Praticare il “fair play”

Unità di apprendimento di Cittadinanza e costituzione per la classe seconda
di Gianluigi Sommariva

Compito unitario. Realizzare un album fotografico, corredato da didascalie e  spiegazioni, sul tema del fair play nello sport. Illustrare esempi di fair play nello sport, analizzandone situazioni, personaggi e linguaggi.
FAir play

Competenza. Praticare attivamente i valori sportivi (fair play) come modalità di relazione quotidiana e di rispetto delle regole.

Obiettivi di apprendimento. 1. Rispettare le regole nella competizione sportiva;
2. accettare la sconfitta con equilibrio;
3. vivere la vittoria esprimendo rispetto nei confronti dei perdenti.

Obiettivi formativi. L’alunno:
– conosce e rispetta le regole nell’attività sportiva;
– individua comportamenti sleali e linguaggio sconveniente;
– riconosce esempi di fair play in contesti di competizioni sportive;
– lavora con i compagni per la realizzazione di un prodotto significativo.

Attività laboratoriali.  Fase 1. Partendo dal vissuto dei ragazzi, spesso protagonisti come attori o come spettatori di attività sportive, aprire una discussione che coinvolga tutta la classe, sul  fair play; chiarire che rappresenta un valore aggiunto rispetto all’osservanza delle regole sportive: è la presa di distanza ‘ironica’ dall’attività che si sta svolgendo, ricordando che essa è sempre un mezzo, non un fine e che l’avversario è una persona da rispettare. L’insegnante pone alcune domande: conosci esempi di fair play nello sport? Come li giudichi? Come ti comporti durante le  competizioni? Che cosa ti dispiace di più nel comportamento dei tuoi avversari? Sai riferire qualche episodio che ti è rimasto impresso? Perché oggi si insiste tanto sul fair play? 

Fase 2. Ogni ragazzo ha il compito di cercare in rete o sulla stampa un’immagine per l’album. Dovrà precisare la fonte da cui l’ha tratta, motivare la sua scelta, proporla all’attenzione dei compagni e spiegarne il significato. Una buona base di partenza per la ricerca può essere il sito del Comitato Italiano di Fair Play, nato  per diffondere questo virtuoso comportamento sportivo. Alla fine del suo intervento, l’alunno suggerisce un  commento scritto (una didascalia o un testo più ampio). Segue una discussione guidata dall’insegnante, in cui si valutano tutti gli interventi e si definiscono con precisione i testi e il loro rapporto con le immagini (potrà capitare, ad esempio, che la forza di queste ultime renda quasi superfluo il commento verbale). Ogni ragazzo vede valorizzato il proprio lavoro, comprende che il contributo dei compagni e dell’insegnante può servire a migliorarlo e procede alla realizzazione dell’album fotografico corredato da didascalie e  spiegazioni, sul tema del fair play nello sport.

Fase 3. Occorre preparare un’introduzione, dopo aver raccolto le idee degli alunni attraverso le risposte alle seguenti domande:
a) quali sono gli sport in cui c’è maggiormente bisogno di fair play?
b) Quali invece si sono già orientati verso questa pratica?
c) Perché è molto importante il controllo del linguaggio e dei gesti durante una competizione?
d) Come evitare che il fair play diventi un semplice rito, una specie di superficiale galateo sportivo?
e) Come il fair play può servire a non fare della vittoria un valore assoluto e della sconfitta una tragedia?
f) Perché il doping, oggi purtroppo diffuso, è una forma grave di slealtà?

Fase 4. Ora la classe sistema il materiale a disposizione:
1. organizza l’articolazione interna dell’album (ad esempio, in base agli sport coinvolti, oppure all’importanza dei gesti commentati…);
2. trova un titolo per la copertina (anche in questo caso, con il contributo di tutti, si discuteranno le varie proposte);
3. predispone due versioni, cartacea e multimediale, in modo che resti una doppia testimonianza dell’attività;
4. diffonde il lavoro all’interno della propria scuola (ad esempio, collocando qualche foto dell’album nella palestra, oppure creando un link sul sito d’Istituto) e, se possibile, anche all’esterno (partecipando, ad esempio, a qualche concorso).

Verifica, valutazione, monitoraggio. Ecco alcuni spunti per monitorare e valutare il lavoro:
A) Ipotizza una soluzione in stile fair play alle seguenti situazioni agonistiche:
– un compagno fa commenti pesanti su una tua performance…
– stai stravincendo e umiliando il tuo avversario…
– la tua squadra del cuore ha subito una pesante sconfitta e alcuni compagni ne approfittano…
-l’arbitro ha punito ingiustamente un tuo presunto fallo…

B) Nel primo canto dell’Orlando furioso, l’Ariosto, nelle famose ottave 21 e 22, ci offre un interessante esempio di fair play cavalleresco: dopo aver chiesto all’insegnante di spiegarti la situazione narrativa, cerca di individuarlo e commenta l’episodio facendo riferimento, se lo ritieni, anche all’attualità;

C) il tifo violento: esprimi qualche considerazione personale su questo tema attuale, anche alla luce del lavoro sul fair play;

D) commenta queste riflessioni e proverbi legati in varia misura al tema in questione:

  1. L’importante non è vincere ma partecipare (P. De Coubertin);
  2. A sangue caldo, nessun giudizio è saldo (proverbio);
  3. Il comando più difficile è comandare se stessi (Seneca);
  4. Se hai ragione ti puoi permettere di mantenere la calma; se hai torto non ti puoi permettere di perderla (Gandhi);
  5. Gli uomini hanno costruito troppi muri e troppo pochi ponti (D.Pire);
  6. Il fuoco, appiccato che sia, non si lascia guidare dalle intenzioni dell’incendiario (A.Manzoni).

Per valutare i livelli di accettabilità/eccellenza delle prestazioni degli alunni, si terrà conto dei seguenti parametri:

  • la capacità di analizzare e integrare messaggi verbali e visivi;
  • l’apporto al lavoro in termini (quantitativi e qualitativi) di risposte ai quesiti, osservazioni critiche, competenze tecniche (manuali, informatiche, relazionali…).

                                                                                                    Gianluigi Sommariva