Allestire un desco medioevale

Unità di apprendimento di storia per la classe prima
di Adelaide Zanardelli

Compito unitario. Gli alunni dovranno realizzare, con un lavoro di gruppo, una drammatizzazione di un desco medioevale: saranno invitati a produrre e mettere in scena un testo-sceneggiatura che descriva la tavola, le pietanze e gli atteggiamenti dei commensali.

Competenza. Ricavare informazioni da fonti storiche.

Obiettivi di apprendimento. Analizzare le fonti storiche, ricavarne informazioni per realizzare prodotti originali.

Obiettivi formativi. L’alunno:
* analizza fonti di diverso tipo e ne ricava informazioni sull’argomento trattato;
* riutilizza delle informazioni realizzando prodotti originali.

 Attività laboratoriali. Il percorso può essere svolto con momenti di interdisciplinarità con scienze, italiano, arte, tecnologia.
Il momento della convivialità racchiude innumerevoli significati da quello più prosaico, ma sicuramente imprescindibile, della necessità di nutrirsi a quello più elevato della comunione con Dio, durante il momento dell’eucarestia nella celebrazione della messa. Ugualmente il desco risulta un luogo e un momento di forte significato sociale, in cui il signore può dimostrare la sua grandezza attraverso i cibi da offrire ai suoi ospiti, la bellezza dell’allestimento della tavola e l’eleganza dei modi e conversazioni dei suoi ospiti.
La ricerca di significato non si deve sicuramente limitare al passato, anche nella nostra contemporaneità il desco è specchio di diverse influenze culturali: dal fast-food al banchetto che accompagna le tappe importanti della nostra vita dalla nascita al matrimonio e talvolta alla morte (in certe culture la tradizione vuole che il funerale sia seguito da un banchetto), il momento conviviale rappresenta la società in cui si vive.

Fase 1 . Il desco contemporaneoIl percorso partirà quindi dal vissuto dei ragazzi evidenziando le loro abitudini alimentari e sottolineando l’importanza delle regole, soprattutto nel momento della convivialità (non solo per motivi igienici, ma per la valenza sociale che l’atto del cibo condiviso racchiude). Gli alunni saranno invitati a indicare, in una tabella che riassuma un’intera settimana, gli alimenti da loro comunemente consumati; successivamente i dati raccolti verranno riassunti in alcuni istogrammi riassuntivi.
In questa fase del percorso risulterà spontaneo collegare l’argomento alle regole di igiene alimentare ed educazione alla salute insite nel contenuto trattato.
I ragazzi saranno inoltre invitati ad elencare le stoviglie e gli oggetti che sono presenti sui loro tavoli al momento dei pasti, ugualmente queste indicazioni saranno riassunte in una tabella.

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Successivamente si chiederà agli alunni di evidenziare le regole che devono accompagnare l’atto conviviale, sottolineando l’importanza di queste, non solo per motivi igienici, ma per la valenza sociale che l’atto del cibo condiviso racchiude.
Verranno quindi elencate le norme di comportamento e la loro motivazione, portando a riflettere i ragazzi sulla necessità di questi comportamenti.

Fase 2. Coperto e servizio. L’analisi partirà da come la tavola dei ricchi veniva allestita durante il banchetto analizzando due fonti iconografiche che risalgono agli inizi dell’XI secolo1). L’alunno dovrà:

– Comprendere il documento attraverso un’osservazione accurata elencando gli elementi in esso raffigurati.
– Inquadrare il documento rispondendo alle seguenti domande:

  • A quale ceto sociale appartengono i personaggi raffigurati?
  • Come sono disposti i commensali?
  • C’è una tovaglia sulla tavola?
  • Ci sono dei tovaglioli?
  • C’è un piatto per ogni commensale?
  • C’è un bicchiere per ogni commensale?
  • Quali posate vengono utilizzate?
  • In che modo il cibo viene portato alla bocca?

 

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L’analisi si sposterà su una fonte del XV secolo, cioè dell’ultimo periodo del medioevo. L’alunno dovrà, oltre a rispondere ai medesimi quesiti precedentemente proposti, mettere in luce le differenze o somiglianze con le raffigurazioni già analizzate: ambientazione, stato sociale dei commensali, oggetti presenti sulla tavola.

 

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La classe sarà quindi invitata a riassumere in un breve testo le informazioni fino ad ora raccolte e confrontarle con quelle sulle abitudini contemporanee per allestire il desco, identificando continuità e differenze.

Fase 3. Il pranzo è servito. Per i popoli germanici un robusto appetito era dimostrazione del valore e della forza del guerriero, grande divoratore di carne.
Lo stesso Eginardo nella sua Vita di Carlo Magno, pur ricordando la morigeratezza nel bere del sovrano, ci racconta come “la [sua] cena di ogni giorno era solo di quattro portate, a parte l’arrosto, che i cacciatori erano soliti infilzare allo spiedo e che egli mangiava molto più volentieri di qualsiasi altro cibo”.
L’alunno verrà indirizzato nell’analisi di una fonte scritta da Giovanni de Mussis, Cronaca di Piacenza, documento del XIV secolo in cui si parla dei cibi serviti nei banchetti di nozze (cit. in M. Montanari La fame e l’abbondanza, Storia dell’alimentazione in Europa, Laterza, 1993).
Dopo la lettura del testo l’alunno dovrà completare un elenco dei cibi nominati nel testo e delle tecniche di preparazione degli stessi.
Sarà cura dell’insegnante completare le informazioni sui cibi consumati nel medioevo per dare una visione più ampia della dieta medioevale.
I dati raccolti potranno essere schematizzati in istogrammi che saranno confrontati con quelli precedentemente realizzati sulle abitudini alimentari del presente, per metterne in luce continuità e differenze.

Fase 4. Il Galateo medioevale. 
È nel basso medioevo che la ricca e colta borghesia presta attenzione alle regole dello stare a tavola e “De quinquagesima curialitatibus ad mensam”, Le cinquanta cortesie a tavola, scritte nel 1288 da Bonvesin de la Riva sono il vademecum del perfetto commensale.
L’insegnante potrà selezionare alcune parti (tradotto in italiano moderno e reperibile al sito http://www.milanesiabella.it/bonvesindalariva_dequinquagintacurialitatibusadmensam.htm) da condividere con gli alunni.

La dodicesima è questa: quando devi prendere la coppa,
usa le due mani e pulisci bene la bocca.
Con una sola mano non si può afferrarla bene:
usare sempre le due mani anche per bere per non rovesciare il vino.
La quarantatreesima è: se porgi la coppa,
non toccare mai la sommità del bicchiere con il pollice.
Reggi il bicchiere da sotto e porgilo con una mano:
chi lo tiene diversamente può essere considerato villano.

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Fase 5Tutti a tavola! 
Gli alunni saranno divisi in gruppi ed ad ognuno sarà dato incarico di realizzare una drammatizzazione: un dialogo tra i commensali di un pasto nel medioevo. Verranno fornite agli alunni le seguenti indicazioni che saranno vincolanti nella realizzazione del prodotto:

  • ambientazione;
  • cibi consumati;
  • oggetti presenti in scena;
  • atteggiamenti dei commensali (conformi o volutamente difformi dalle indicazioni raccolte).

I ragazzi potrebbero realizzare alcuni oggetti della scenografia facendo riferimento alle fonti analizzate e con l’aiuto dell’insegnante di arte o tecnologia.
La realizzazione della drammatizzazione verrà valutata, oltre che dall’insegnante, anche dai compagni che saranno invitati a evidenziare i punti di forza e debolezza del prodotto realizzato.

Verifica, valutazione, monitoraggio. I livelli di acquisizione delle competenze saranno verificati attraverso la realizzazione delle varie fasi della drammatizzazione (sceneggiatura, oggetti di scena e messa in scena).
La valutazione seguirà inoltre i seguenti parametri. L’alunno:

  • analizza fonti di diverso tipo e ricava le informazioni essenziali sull’argomento trattato (accettabilità).
  • analizza fonti di diverso tipo, le confronta e ricava tutte le informazioni sull’argomento trattato (eccellenza).
  • riutilizza delle informazioni realizzando prodotti originali e conformi alle indicazioni date (accettabilità).
  • riutilizza delle informazioni realizzando prodotti originali, conformi alle indicazioni date contribuendo con creatività ad una rilettura del percorso di studio proposto (eccellenza).

Durante le varie fasi del percorso il docente si accerterà dell’acquisizione delle sufficienti competenze minime attraverso prove di verifica strutturate.
Nella fase di realizzazione del compito unitario si osserverà inoltre il grado di autonomia nella realizzazione del prodotto e di iniziativa personale nell’arricchirlo.

Adelaide Zanardelli



  1. Le immagini del testo sono ricavate da Giovanna De Bello e Icaro Gatti, I segreti del tempo, Vol.1 laboratori, Il Capitello, 2005, pag. 84 (fig. 1, 2) pag 85 (fig. 3) pag. 91 (fig. 4 

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