/interessi inviolabili del consumatore, di associazioni dei consumatori legittimate ad agire per far rispettare tali diritti.

Fase 4.
Tutto il lavoro svolto dai vari gruppi confluisce in una presentazione di slide, in cui si mettono a confronto le principali differenze normative esistenti, per la produzione vegetale, tra il sistema biologico e quello convenzionale. La classe elabora un quadro di sintesi simile alla tabella sotto riportata1.

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A questo punto l’insegnante prende contatto con il più vicino istituto tecnico agrario per avere ulteriore consulenza in materia (a tale scopo raccoglierà dubbi e domande emersi nel lavoro svolto in classe) e ricevere suggerimenti sull’azienda agricola biologica da visitare. Gli alunni, attraverso l’uscita didattica, verificheranno sul campo la presenza dei requisiti per l’agricoltura biologica e potranno anche degustare qualche prodotto.

Verifica, valutazione, monitoraggio. Si propongono spunti per la verifica:

  • evidenzia in un breve testo il rapporto tra agricoltura biologica e sostenibilità;
  • l’Italia ha 1 milione di ettari di terreno coltivato secondo principi di agricoltura biologica (il 18% della superficie biologica dei paesi europei); ricerca i dati relativi a qualche altro stato e confrontali con quelli della produzione agricola convenzionale;
  • l’agricoltura biologica vieta la presenza di OGM: perché?
  • frutta e verdura, grano e farro, prodotti da forno, latte, yogurt, formaggi, uova: questi sono i principali prodotti biologici; individua per ciascuno di essi i requisiti necessari per avere le caratteristiche “bio”;
  • spiega sinteticamente che cos’é la certificazione per i prodotti biologici;
  • ricerca i prezzi di prodotti biologici e non biologici analoghi e fa’qualche osservazione in proposito;
  • quali fonti energetiche può impiegare l’agricoltura biologica?

I livelli di accettabilità e di eccellenza delle prestazioni degli alunni saranno valutati in base allo specifico apporto dato nei lavori di gruppo, alla capacità di osservazione dimostrata nelle fasi di progettazione e realizzazione della visita all’azienda agricola, all’abilità nel raccogliere e sintetizzare i dati. In particolare, il livello di accettabilità sarà dato da una sufficiente conoscenza delle caratteristiche principali dell’agricoltura biologica; il livello di eccellenza dalla capacità di far interagire nozioni teoriche e osservazioni pratiche.

                                                         Gianluigi Sommariva


  1. tratta, in forma semplificata, dal testo “Alimenti biologici dal produttore al consumatore”, a cura di Roberto Fanfani, CLUEB, Bologna 2008; ad esso si rimanda per ogni approfondimento 

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